“Sacche di salari bassi lacerano la coesione sociale”. Il discorso sul lavoro di Sergio Mattarella, oggi al Quirinale, in occasione dei conferimenti delle Stelle al merito del lavoro, va letto con attenzione perché raffredda gli entusiasmi di chi, al governo, fa propaganda sull’aumento dell’occupazione. “È vero che i dati sulla crescita confortano”, premette, “ma è anche vero che l’occupazione si sta frammentando, tra una fascia alta, in cui a qualità e professionalità corrispondono buone retribuzioni, mentre in basso si creano sacche di salari insufficienti, alimentati anche da part-time involontario, e da precarietà. Si tratta di un elemento di preoccupante lacerazione della coesione sociale”.
Insomma, il lavoro c’è, è pure aumentato, ma in molti casi è malretribuito. Ciò cozza con l’articolo 36 della Co…
“Sacche di salari bassi lacerano la coesione sociale”. Il discorso sul lavoro di Sergio Mattarella, oggi al Quirinale, in occasione dei conferimenti delle Stelle al merito del lavoro, va letto con attenzione perché raffredda gli entusiasmi di chi, al governo, fa propaganda sull’aumento dell’occupazione. “È vero che i dati sulla crescita confortano”, premette, “ma è anche vero che l’occupazione si sta frammentando, tra una fascia alta, in cui a qualità e professionalità corrispondono buone retribuzioni, mentre in basso si creano sacche di salari insufficienti, alimentati anche da part-time involontario, e da precarietà. Si tratta di un elemento di preoccupante lacerazione della coesione sociale”.
Insomma, il lavoro c’è, è pure aumentato, ma in molti casi è malretribuito. Ciò cozza con l’articolo 36 della Costituzione.
E questa condizione riguarda “anche molti immigrati, sovente esposti a uno sfruttamento spietato, inconciliabile con la nostra civiltà”.
Il lavoro, ricorda a chi governa, è il caposaldo della dignità umana. “È una leva per accrescere i diritti, individuali e collettivi”. Le donne devono avere gli stessi diritti e gli stessi stipendi degli uomini. Lo stabilisce l’articolo 37 della Costituzione. Sappiamo che spesso non è così e che la parità salariale non è del tutto conquistata.
C’è anche un elogio del welfare, “basilare dei diritti di cittadinanza”. E non è mancata al Quirinale una denuncia, l’ennesima del Capo dello Stato, sulla piaga dei morti sul lavoro. “La vita delle persone vale immensamente più di ogni profitto, interesse o vantaggio produttivo”.
Non è mancato un passaggio sulle Regioni, che non possono adottare provvedimenti che ostacolino, in qualsiasi modo, la libera circolazione delle persone e delle cose e neppure la libera circolazione delle persone”. Un riferimento critico alla riforma dell’autonomia differenziata che disciplina, tra le altre cose, anche il lavoro.