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Giuli dalla Buchmesse: “Nessun caso Gilioli”. "No ai tagli sanguinari contro la cultura", ma non prende impegni concreti

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Il ministro della Cultura alla fiera del libro di Francoforte: “Io qui e non in Cdm? Sono ministro della Cultura”
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"Nella mia missione istituzionale sono intenzionato a rappresentare la sacrosanta libertà di espressione di ogni forma di dissenso compreso quello che possa ritorcersi sul governo a cui mi onoro di appartenere" ha affermato Alessandro Giuli a Francoforte. È solo un passaggio del lungo e dotto discorso che il ministro ha tenuto oggi alla Buchmesse, edizione n. 76, Italia paese ospite d’onore. E sul caso Gilioli, il capo di Gabinetto fatto fuori per nominare poi al suo posto Francesco Spano, ha risposto secco ai cronisti: “Non esiste alcun caso Gilioli”.

Durante la cerimonia in pompa magna al Congress Center della Fiera di Francoforte, Giuli ha poi dato delle vaghe indicazioni sugli investimenti nel settore. Nessun impegno in concreto: “Ci stiamo impegnando tutti per avere le risorse adeguate affinché il mondo della cultura non patisca alcun taglio sanguinario”. Il ministro non ha risposto dunque alle critiche che intanto arrivavano dal Pd, né all’appello dell’Associazione italiana edit…

"Nella mia missione istituzionale sono intenzionato a rappresentare la sacrosanta libertà di espressione di ogni forma di dissenso compreso quello che possa ritorcersi sul governo a cui mi onoro di appartenere" ha affermato Alessandro Giuli a Francoforte. È solo un passaggio del lungo e dotto discorso che il ministro ha tenuto oggi alla Buchmesse, edizione n. 76, Italia paese ospite d’onore. E sul caso Gilioli, il capo di Gabinetto fatto fuori per nominare poi al suo posto Francesco Spano, ha risposto secco ai cronisti: “Non esiste alcun caso Gilioli”.

Durante la cerimonia in pompa magna al Congress Center della Fiera di Francoforte, Giuli ha poi dato delle vaghe indicazioni sugli investimenti nel settore. Nessun impegno in concreto: “Ci stiamo impegnando tutti per avere le risorse adeguate affinché il mondo della cultura non patisca alcun taglio sanguinario”. Il ministro non ha risposto dunque alle critiche che intanto arrivavano dal Pd, né all’appello dell’Associazione italiana editori che in una lettera aperta giorni fa aveva chiesto di ripristinare il finanziamento alle biblioteche per l’acquisto di libri sul territorio e soldi per una Carta della cultura universale, estesa a tutti i ragazzi al di là del merito e del censo. Punti che ha invece affrontato nel suo speech alla Buchmesse la ministra della Cultura tedesca Claudia Roth impegnandosi a fissare “un vincolo sul prezzo dei libri e a rinnovare la Carta cultura per i diciottenni”.

Giuli ha sviato con una battuta anche la critica sull’assenza al Consiglio dei ministri, fatta dal Pd e dalla capogruppo democratica nella Commissione e cultura della Camera, Irene Manzi. che ha parlato di una sforbiciata in arrivo per i settori culturali: “La chiamano 'riduzione delle inefficienze' ma sono tagli belli e buoni”. E alle accuse di essere fuggito a Francoforte per scappare dal Parlamento, il ministro ha risposto frettoloso: “E chi avrebbe dovuto venirci alla Buchmesse se non il ministro della Cultura?”

Nel suo speech francofortese Giuli ha citato Goethe (“sarebbe certamente felice di vedere che la sua città natale ha tenuto così a cuore il suo ideale di Weltliteratur…”), Giambattista Vico, Albert Camus e il suo “pensiero solare”, Franz-Josef Overbeck, Thomas Mann, Botho Strauss. Quest’ultimo per spiegare l’importanza forse dello slogan Radici nel Futuro scelto dall’Italia in questa avventura francofortese: “Tutte le grandi elevazioni del cuore avvengono nel passato rivisitato. E se ci si toglie il senso del passato, ci si trasferisce in una commedia sempre agra senza tempo e senza spazio”.

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