Smeriglio: “Sarò l’anti Giuli, abbiamo due idee del mondo alternative”
di Giovanna CasadioMassimiliano Smeriglio
Massimiliano Smeriglio, il neo assessore alla Cultura del Campidoglio, dice di essere l’anti Giuli, l’anti ministro della Cultura, perché “abbiamo due idee del mondo alternative”. Smeriglio conosceva Alessandro Giuli quando militava nell’estrema destra e lui nell’estrema sinistra.
Smeriglio, lei da assessore capitolino alla cultura sarà l’anti Giuli?
“Per il bene del Paese auguro a Giuli di fare bene. Comunque sì, ritengo che abbiamo idee del mondo alternative. La scommessa per me è rianimare i quartieri popolari suscitando passione ed entusiasmo e riconoscendo il nuovo protagonismo culturale, di arte creativa, i graffiti, le produzioni video. Oltre che valorizzare l’immenso patrimonio di beni culturali della Capitale. Con il Giubileo Roma può essere capitale di pace. Mi ispiro a Renato Nicolini e Gianni Borgna. Dobbiamo riappropriarci della città come bene comune di tutti”.
Massimiliano Smeriglio, il neo assessore alla Cultura del Campidoglio, dice di essere l’anti Giuli, l’anti ministro della Cultura, perché “abbiamo due idee del mondo alternative”. Smeriglio conosceva Alessandro Giuli quando militava nell’estrema destra e lui nell’estrema sinistra.
Smeriglio, lei da assessore capitolino alla cultura sarà l’anti Giuli?
“Per il bene del Paese auguro a Giuli di fare bene. Comunque sì, ritengo che abbiamo idee del mondo alternative. La scommessa per me è rianimare i quartieri popolari suscitando passione ed entusiasmo e riconoscendo il nuovo protagonismo culturale, di arte creativa, i graffiti, le produzioni video. Oltre che valorizzare l’immenso patrimonio di beni culturali della Capitale. Con il Giubileo Roma può essere capitale di pace. Mi ispiro a Renato Nicolini e Gianni Borgna. Dobbiamo riappropriarci della città come bene comune di tutti”.
Proprio mentre il Ministero della Cultura è nella burrasca passando dallo scandalo Sangiuliano-Boccia, alla cacciata di Gilioli ormai ex capo di gabinetto, lei si rimbocca le maniche per occuparsi di cultura capitolina. Sarà competizione con il ministro?
“Io Giuli me lo ricordo come militante di Meridiano zero, una formazione di estrema destra che tentò di buttare fuori i collettivi studenteschi dalla Sapienza, ma noi di sinistra ci unimmo, difendendoci bene. Immagino abbia cambiato abitudini”.
Ora dovrà avere a che fare con lui.
“Il ministro Giuli ha giurato sulla Costituzione. Io in questo frangente ho preso simbolicamente un impegno sulla Costituzione romana del 1848/49. Abbiamo quindi entrambi la responsabilità di collaborare al meglio per il bene della Capitale e del Paese”.
E sulle vicissitudini al Ministero della Cultura cosa dice?
“Mi astengo dai pettegolezzi, non mi appassiona il gossip e non tifo mai per lo sfascio”.
Il sindaco Gualtieri le ha proposto l’incarico e lei ha subito accettato?
“Avere a cuore Roma, occuparmi qui di cultura è un obbligo e un sentimento profondo. Dopo avere coordinato la commissione cultura a Bruxelles è uno degli obiettivi del cuore. L’offerta di Gualtieri è arrivata dopo la scelta di Miguel Gotor di lasciare l’incarico. C’è stata questa precipitazione e quindi tutto si è accelerato”.
Dicono, nel centrosinistra romano, che a volerla nella giunta capitolina sia stato il “potente” Goffredo Bettini, plenipotenziario dem: è così?
“Io non sono un militante del Pd, sono un indipendente di sinistra che si prodiga per il campo largo. Il Pd non ha tantissimi intellettuali a rappresentare il profilo di quel partito. Bettini lo è. Mi fa impressione il chiacchiericcio che sempre si solleva su Bettini dalle file dem. Bettini è mio amico ma eviterei dietrologie inutili. La nomina l’ha fatta il sindaco di Roma che ovviamente ringrazio. Immagino c’entri anche il mio curriculum, politico e professionale. Non crede?”.