Presidente Luca Zaia, il ministro Musumeci ha detto a Repubblica che non si possono delegare i poteri di Protezione civile alle Regioni, perché è un tema che riguarda la sicurezza nazionale. È così?
«Spero che il ministro abbia la pazienza di vedere bene le carte, per fare un percorso insieme. Se poi la sua è una posizione politica, lo dica ufficialmente. E se la posizione politica del ministro è quella del governo, a questo punto si apre tutto un altro scenario».
Resta il fatto che uno dei ministri di FdI sembra chiudere la porta in maniera decisa alla prima richiesta fatta da Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.
«Resto sorpreso dalle dichiarazioni dell’autonomista Musumeci, visto che viene da una regione che ha un’autonomia addirittura pre-costitu…
Presidente Luca Zaia, il ministro Musumeci ha detto a Repubblica che non si possono delegare i poteri di Protezione civile alle Regioni, perché è un tema che riguarda la sicurezza nazionale. È così?
«Spero che il ministro abbia la pazienza di vedere bene le carte, per fare un percorso insieme. Se poi la sua è una posizione politica, lo dica ufficialmente. E se la posizione politica del ministro è quella del governo, a questo punto si apre tutto un altro scenario».
Resta il fatto che uno dei ministri di FdI sembra chiudere la porta in maniera decisa alla prima richiesta fatta da Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.
«Resto sorpreso dalle dichiarazioni dell’autonomista Musumeci, visto che viene da una regione che ha un’autonomia addirittura pre-costituzionale. La Costituzione italiana è del 1948, mentre lo statuto della Sicilia è del 1946».
Quali funzioni avete chiesto?
«Nessuno vuole l’esclusiva sulla Protezione civile. Musumeci stia sereno, nessuno gli porterà via la scrivania. La Protezione civile è già una competenza concorrente. Semplicemente io penso si possa ancora migliorare qualcosa».
Cosa?
«Ad esempio attribuendo alle Regioni il potere di firmare ordinanze in deroga, in caso di calamità naturali. Significa rispondere con velocità ai cittadini e significa farlo in tempo reale rispetto a ciò che sta accadendo».
Ma Musumeci, sempre a Repubblica, ha fatto l’esempio del terremoto. Dice: visto che sarebbe lo Stato a dover erogare miliardi di euro per i ristori, è una partita che va gestita centralmente.
«Scusate, ma i soldi allo Stato chi li dà? Dobbiamo uscire da questo sistema per cui qualcuno è proprietario del bottino. Lo Stato ha le risorse perché i cittadini pagano le tasse. Nel momento in cui si verifica un terremoto è giusto che siano le Regioni a gestire i risarcimenti».
Ma così lo Stato non perde la sua centralità?
«La Protezione civile nasce con il terremoto del Friuli Venezia Giulia, il 6 maggio 1976, grazie al ministro Giuseppe Zamberletti. Fu lui a dire che il modello di ricostruzione in quel territorio ha funzionato per l’efficienza degli enti locali. Fa da contraltare, invece, il terremoto in Irpinia, volutamente gestito a livello centrale e non proprio un esempio virtuoso. I terremotati di questi territori, ingiustamente, non hanno avuto risposte. E mi fermo qui».
Ora un ministro della Protezione civile, la settimana scorsa Tajani con il commercio estero. La strada si sta facendo in salita?
«L’autonomia è un pilastro del programma di governo. È una legge che hanno votato tutti i partiti della maggioranza. E finiamola con questo mantra che bisogna aspettare i Lep. Se per queste 9 materie la normativa prevede che i livelli essenziali delle prestazioni non si debbano calcolare, qualcuno mi può dire perché dovrei prima aspettare la definizione di quelli previsti per tutte le altre? Mi sembra la classica soluzione italiana per buttare avanti il problema».
Della chiusura di Tajani sul commercio estero, invece, cosa pensa?
«Faccio un esempio che farà sorridere: noi veneti nel 1400, grazie al navigatore Pietro Querini, abbiamo scoperto lo stoccafisso alle isole Lofoten. Attualmente ci sono rapporti diretti, anche commerciali, con quella comunità. Può il Veneto muoversi in libertà o ci sono problemi? Ho parlato del baccalà ma potrei fare lo stesso esempio anche per molte produzioni artigianali, industriali o dell’agroalimentare».
Però questo atteggiamento dei ministri potrebbe diventare un problema per il cammino della riforma.
«Conosco e stimo molto Giorgia Meloni. Sono convinto che se l’effetto dell’autonomia è l’efficienza del Paese, non potrà che condividere questa riforma».
Intanto gli assessori regionali alla Sanità scrivono al ministro Giorgetti per chiedere di portare i finanziamenti al livello degli altri Paesi europei. Lei concorda?
«Il ministro Giorgetti gestisce un bilancio in un momento non facile: grazie a centralismo il Paese ha ancora 3 mila miliardi di debito pubblico. La sanità deve restare una priorità, anche nel suo finanziamento. È una richiesta che noi in Veneto rinnoviamo sempre. Per essere ancora più efficienti e per azzerare le liste d’attesa».