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Migranti, Meloni riunisce dieci Paesi Ue: c'è Von der Leyen. Francia, Spagna e Germania disertano e bocciano il modello Albania

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Il cancelliere Scholz: "Non solo la reale soluzione”. L’Eliseo: “Non è il caso di organizzare discussioni in gruppi separati”
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PARIGI - “Non c’è nessun modello italo-albanese” è il laconico commento all’Eliseo in vista del consiglio Ue a Bruxelles che minaccia di spaccarsi proprio sul tema dell'immigrazione. Emmanuel Macron frena sulla fuga in avanti che vuole imprimere Giorgia Meloni. Dall'entourage del leader francese filtra irritazione per la riunione organizzata oggi dalla premier a margine del vertice Ue con dieci paesi membri per discutere di immigrazione. «Non è il caso di organizzare discussioni in gruppi separati» osservano nel palazzo presidenziale. Il capo dello Stato non è stato consultato sull'incontro voluto da Meloni e, a meno di contatti bilaterali nelle prossime ore, non ha previsto di partecipare.

A sottolineare la loro contrarietà, disertando l’incontro, anche il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Il concetto dei centri di rimpatrio, sul modello Italia-Albania, non sono "una soluzione reale per un Paese grande come la Germania", ha spiegato Scholz al…

PARIGI - “Non c’è nessun modello italo-albanese” è il laconico commento all’Eliseo in vista del consiglio Ue a Bruxelles che minaccia di spaccarsi proprio sul tema dell'immigrazione. Emmanuel Macron frena sulla fuga in avanti che vuole imprimere Giorgia Meloni. Dall'entourage del leader francese filtra irritazione per la riunione organizzata oggi dalla premier a margine del vertice Ue con dieci paesi membri per discutere di immigrazione. «Non è il caso di organizzare discussioni in gruppi separati» osservano nel palazzo presidenziale. Il capo dello Stato non è stato consultato sull'incontro voluto da Meloni e, a meno di contatti bilaterali nelle prossime ore, non ha previsto di partecipare.

A sottolineare la loro contrarietà, disertando l’incontro, anche il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Il concetto dei centri di rimpatrio, sul modello Italia-Albania, non sono "una soluzione reale per un Paese grande come la Germania", ha spiegato Scholz al suo arrivo al Consiglio europeo. "Questi concetti rappresentato pochissime piccole gocce – ha aggiunto -, non sono realmente la soluzione quando si guardano i numeri di un paese grande quanto la Germania. L'anno scorso sono arrivate 300.000 persone, un numero decisamente eccessivo". Alla riunione hanno preso parte invece la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e il premier olandese Dick Schoof.

Dal canto suo, Macron ha più volte escluso in passato la «soluzione ruandese», a proposito del piano poi fallito dell'ex governo britannico per trasferire migranti in Ruanda. E ora boccia l'iniziativa italiana in Albania, che pone evidenti problemi umanitari e legali. “La Francia è per restare all'interno di regole del diritto internazionale e nel nostro quadro costituzionale previsto per l'accesso all’asilo” prosegue l'Eliseo. Una fonte diplomatica europea definisce il nuovo centro italiano in Albania come una «mossa velleitaria», che nel tempo dimostrerà di non funzionare. Intanto, però, Meloni arriva a Bruxelles volendo essere capofila dei governi più falchi, in una fase in cui la Germania ha ripristinato i controlli alle frontiere e la Polonia minaccia di sospendere il diritto d'asilo.

A cavalcare il vento che soffia a destra nell’Ue, c'è anche il governo di Michel Barnier. Il nuovo premier ha partecipato a una riunione del Ppe a Bruxelles, la sua famiglia politica. E guarda a Roma per le cosiddette “soluzioni innovative” in tema di immigrazione. Per suggellare l’intesa, Barnier andrà domani a Mentone con il nuovo ministro dell’Interno, Bruno Retailleau. Nella città di frontiera, ci saranno i ministri Antonio Tajani e Matteo Piantedosi. Incontro al confine, quindi. Momento simbolico dopo anni di crisi e tensioni tra i due governi. Il precedente ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, aveva accusato Meloni di fare solo propaganda e di non sapere gestire i flussi migratori. Ora la musica è cambiata. E la Francia parlerà con due spartiti quasi antitetici, quello di Macron e quello di Barnier.

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