Vendola: “Per me e mio marito Ed la Gpa non è stata una scelta scontata. L’ideologia talebana di Meloni non contempla le famiglie al plurale”
di Giovanna Casadio“Per me e per Ed, mio marito, non è stata una scelta scontata ricorrere alla Gestazione per altri. Ma alla ideologia talebana di Meloni va contrapposta una regolamentazione in forma esclusivamente solidale della Gpa”. Nichi Vendola, leader della sinistra, parla della propria esperienza, perché il personale, talvolta, è politico.
Vendola, cosa accade ora con l’introduzione del “reato universale” per chi ricorre alla pratica della “gestazione per altri”?
“L’aggettivo universale funziona solo nella propaganda e nei deliri oscurantisti della destra. Non può essere ‘universale’ ciò che è regolamentato e quindi legale in 65 nazioni al mondo, tra cui gli Stati Uniti, il Canada, grande parte del Sud America, l’Inghilterra, la Grecia, il Portogallo e così via. Cosa accadrà? In verità fatico a comprendere come possa concretamente funzionare il marchingegno repressivo escogitato: non so, faranno rogatorie internazionali per accertare come sia nato un bambino?”.
“Per me e per Ed, mio marito, non è stata una scelta scontata ricorrere alla Gestazione per altri. Ma alla ideologia talebana di Meloni va contrapposta una regolamentazione in forma esclusivamente solidale della Gpa”. Nichi Vendola, leader della sinistra, parla della propria esperienza, perché il personale, talvolta, è politico.
Vendola, cosa accade ora con l’introduzione del “reato universale” per chi ricorre alla pratica della “gestazione per altri”?
“L’aggettivo universale funziona solo nella propaganda e nei deliri oscurantisti della destra. Non può essere ‘universale’ ciò che è regolamentato e quindi legale in 65 nazioni al mondo, tra cui gli Stati Uniti, il Canada, grande parte del Sud America, l’Inghilterra, la Grecia, il Portogallo e così via. Cosa accadrà? In verità fatico a comprendere come possa concretamente funzionare il marchingegno repressivo escogitato: non so, faranno rogatorie internazionali per accertare come sia nato un bambino?”.
Lei non ha mai avuto dubbi prima di ricorrere alla Gpa?
“Per me e mio marito è stata una scelta tutt’altro che scontata, ci abbiamo ragionato per anni, abbiamo cercato di capire, incontrato famiglie arcobaleno, consultato gli studi scientifici che analizzavano gli indici di benessere dei bambini delle coppie omogenitoriali, abbiamo discusso in Canada e in California con tantissime donne disposte a offrire i propri ovuli o disposte a portare avanti la gravidanza. Noi non abbiamo affittato un utero, abbiamo costruito una relazione bellissima con chi ha consentito al nostro bambino di venire al mondo”.
Ha definito questa legge che rende universalmente reato la Gpa “una norma medievale”. La destra replica che degradante è affittare l’utero di una donna. Dove sta il giusto?
“Per me il giusto è innanzitutto il diritto delle donne a decidere del proprio corpo. Certo, noi avremmo preferito adottare un bambino: per noi la genitorialità non è inscritta nel seme ma nella capacità di accogliere, amare, accompagnare un figlio nella sua crescita. Ma l’adozione per le coppie gay è vietata: perché è vietata? Perché siamo obbligati a vestire l’abito che ci impone lo Stato etico della Roccella? Perché l’ideologia talebana di Meloni non contempla ciò che esiste invece nel mondo reale, cioè le “famiglie” al plurale? Aggiungo che se il tema della Gpa è il rischio di mercificazione allora il migliore antidoto è la regolamentazione in forma esclusivamente solidale della gestazione per altri. Il mercato, come è noto, non ha paura di operare in clandestinità”.
Come si tutelano i bimbi già nati con la gpa?
“Noi lo abbiamo fatto ricorrendo al Tribunale dei minori, riferendoci alle norme sull’adozione speciale. Abbiamo messo in sicurezza la nostra famiglia e i diritti di nostro figlio. Ma è abbastanza incredibile che debba essere un giudice a stabilire ciò che dovrebbe fare l’Ufficio anagrafe del Comune…In generale i bambini delle coppie omogenitoriali rischiano di precipitare in un limbo giuridico, com’era per quelli nati fuori dal matrimonio, cosiddetti figli “’illegittimi’".
È possibile fare ricorso contro questa norma?
“Penso che ci si attrezzerà a una battaglia legale oltre che politica contro quella che è stata giudicata una norma-manifesto. Noi comunità Lgbt abbiamo imparato a difenderci dagli artigli delle polizie morali”.
Per i diritti in Italia è comunque una stagione difficile, penso alla legge sulla cittadinanza.
“Una stagione cupa di regresso. L’attacco ai diritti delle donne, a cominciare dal quotidiano tentativo di svuotamento della legge sull’interruzione di gravidanza. La criminalizzazione del dissenso, delle lotte sociali e studentesche, persino l’inaudita trasformazione in reato della ghandiana ‘resistenza passiva’, la criminalizzazione dei poveri e dei migranti, il clima da caserma nelle scuole, la messa fuori legge dei rave e della cannabis light, il bavaglio all’informazione e il clima di intimidazione della magistratura. Tutto questo meriterebbe una reazione più forte della politica e della società civile”.