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Il superbonus di Conte, gli 80 euro di Renzi, il taglio dell’Ici di Berlusconi, ora il bonus bebè di Meloni: quando il governo si gioca il jolly

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La carta da giocarsi per sorprendere gli elettori, per lasciare un segno indelebile nella storia del Paese. In finanziaria, in campagna elettorale, per raddrizzare la legislatura
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A ogni governo, o coalizione che si propone di governare, arriva il momento del jolly. La carta da giocarsi per sorprendere gli elettori, per lasciare un segno indelebile nella storia del Paese. In finanziaria, in campagna elettorale, per raddrizzare la legislatura.

Il jolly del governo Meloni in questa manovra 2024 è il bonus bebè, una “Carta per i nuovi nati” che riconosce 1000 euro ai genitori entro la soglia Isee di 40 mila euro. Ma dal mitico mantra berlusconiano del “milione di posti di lavoro” al Superbonus di Conte, passando per gli 80 euro di Renzi alla mancata flat tax invocata da Salvini, non mancano gli esempi, solo nella Seconda repubblica.

I jolly della Seconda repubblica

Il primo …

A ogni governo, o coalizione che si propone di governare, arriva il momento del jolly. La carta da giocarsi per sorprendere gli elettori, per lasciare un segno indelebile nella storia del Paese. In finanziaria, in campagna elettorale, per raddrizzare la legislatura.

Il jolly del governo Meloni in questa manovra 2024 è il bonus bebè, una “Carta per i nuovi nati” che riconosce 1000 euro ai genitori entro la soglia Isee di 40 mila euro. Ma dal mitico mantra berlusconiano del “milione di posti di lavoro” al Superbonus di Conte, passando per gli 80 euro di Renzi alla mancata flat tax invocata da Salvini, non mancano gli esempi, solo nella Seconda repubblica.

I jolly della Seconda repubblica

Il primo ad aver reso famoso lo slogan del “milione di posti di lavoro” è stato Silvio Berlusconi. Lo fece nel 2001, poco prima delle elezioni politiche poi vinte dal centrodestra, firmando a Porta a Porta un “contratto con gli italiani”, prendendo l’impegno di creare “un milione e mezzo di posti di lavoro”. Obiettivo rivendicato da molti premier o esponenti del governo come Renzi, Salvini e Conte.

"Avete capito bene, aboliremo l'Ici sulle prime case". Il 3 aprile 2006, all'ultimo faccia a faccia televisivo tra i due candidati premier alle politiche 2006, Berlusconi, che i sondaggi davano indietro, all'ultimo minuto si gioca a sorpresa la carta dell'abolizione sulle prime case dell'Imposta comunale sugli immobili, la cosiddetta Ici. Ma quella promessa non pagò: anche se solo per 24mila voti, Berlusconi perse e a palazzo Chigi andò Prodi. Due anni dopo il Cavaliere tenta il bis: alla campagna elettorale 2008, vincente, puntando tutto sulla cancellazione dell'Ici, che salta proprio in uno dei primi provvedimenti varati dal suo governo.

Il bonus degli “80 euro” è l’asso calato da Matteo Renzi, allora premier e leader del centrosinistra, nell’aprile del 2014, nei giorni della campagna elettorale in vista delle Europee – quelle del risultato storico per il Pd del 40%. Il “bonus Renzi”, introdotto dall’articolo 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, era un credito di imposta nella misura di 80 euro mensili, per il solo 2014. Poi rinnovato e portato a 100 euro.

"Abbiamo abolito la povertà”. Con queste celebri parole dal balcone di Palazzo Chigi, Luigi Di Maio, vicepremier M5s del governo Conte 1, annunciava il reddito di cittadinanza. Era settembre 2018, si approvò il Def con lo stanziamento di fondi per il triennio successivo. Il provvedimento verrà poi abolito dal governo Meloni.

Non si può non parlare del superbonus, nato nel maggio del 2020 come "la proposta shock" del governo Conte 2, quello giallorosso, per risollevare l'economia falcidiata dalla prima ondata del Covid, ma anche "per affrontare la grave crisi climatica del pianeta". La detrazione al 110% per i lavori in casa o nei condomini da riqualificare dal punto di vista energetico e da proteggere contro il rischio sismico. Secondo Daniele Franco, il ministro dell'Economia del governo Draghi è diventato "una delle truffe tra le più grandi che questa Repubblica abbia visto".

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