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Casa e tasse, rivolta a destra. Meloni costretta a smentire

La premier Giorgia Meloni 

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La leader corre ai ripari dopo l’annuncio di Giorgetti di un aggiornamento degli estimi per le ristrutturazioni con Superbonus: “Non chiedo sacrifici”. Muro di FI. Imbarazzo Lega: “Il ministro frainteso”. Lite anche sulle accise
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ROMA — Ci mette la faccia un’altra volta. Di nuovo Giorgia Meloni è costretta a intervenire per smentire il suo ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, su uno degli argomenti che per la destra di governo è come dinamite: l’aumento delle tasse. «È falso!», tuona la premier nel breve video diffuso sui social a metà pomeriggio, il volto contratto in un sorriso stirato. Queste cose le fa la sinistra — rivendica — non noi, che invece le tasse le tagliamo. Ma è vero il contrario.

Il giorno prima, illustrando il Piano strutturale di bilancio davanti alle commissioni di Camera e Senato, Giorgetti aveva annunciato, leggendo una corposa relazione: «Non faremo un aggiornamento degli estimi ai valori di mercato come l’Europa ci chiede da tempo, ma andremo a vedere se i beneficiari del Superbonus hanno comunicato la variazione della rendita all’Agenzia delle entrate, come sono obbligati a fare, così i Comuni potranno contare su qualche risorsa in più». Parole chiarissime: chi ha utilizza…

ROMA — Ci mette la faccia un’altra volta. Di nuovo Giorgia Meloni è costretta a intervenire per smentire il suo ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, su uno degli argomenti che per la destra di governo è come dinamite: l’aumento delle tasse. «È falso!», tuona la premier nel breve video diffuso sui social a metà pomeriggio, il volto contratto in un sorriso stirato. Queste cose le fa la sinistra — rivendica — non noi, che invece le tasse le tagliamo. Ma è vero il contrario.

Il giorno prima, illustrando il Piano strutturale di bilancio davanti alle commissioni di Camera e Senato, Giorgetti aveva annunciato, leggendo una corposa relazione: «Non faremo un aggiornamento degli estimi ai valori di mercato come l’Europa ci chiede da tempo, ma andremo a vedere se i beneficiari del Superbonus hanno comunicato la variazione della rendita all’Agenzia delle entrate, come sono obbligati a fare, così i Comuni potranno contare su qualche risorsa in più». Parole chiarissime: chi ha utilizzato l’agevolazione del 110% subirà, per effetto delle migliorie apportate all’immobile, una rivalutazione delle imposte. Certo, poi l’inquilino di Via XX Settembre aveva provato a correggersi in corsa, ma ormai il pasticcio era fatto.

La maggioranza ha cominciato a rumoreggiare, inscenando la solita rissa fra alleati: Forza Italia contro la Lega, in forte imbarazzo. Le opposizioni sono scese sul piede di guerra. Finché la presidente del Consiglio, visibilmente alterata, non ha spinto il tasto Rec sul suo telefonino, nel tentativo di arginare la bufera. «Leggo dichiarazioni fantasiose secondo le quali il governo vorrebbe aumentare le tasse che gravano sui cittadini», esordisce Meloni. «È falso», s’indigna: «Questo lo facevano i governi di sinistra, noi le tasse le abbassiamo come sanno bene i lavoratori dipendenti, le mamme lavoratrici, le partite Iva». Ombretto color polvere sugli occhi, la leader di FdI fatica a trattenere lo sdegno: «Allora voglio essere chiara ancora una volta, la cultura politica di questo governo è quella di ridurre le tasse, sostenere le famiglie e le imprese, non è la cultura di gravare ulteriormente sui cittadini. Nonostante dall’opposizione alcuni vorrebbero ad esempio l’introduzione di patrimoniali, di ulteriori imposte, noi resteremo fedeli al nostro impegno, senza chiedere nuovi sacrifici».

Meloni: "Falso che il governo vuole aumentare le tasse"

È il copione consueto. Rivoltare la frittata, accusando il centrosinistra per il passato e per il futuro. E pazienza se giusto poche ore prima, alla seduta plenaria dell’Europarlamento, la patrimoniale europea sui super ricchi lanciata dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, è stata benedetta dal vicepresidente della Commissione Ue, Margaritisis Schinas: «La lotta contro le diseguaglianze è una priorità».

Meloni fa orecchie da mercante. Obbligata a sconfessare il titolare del Mef per evitare che le rimanga appiccicata addosso l’etichetta di una premier incapace di mantenere le promesse — «Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani» è il suo mantra — e scongiurare l’implosione della sua maggioranza. Subito entrata in modalità subbuglio.

«Noi siamo contro la tassazione generalizzata sulla casa», la reazione stizzita di Paolo Barelli, capogruppo azzurro alla Camera. «Il tema catasto per noi è da sempre prioritario e ne difenderemo il valore economico, affettivo, valoriale», chiosa Alessandro Cattaneo. «Casa e famiglia sono state già abbastanza colpite», avverte Maurizio Casasco, responsabile Economia di FI, mentre il segretario Antonio Tajani ribadisce, come già sugli extraprofitti, la contrarietà del suo partito a qualsiasi nuova imposta sul mattone. Un fuoco di fila che costringe il Carroccio sulla difensiva. «Non ci sarà nessuna stangata», garantisce il leghista Jacopo Morrone, «lo hanno ripetuto questa mattina durante il consiglio federale sia Salvini sia Giorgetti, le cui dichiarazioni di ieri sono state travisate da alcuni media creando perplessità e confusione». Il ministro è stato frainteso, dunque.

Era già successo sulle accise, quando ha comunicato l’allineamento del prezzo del gasolio a quello della benzina, che però equivale a un aumento. Anche qui, polemiche furibonde e successiva precisazione del titolare del Mef: «La misura non varrà per gli autotrasportatori». Ma l’Assotir non si fida e i consumatori sono furibondi: «Gli unici a pagare saranno gli automobilisti, che dovranno fare i conti con rialzi dei listini alla pompa e aggravi di spesa per i rifornimenti». Ma Meloni, stavolta, a smentire non ci prova nemmeno.

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