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Separazione delle carriere, il regalo a Forza Italia contro i magistrati: via libera entro Natale, oggi l’ok al testo base

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Riunione dei deputati berlusconiani a Montecitorio. Priorità assoluta in commissione Affari costituzionali per quella che considerano la “regina” delle riforme
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Cosa si “regala” per Natale a Forza Italia? La separazione delle carriere, la riforma preferita di Berlusconi che, nonostante la riforma costituzionale dell’ex Guardasigilli Angelino Alfano, non riuscì a realizzarla mentre governava il Paese. Adesso l’obiettivo invece è proprio a portata di mano. Grandi sponsor gli avvocati italiani e le loro associazioni di categoria, mentre l’Associazione nazionale magistrati si prepara a fare muro contro una riforma del tutto indigesta.

In una riunione riservata, che si è svolta mercoledì sera a Montecitorio, è stata messa a punto una strategia stringente dei forzisti per portare in aula, in prima lettura, la riforma già prima di Natale. Con il capogruppo di Fi Paolo Barelli e il presidente della commissione per gli Affari costituzionali Nazario Pagano, ecco il vicepresidente della commissione Giustizia Pietro Pittalis, il capogruppo Tommaso Calderone, e la new entry Enrico Costa. Con loro il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Ch…

Cosa si “regala” per Natale a Forza Italia? La separazione delle carriere, la riforma preferita di Berlusconi che, nonostante la riforma costituzionale dell’ex Guardasigilli Angelino Alfano, non riuscì a realizzarla mentre governava il Paese. Adesso l’obiettivo invece è proprio a portata di mano. Grandi sponsor gli avvocati italiani e le loro associazioni di categoria, mentre l’Associazione nazionale magistrati si prepara a fare muro contro una riforma del tutto indigesta.

In una riunione riservata, che si è svolta mercoledì sera a Montecitorio, è stata messa a punto una strategia stringente dei forzisti per portare in aula, in prima lettura, la riforma già prima di Natale. Con il capogruppo di Fi Paolo Barelli e il presidente della commissione per gli Affari costituzionali Nazario Pagano, ecco il vicepresidente della commissione Giustizia Pietro Pittalis, il capogruppo Tommaso Calderone, e la new entry Enrico Costa. Con loro il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Che viene dato in uscita da via Arenula per uno dei quattro posti di giudice costituzionale.

Pieno via libera - già oggi in prima commissione - per il testo base, che coincide con quello presentato dallo stesso Guardasigilli Carlo Nordio alla fine di maggio in consiglio dei ministri e su cui finora la commissione ha sentito giuristi, costituzionalisti, magistrati e avvocati. Un testo che prevede il doppio concorso per giudici e pm, l’assoluta impossibilità di passare da una carriera all’altra, due distinti Csm, ma presieduti entrambi dal capo dello Stato, un’Alta corte disciplinare che sostituisce l’attuale sezione disciplinare del Consiglio e quindi porta “fuori” da palazzo Bachelet la funzione più delicata, quella di punire le toghe che sbagliato. In aggiunta, per il Csm, anche il sorteggio dei componenti togati - una delle misure che suscitano la maggiore indignazione e protesta dei giudici, mentre un sistema misto selezionerà anche i membri laici con liste elaborate dai gruppi parlamentari su cui poi si sorteggiano i prescelti. Una riforma che il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia ha giudicato, sin da subito, “inutile e dannosa”, e su cui sicuramente il sindacato dei giudici, che a dicembre va al suo congresso e al rinnovo del vertice e dello stesso presidente, andrà prima o poi allo sciopero.

L’accelerazione porterà la commissione Affari costituzionali a votare subito sugli emendamenti il cui termine utile è stato già fissato dal presidente Pagano al 23 ottobre. Proprio nella chiave politica di accelerare al massimo il voto e arrivare in aula prima di Natale. Un cadeau sotto l’albero cui i forzisti non vogliono rinunciare.

Del resto proprio loro, prim’ancora che Nordio presentasse la sua proposta costituzionale, sono stati i primi autori di più di un progetto di legge, di Calderone e Pittalis, di Costa allora di Azione, con molte e dure polemiche verso Nordio che, con la sua proposta costituzionale, aveva di fatto bloccato i lavori già giunti in primavera al testo base, cioè quello che accade adesso col testo Nordio. Tutto lascia presagire che in commissione si voglia andare in tutta fretta puntando subito all’aula. Ovviamente le opposizioni annunciano battaglia.

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