ROMA — C’è un nuovo caso Boccia, stavolta «al maschile», che rischia di terremotare il ministero della Cultura da poco più d’un mese guidato da Alessandro Giuli, l’ex presidente del Maxxi chiamato — per volere di Giorgia Meloni e della sorella Arianna, di cui è molto amico — a sostituire il dimissionario Gennaro Sangiuliano travolto dalla relazione sentimentale con la mancata consulente di Pompei.
Ad annunciarlo, Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report al debutto stagionale domenica sera su Rai3. Mezze frasi pronunciate con un sapiente carico di allusioni per anticipare i temi della puntata, prima a Otto e mezzo, poi a Un giorno da pecora, che hanno fatto scattare l’allarme rosso ai piani alti di Palazzo Chigi e di Fratelli d’Italia. Precipitando nel panico il Collegio Romano, terrorizzato da ulteriori rivelazioni capaci di pregiudicare il nuovo corso di un dicastero già ferito dal traumatico addio dell’ex direttore del Tg2, seguito da epurazioni sanguinose (il capo di gabinetto Fra…
ROMA — C’è un nuovo caso Boccia, stavolta «al maschile», che rischia di terremotare il ministero della Cultura da poco più d’un mese guidato da Alessandro Giuli, l’ex presidente del Maxxi chiamato — per volere di Giorgia Meloni e della sorella Arianna, di cui è molto amico — a sostituire il dimissionario Gennaro Sangiuliano travolto dalla relazione sentimentale con la mancata consulente di Pompei.
Ad annunciarlo, Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report al debutto stagionale domenica sera su Rai3. Mezze frasi pronunciate con un sapiente carico di allusioni per anticipare i temi della puntata, prima a Otto e mezzo, poi a Un giorno da pecora, che hanno fatto scattare l’allarme rosso ai piani alti di Palazzo Chigi e di Fratelli d’Italia. Precipitando nel panico il Collegio Romano, terrorizzato da ulteriori rivelazioni capaci di pregiudicare il nuovo corso di un dicastero già ferito dal traumatico addio dell’ex direttore del Tg2, seguito da epurazioni sanguinose (il capo di gabinetto Francesco Gilioli) e una guerra per bande che non accenna a placarsi.
«Sveleremo un nuovo caso Boccia, riguarda sempre il ministero della Cultura, ma Sangiuliano non c’entra, anzi a Gennaro mando un saluto. È uno dei pochi che sa cos’è la dignità e si è dimesso anche ingiustamente. In Rai può dare ancora tanto»: è la carezza di Ranucci all’ex, utile a precisare che non è lui il focus dell’inchiesta, bensì il suo successore. «È un nuovo caso Boccia che potrebbe essere al maschile: come modalità di operazione è simile», insiste il conduttore, facendo intendere che in questa vicenda il “favorito” sarebbe un uomo, non una donna. Pronto, subito dopo, a sganciare la bomba: «Ci sono documenti e chat che farebbero ipotizzare responsabilità legate ad alte cariche di FdI». Il partito della premier, dunque, potrebbe aver discusso di argomenti scottanti, poi fatti trapelare da qualcuno, come già accaduto in passato. Oppure, qualcuno potrebbe aver criticato — è l’altra ipotesi che circola in Via della Scrofa — il nuovo capo di gabinetto Francesco Spano, che Giuli ha voluto portare con sé al ministero, a dispetto dei malumori delle associazioni provita e dei forti dubbi covati tra i Fratelli d’Italia.
Fatto sta che, prima di questo blocco, Report aprirà con un approfondimento sul “sistema Liguria” infiltrato da alcuni clan mafiosi. Altro argomento spinoso per la maggioranza. Tanto da spingere i vertici Rai a chiedere un parere all’ufficio legale per sapere se, la sera delle regionali, è possibile trasmettere un servizio tv che rischia di condizionarle. Passaggio a cui Palazzo Chigi è tutt’altro che indifferente. Ma gli avvocati del servizio pubblico sono concordi: il silenzio elettorale vale solo per i partiti, non per i giornalisti. Non c’è nessun appiglio per lo stop, Report può andare serenamente in onda.
Negli uffici che fanno capo a Giuli e nel partito la tensione è a mille. È scattata la caccia all’indizio per risalire al contenuto dell’inchiesta sul Mic. «Può portare alle dimissioni del ministro?» insistono Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. «Non lo so», replica evasivo Ranucci. Ma le chat riguardano lui? «Questo non l’ho detto», si schermisce il vicedirettore degli Approfondimenti Rai. Deciso a fare da scudo all’ex capo di gabinetto Gilioli: «A noi non risulta che ci abbia passato documenti», la risposta secca. «Giuli ha detto che ha delle prove, se le ha, le mostrasse».
Quanto alla circostanza che siano stati Boccia e i suoi legali a girare documenti inediti sul caso Sangiuliano, il volto di Report è perentorio: «A noi non risulta», torna a negare. Provando a sviare il discorso sugli altri temi della puntata. Servizi sul una “seconda Cutro”, un nuovo naufragio di migranti tenuto nascosto dal governo, e gli aggiornamenti sulla presunta sottrazione di un quadro da parte di Vittorio Sgarbi.