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Bufera su La Russa. E Schlein attacca: “Giù le mani dalla Costituzione”

La segretaria del Pd, Elly Schlein

 (ansa)

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Polemiche dopo l’intervista del presidente del Senato a Repubblica. La segretaria dem: “Vogliono cancellare la separazione dei poteri”. La maggioranza accelera sulle carriere dei magistrati: in Aula tra un mese
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L’assalto della destra alla giustizia passa adesso per la «riscrittura dei confini» tra politica e magistratura. L’obiettivo del governo, secondo le opposizioni, è sempre lo stesso e fa parte di un progetto più ampio: indebolire il lavoro dei giudici.

Questa volta è la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, in un’intervista a Repubblica a far esplodere un nuovo caso: «La destra, che vuole governare, vorrebbe rispetto per le prerogative della politica». Il presidente del Senato parla di una zona grigia che non permette di capire «quale sia il confine tra le funzioni della giustizia e quelle della politica». In realtà la Carta chiarisce già ogni aspetto ma per La Russa non è così e lancia un appello a tutto il Parlamento a cui chiede collaborazione: «Se la Costituzione non appare sufficientemente chiara, si può chiarire meglio».

Ecco un nuovo tassello che si aggiunge a un puzzle composto dagli esponenti della Lega scesi in piazza venerdì scorso contro il processo Open Arms…

L’assalto della destra alla giustizia passa adesso per la «riscrittura dei confini» tra politica e magistratura. L’obiettivo del governo, secondo le opposizioni, è sempre lo stesso e fa parte di un progetto più ampio: indebolire il lavoro dei giudici.

Questa volta è la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, in un’intervista a Repubblica a far esplodere un nuovo caso: «La destra, che vuole governare, vorrebbe rispetto per le prerogative della politica». Il presidente del Senato parla di una zona grigia che non permette di capire «quale sia il confine tra le funzioni della giustizia e quelle della politica». In realtà la Carta chiarisce già ogni aspetto ma per La Russa non è così e lancia un appello a tutto il Parlamento a cui chiede collaborazione: «Se la Costituzione non appare sufficientemente chiara, si può chiarire meglio».

Ecco un nuovo tassello che si aggiunge a un puzzle composto dagli esponenti della Lega scesi in piazza venerdì scorso contro il processo Open Arms a carico di Matteo Salvini e dalle parole durissime dell’esecutivo contro la sentenza del tribunale di Roma che ha annullato il trasferimento dei dodici migranti in Albania, poi tornati in Italia. Giusto per citare gli ultimi due episodi di una battaglia dichiarata all’inizio della legislatura e che ha il suo apice in Parlamento con la riforma della separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante.

In questo contesto la segretaria del Pd, Elly Schlein, respinge ogni proposta di collaborazione: «Qui chi sta andando oltre le proprie prerogative è proprio questo governo che vorrebbe rimettere mano alla Costituzione per cancellare il principio di separazione dei poteri». La vicecapogruppo M5S a Montecitorio, Vittoria Baldino, parla di «un terremoto che scuote le fondamenta della nostra democrazia», mentre Alleanza Verdi e Sinistra organizza davanti palazzo Chigi un flash mob contro il governo, che «attacca i giudici mentre l’Italia è sott’acqua». Nei cartelli esposti vengono elencate le “priorità”» dell’esecutivo e tra queste c’è «manomettere la Costituzione per limitare la separazione dei poteri». Angelo Bonelli non usa giri di parole: «La Russa dovrebbe dimettersi». Il presidente del Senato risponde: «Impara a leggere prima di commentare». E poi insiste: «Occorre trovare concordemente una soluzione a queste reciproche invasioni di campo». Il segretario di +Europa Riccardo Magi denuncia «una rivoluzione illiberale». Perfino il presidente emerito della Corte costituzionale, Cesare Mirabelli, interviene per ricordare che «i confini sono precisi: i giudici sono soggetti alla legge».

Fratelli d’Italia difende il presidente del Senato, conferma e rilancia con il capogruppo a Palazzo Madama Lucio Malan che considera il messaggio di La Russa «coerente con l’appello del capo dello Stato, perché ci devono essere dei confini chiari tra giustizia e politica». E anche il presidente dei deputati Tommaso Foti bolla come «pretestuosa e faziosa la strumentalizzazione delle parole del presidente del Senato» e considera invece «inaccettabile il silenzio della sinistra sulla terzietà toghe».

Lega e Forza Italia rimangono in disparte e non intervengono. Ma in Fratelli d’Italia si alza una voce che prende le distanze per fare un po’ di chiarezza in mezzo a una batteria di dichiarazioni che seguono l’ordine di partito. Il presidente della commissione Affari costituzionali, Alberto Balboni, parlando con l’Adnkronos è invece più cauto: «Non conosco disegni di legge di questo genere allo studio». E non sarebbe necessario riscrivere la Carta «perché c’è già la riforma della giustizia».

Riforma che prevede la separazione delle carriere e che il centrodestra punta infatti ad accelerare. Il termine per la presentazione delle proposte di modifica in commissione Affari costituzionali è fissato per mercoledì. Poi si passerà ai voti affinché il testo arrivi in Aula alla Camera entro fine novembre o a inizio dicembre. «L’obiettivo è ridimensionare il potere giudiziario», ha detto più volte il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, e oggi queste parole tornano di attualità.

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