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“Stop intercettazioni oltre i 45 giorni”. Renzi vota con la destra

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Il ddl di FI limita il periodo di utilizzo e passa al Senato con l’appoggio di Iv. L’ex premier: “Così difendiamo la Costituzione”. Pd, 5S e Avs: “Vergogna”
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È stato un lampo. In meno di due ore l’Aula del Senato ha approvato un disegno di legge, presentato da Forza Italia, che introduce dei paletti agli investigatori limitando le intercettazioni a non oltre 45 giorni, a meno che non si tratti di indagini per mafia o terrorismo, o emergano elementi tali da motivare la richiesta di proroga. «Non escludere la tagliola nemmeno per i reati del codice rosso è semplicemente indecente», alla capogruppo M5s in commissione Giustizia Ada Lopreiato si incrina la voce quando prende la parola.

Le opposizioni si agitano, contestano il governo. Solo Italia viva si smarca e vota a favore. Tutte le proposte di modifica vengono respinte e a stretto giro arriva il momento del voto: 83 sì, 49 no e 1 astenuto. Nelle prossime settimane toccherà alla Camera, dopo mesi di stallo che si sono registrati a Palazzo Madama tra l’approvazione del testo in commissione, avvenuto ad aprile, e l’arrivo in Aula, dove la tensione è salita con il passare dei minuti.

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È stato un lampo. In meno di due ore l’Aula del Senato ha approvato un disegno di legge, presentato da Forza Italia, che introduce dei paletti agli investigatori limitando le intercettazioni a non oltre 45 giorni, a meno che non si tratti di indagini per mafia o terrorismo, o emergano elementi tali da motivare la richiesta di proroga. «Non escludere la tagliola nemmeno per i reati del codice rosso è semplicemente indecente», alla capogruppo M5s in commissione Giustizia Ada Lopreiato si incrina la voce quando prende la parola.

Le opposizioni si agitano, contestano il governo. Solo Italia viva si smarca e vota a favore. Tutte le proposte di modifica vengono respinte e a stretto giro arriva il momento del voto: 83 sì, 49 no e 1 astenuto. Nelle prossime settimane toccherà alla Camera, dopo mesi di stallo che si sono registrati a Palazzo Madama tra l’approvazione del testo in commissione, avvenuto ad aprile, e l’arrivo in Aula, dove la tensione è salita con il passare dei minuti.

Limitare l’utilizzo delle intercettazioni significa anche ostacolare le indagini sui cosiddetti colletti bianchi, quindi sugli amministratori, dopo l’abolizione anche del reato di abuso d’ufficio. Per questo il senatore Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia, fa presente che in questo modo «si perde l’uso di uno strumento decisivo per inchieste su reati gravissimi quali la corruzione, l’usura, la bancarotta fraudolenta, la violenza sessuale».

Ed è su quest’ultimo tema che la pentastellata Lopreiato insiste: «Ma la presidente Meloni non prova il minimo imbarazzo? Vergogna». E poi ancora: «Forse nemmeno conoscono la tragica realtà della violenza di genere, per quanto tempo i carnefici perseguitano le loro vittime». Il collega Ettore Licheri si sbraccia e urla. Il microfono è spento ma le parole rimbombano: «Lo sanno, lo sanno benissimo». Ilaria Cucchi di Avs «teme per la sicurezza del Paese». E anche i magistrati lanciano un allarme parlando di «migliaia di inchieste a rischio».

La maggioranza però non indietreggia di un millimetro. Anzi, a chiedere l’arrivo in Aula era stato il capogruppo azzurro Maurizio Gasparri, che ha invocato la calendarizzazione del disegno di legge «il più presto possibile».

E così è stato grazie anche all’asse con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il resto della maggioranza, nei giorni dello scontro sullo ius scholae, ha quindi concesso agli azzurri la stretta sugli ascolti che il segretario Antonio Tajani può spendere in campagna elettorale durante le elezioni regionali ma soprattutto con i figli di Silvio Berlusconi. In fondo questo è stato sempre un tema caro al fondatore di Forza Italia.

Tema che vede schierata dalla stessa parte anche Italia viva con Matteo Renzi e Ivan Scalfarotto, che ricordano come anche la Cassazione abbia chiesto un tetto alle intercettazioni. «Si parla di diritti umani — dice il leader di Iv — e chi chiede limiti non fa un regalo ai criminali, ma difende la Costituzione». Il firmatario Pierantonio Zanettin spiega che il provvedimento è la «terza gamba della grande riforma delle intercettazioni, nata dall’indagine durata mesi in commissione Giustizia». In realtà il Pd contesta anche che non vi è stata alcuna fase istruttoria o studio dei tempi che sono necessari per scovare un reato. Sta di fatto che il tetto dei 45 giorni va ad aggiungersi al divieto di intercettare le conversazioni tra avvocato e cliente, e alla riforma della disciplina del sequestro di smartphone e pc, oggetto di altri due distinti testi già approvati.

Nell’assalto del centrodestra alla giustizia rientra anche il testo sulla separazione delle carriere, voluto da Forza Italia, che oggi potrebbe ottenere il primo voto, con l’appoggio di Fratelli d’Italia ma soprattutto della Lega che, in vista del processo Open Arms, vuole spingere sull’acceleratore e cavalcare questa battaglia contro le toghe e chi fa le indagini.

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