M5S, Beppe Grillo messo in discussione. Sul destino del garante deciderà il congresso di novembre
di Matteo PucciarelliChi ha partecipato al dibattito lo ha definito "pacato" e "costruttivo", ma il dato finale è potenzialmente esplosivo: davvero la figura del garante del M5S, ad oggi il fondatore Beppe Grillo, sarà messa in discussione. Sul suo destino deciderà l'assemblea congressuale del Movimento a fine novembre, il quesito con le eventuali diverse opzioni di voto è tutto da scrivere, ma il dato politico è che l'impensabile - fino a qualche mese fa - ora diventa possibile.
Ma andando con ordine. Sabato e domenica 300 iscritti al Movimento sorteggiati (c'erano anche 30 giovani fra i 14 e 17 anni), guidati alla discussione dagli specialisti di Avventura urbana - società esperta nel gestire i processi decisionali -, hanno per l'appunto approfondito i temi legati all'…
Chi ha partecipato al dibattito lo ha definito "pacato" e "costruttivo", ma il dato finale è potenzialmente esplosivo: davvero la figura del garante del M5S, ad oggi il fondatore Beppe Grillo, sarà messa in discussione. Sul suo destino deciderà l'assemblea congressuale del Movimento a fine novembre, il quesito con le eventuali diverse opzioni di voto è tutto da scrivere, ma il dato politico è che l'impensabile - fino a qualche mese fa - ora diventa possibile.
Ma andando con ordine. Sabato e domenica 300 iscritti al Movimento sorteggiati (c'erano anche 30 giovani fra i 14 e 17 anni), guidati alla discussione dagli specialisti di Avventura urbana - società esperta nel gestire i processi decisionali -, hanno per l'appunto approfondito i temi legati all'organizzazione e alla struttura del M5S. Quindi: le regole interne, il simbolo del partito, gli strumenti per la comunicazione, i ruoli di direzione politica, presidente e garante compresi. Nel caso specifico di quest'ultimo, all'ordine del giorno c'era la possibilità di "ridurre i poteri del Garante o eliminarlo del tutto". Consulente speciale sul fronte dei principi costituzionali, Michele Ainis.
Ora, piccola curiosità: i nomi dei 300 pescati nel mucchio non sono pubblici né noti agli stessi vertici dei 5 Stelle. Questo per non interferire nel confronto e rendere quindi il processo il più libero possibile. Sulla questione garante il tavolo di lavoro ha deciso di mettere da parte la questione nominale. Cioè, non si parla di Grillo sì o Grillo no. «Spersonalizziamo il dibattito», la riflessione. E quindi, fondatore o non fondatore, quanto è democratica e legittima una figura non eletta, in carica a tempo indeterminato e con poteri ampiamente superiori a chiunque altro, presidente a parte? Il solo fatto di aver voluto "spersonalizzare" significa però indicare una strada precisa. Cioè che non esiste più una figura mitologica e intoccabile, com'è stato da sempre Grillo per il Movimento, che pure aveva contribuito a fondare assieme a Gianroberto Casaleggio.
Lo scontro in atto del garante con Giuseppe Conte è ormai plateale da mesi, le possibilità di una ricomposizione vicine allo zero. La macchina congressuale e rifondativa messa in piedi dall'ex presidente del Consiglio si sta rivelando però implacabile, seppur a piccoli passi. Il prossimo fine settimana gli attivisti sorteggiati dovranno discutere di un altro argomento assai caro alla comunità del Movimento: il limite dei due mandati. A fine processo tutto quanto si trasformerà in un report trasversale, che sarà reso pubblico sulla piattaforma. Atti deliberativi non ce ne sono, ma come spesso accade in questi casi anche solo decidere di discutere un argomento è già di per sé una scelta. La democrazia diretta evocata dal comico genovese nel dare vita al M5S rischia insomma - a distanza di 15 anni - di mietere la vittima più inaspettata, cioè proprio lui.