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Il procuratore di Prato Tescaroli: “Il governo tenta di vincolare la magistratura, presa di mira e delegittimata”

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“Questa crisi rischia di farci precipitare in una fase storica antecedente al varo della Costituzione”
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«C’è una crescente tendenza a delegittimare la magistratura, che deve restare indipendente rispetto al potere esecutivo. Vi è inoltre il tentativo di svincolare il pubblico ministero dalla giurisdizione per poter condizionare la sua autonomia». Il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, fotografa così l’ultimo capitolo dello scontro tra politica e magistratura, con la Lega scesa in piazza venerdì a Palermo contro le toghe per il processo Open Arms e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ieri ha bollato come «abnorme» la sentenza del tribunale di Roma secondo cui i dodici migranti portati in Albania sarebbero dovuti tornare in Italia.

Procuratore Tescaroli, il ministro Nordio ha annunciato un intervento per contrastare una magistratura che «esonda». Lo scontro è arrivato a un punto di non ritorno?

«Credo che sia necessario recuperare una maggiore sobrietà istituzionale. E un tratto fondamentale della democrazia è la separazione dei poteri. Tutti i cittadini, compresi i rappres…

«C’è una crescente tendenza a delegittimare la magistratura, che deve restare indipendente rispetto al potere esecutivo. Vi è inoltre il tentativo di svincolare il pubblico ministero dalla giurisdizione per poter condizionare la sua autonomia». Il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, fotografa così l’ultimo capitolo dello scontro tra politica e magistratura, con la Lega scesa in piazza venerdì a Palermo contro le toghe per il processo Open Arms e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ieri ha bollato come «abnorme» la sentenza del tribunale di Roma secondo cui i dodici migranti portati in Albania sarebbero dovuti tornare in Italia.

Procuratore Tescaroli, il ministro Nordio ha annunciato un intervento per contrastare una magistratura che «esonda». Lo scontro è arrivato a un punto di non ritorno?

«Credo che sia necessario recuperare una maggiore sobrietà istituzionale. E un tratto fondamentale della democrazia è la separazione dei poteri. Tutti i cittadini, compresi i rappresentanti delle istituzioni, dovrebbero rispettare le sentenze che vengono emanate altrimenti vi è il rischio che si possa creare un danno esiziale agli equilibri costituzionali».

Per la premier Giorgia Meloni i giudici si collocano all’opposizione. Quello dei migranti è un tema particolarmente sensibile?

«C’è una crescente tendenza a delegittimare la magistratura e questo è un danno per tutti i cittadini perché i magistrati lavorano per offrire un servizio alla collettività. E anche coloro che si trovano ai margini della società devono godere delle garanzie previste per tutti. Solo così si può tutelare l’integrazione economica e giuridica dello straniero in Italia».

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla di diritto negato al governo di sveltire le pratiche. Vede questo freno?

«Ancora una volta le decisioni dei tribunali vanno rispettate e sarebbe importante recuperare il senso delle istituzioni per ricondurre il difficile rapporto tra politica e giurisdizione su binari accettabili e di interlocuzione».

Vi sentite sotto attacco come categoria?

«Le critiche che vengono mosse producono la delegittimazione di un’istituzione che è stata presa di mira, quando invece è importante che i cittadini abbiano fiducia in essa. Le decisioni dei magistrati possono essere non condivise ma vanno comunque rispettate».

L’escalation dello scontro tra politica e magistratura è legato principalmente alla riforma che prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti?

«Occorre avere la massima prudenza. Il potere giudiziario deve essere indipendente e svincolato dal potere esecutivo. È in atto un tentativo di riscrittura dei rapporti tra la magistratura e gli altri poteri dello Stato. Così si corre il rischio di compromettere l’autonomia e l’indipendenza dell’ordine giudiziario e l’equilibrio dei poteri. Quindi vi è anche il rischio di un ritorno al passato, al periodo antecedente la fase costituente e questo provocherebbe una caduta delle garanzie per tutti i cittadini. Le priorità invece sono altre».

Per esempio?

«Andrebbero investite risorse sulla tempistica dei processi perché per esserci un giusto processo bisogna aumentare la celerità della giustizia. Credo che questa sia la vera emergenza. Sapere chi è colpevole e chi è innocente».

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