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Edi Rama: “Nessun migrante potrà uscire dalle strutture. Ciò che accade dentro non ci riguarda”

(reuters)

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Intervista al premier albanese: “La costruzione e la gestione dei centri è una cosa che non ha assolutamente nulla a che fare con il governo albanese. Ci preoccuperemo solo se saremo coinvolti dall’Italia”
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«I centri per migranti in Albania non riguardano il nostro governo. Ci preoccuperemo solo se saremo coinvolti dall’Italia e quando ci sarà motivo per preoccuparsi». Edi Rama, il primo ministro albanese che sogna l’adesione alla Ue, è tranquillo. È stato lui a stringere con Giorgia Meloni il patto per la mega struttura di trattenimento e rimpatrio dei migranti fuori dai confini italiani. E ora sta a guardare.

Il governo italiano ha annunciato l’apertura a ore dei centri in Albania, è così?

«Il vostro governo non ci ha mai mentito e non dimentica uno solo dei non pochi impegni presi con noi. Tuttavia, io non rappresento nessuna autorità della verità per verificare ciò che il governo italiano afferma su question…

«I centri per migranti in Albania non riguardano il nostro governo. Ci preoccuperemo solo se saremo coinvolti dall’Italia e quando ci sarà motivo per preoccuparsi». Edi Rama, il primo ministro albanese che sogna l’adesione alla Ue, è tranquillo. È stato lui a stringere con Giorgia Meloni il patto per la mega struttura di trattenimento e rimpatrio dei migranti fuori dai confini italiani. E ora sta a guardare.

Il governo italiano ha annunciato l’apertura a ore dei centri in Albania, è così?

«Il vostro governo non ci ha mai mentito e non dimentica uno solo dei non pochi impegni presi con noi. Tuttavia, io non rappresento nessuna autorità della verità per verificare ciò che il governo italiano afferma su questioni che interessano voi e non noi: la costruzione e la gestione dei centri è una cosa che non ha assolutamente nulla a che fare con il governo albanese. Non ci riguarda».

I centri dovevano essere pronti a maggio, conosce le ragioni di questo ritardo?

«Posso spiegare perché un grande progetto pubblico in Albania è attualmente in ritardo a causa di problemi di natura geologica, ma non so dirvi se e perché ci sia un ritardo su questo progetto del vostro governo. Ritardi simili accadono in più di un caso e non scandalizzano neanche i nostri bravi e precisi amici tedeschi, questo lo so per certo».

Sa che dalla prossima settimana dovrebbero arrivare i primi migranti?

«No, non lo so, perché verranno accompagnati dalle autorità italiane in un luogo che è sotto giurisdizione italiana. Sia durante il percorso che durante il soggiorno, non c’è alcun intreccio con le nostre autorità».

Ha parlato di recente con Meloni? Non ci sarà alcun taglio di nastro per questo progetto.

«Non lo so, non ne parliamo da quando è stata qui per fare i sopralluoghi dei cantieri».

Alcuni Paesi europei vorrebbero replicare l’accordo Italia-Albania. Cosa ne pensa?

«Può darsi sia replicabile, ma prima dovrei capire chi è l’altra coppia di fatto in Europa, formata da uno Stato membro della Ue e uno Stato europeo non ancora membro della Ue: al momento stento a vederla».

È preoccupato che il patto possa fallire per gli inciampi giuridici nel trattenimento dei migranti?

«L’accordo prevede che i migranti non possano uscire dalle strutture e girare liberamente in Albania. Se dovesse accadere si metterà in moto un piano di azione concordato: le nostre istituzioni e agenzie di sicurezza e giustizia collaborano a stretto contatto da anni per combattere il crimine organizzato. Mi preoccuperò se e quando ci sarà motivo di preoccuparsi, e solo se l’Italia ci chiederà di condividere la preoccupazione. Fino a quel momento, non sono preoccupato. Anzi, sono tranquillissimo, perché la relazione tra Italia e Albania, in questi decenni, mi ha insegnato che quando l’Albania deve davvero preoccuparsi non è mai sola. Grazie all’Italia, anzitutto. E poi, per dirla tutta, quando a capo del governo in Italia c’è qualcuno che insiste nel metterci sempre la faccia, si può andare fiduciosi anche contro ogni imprevista avversità».

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