ROMA — «Una bocciatura scontata, e anche il futuro ricorso del governo in Cassazione ha scarsissime chance di successo». Parla Luca Masera che insegna all’università di Brescia ed è un esperto di diritto dell’immigrazione.
“I giudici rispettino il potere esecutivo”, grida Tajani. Quelli di Roma lo hanno ignorato?
«È esattamente l’opposto. È il governo che deve rispettare le decisioni dei giudici. Per l’Albania non lo ha fatto, perché quei migranti non potevano essere né trasferiti, né detenuti lì. E per giunta proprio il governo lo sapeva benissimo».
Ma come? Piantedosi ha già annunciato che ricorre in Cassazione.
«Però le sue chance di successo sono davvero minime perché i giudici hanno solo applicato i principi della Corte del Lussemburgo che ridefiniscono la nozione di “paese sicuro”, che lo deve essere in ogni parte del suo territorio e per ogni categoria di persone».
ROMA — «Una bocciatura scontata, e anche il futuro ricorso del governo in Cassazione ha scarsissime chance di successo». Parla Luca Masera che insegna all’università di Brescia ed è un esperto di diritto dell’immigrazione.
“I giudici rispettino il potere esecutivo”, grida Tajani. Quelli di Roma lo hanno ignorato?
«È esattamente l’opposto. È il governo che deve rispettare le decisioni dei giudici. Per l’Albania non lo ha fatto, perché quei migranti non potevano essere né trasferiti, né detenuti lì. E per giunta proprio il governo lo sapeva benissimo».
Ma come? Piantedosi ha già annunciato che ricorre in Cassazione.
«Però le sue chance di successo sono davvero minime perché i giudici hanno solo applicato i principi della Corte del Lussemburgo che ridefiniscono la nozione di “paese sicuro”, che lo deve essere in ogni parte del suo territorio e per ogni categoria di persone».
Un colpo mortale per l’operazione Albania?
«Direi proprio di sì, salvo che il governo non tenti per decreto legge di modificare i requisiti per la detenzione in quel paese. Ma prevedo un nuovo insuccesso sempre per via dei vincoli europei che non si possono ignorare».
Per superarli Meloni ha annunciato subito un decreto sui paesi sicuri.
«E sbaglia di nuovo perché è vero che spetta al governo stilare quell’elenco, ma dovrà fare comunque i conti con la Corte di Giustizia che non lo considera vincolante per i giudici nazionali, i quali decideranno caso per caso se i paesi sono sicuri oppure no in ogni loro parte. E neppure un decreto potrà impedirlo».
Per il centrodestra sono solo toghe politicizzate.
«È davvero un’accusa priva di fondamento perché tutti i magistrati europei devono rispettare le sentenze che escono da Lussemburgo».
Non è ammessa alcuna deroga?
«Assolutamente no, per la semplice ragione che le sentenze della Corte di giustizia sono vincolanti, e quest’ultima lo era in modo particolare in quanto è stata presa dalla “Grande sezione”, che equivale alle Sezioni unite della nostra Corte di Cassazione».
È già successo per il decreto Cutro con la giudice Apostolico, per Meloni le direttive dell’Europa sui migranti non valgono proprio nulla.
«C’è una generale insofferenza del governo a ogni forma di controllo di legalità sul suo operato. Se un giudice applica la legge per tutelare i diritti fondamentali degli stranieri viene accusato subito di fare politica. Tanto vale che si candidi, è lo slogan che ho sentito ripetere più volte».
Lo hanno detto di nuovo anche in questo caso.
«Allora pure il Consiglio di Stato, che giusto ieri ha annullato le sanzioni del governo alle Ong, meriterebbe la stessa accusa».
Che fine fanno adesso i migranti riportati in Italia dall’Albania?
«Per loro comincia l’iter ordinario cui viene sottoposto chi si è visto negare il diritto di asilo dalla Commissione territoriale. Potranno impugnarlo e si pronuncerà un giudice».
La sentenza dei giudici romani potrà avvantaggiarli?
«Lo ha già fatto, perché ha ordinato il loro ritorno in Italia. Il tribunale di Roma non ha deciso sul loro futuro di migranti, ma solo sull’illegittimità della loro detenzione in Albania».