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Melandri: “Carnabuci al Maxxi? Era il più qualificato. È in corso un regolamento di conti della destra omofoba”

(ansa)

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L’ex ministra dem ed ex presidente del museo del contemporaneo di Roma replica alla chiamata in causa da parte della premier Meloni: “Il solito scaricabarile”
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“Meloni non mi metta in mezzo, c’è un caso politico nella destra grosso come una casa”. Giovanna Melandri, ex presidente del Maxxi per un decennio (dal 2012 al 2022), ex ministra dem, usa prima la prudenza e misura le parole, poi non le manda a dire. Mercoledì sera ha “fiutato” che il caso Spano-Giuli-Carnabuci stava per diventare il “caso Melandri”, dal momento che la premier Giorgia Meloni l’aveva chiamata in causa.

“Siamo di fronte alla solita nenia e al solito scaricabarile ripetitivo della destra di governo”. La vicenda della consulenza dell’avvocato Carnabuci al museo riguarda la gestione Giuli. È vero infatti che con Francesco Spano, l’ex ministra ha un rapporto di collaborazione iniziato al ministero per le Politiche giovanili e lo Sport nel 2006 e proseguito negli anni, fino al Maxxi. Però nel pasticcio di consulenze, matrimoni e conflitti di interesse, i tempi non tornano. La consulenza al Maxxi a Marco Carnabuci, marito di Francesco Spano, Melandri ci tiene a precisare di a…

“Meloni non mi metta in mezzo, c’è un caso politico nella destra grosso come una casa”. Giovanna Melandri, ex presidente del Maxxi per un decennio (dal 2012 al 2022), ex ministra dem, usa prima la prudenza e misura le parole, poi non le manda a dire. Mercoledì sera ha “fiutato” che il caso Spano-Giuli-Carnabuci stava per diventare il “caso Melandri”, dal momento che la premier Giorgia Meloni l’aveva chiamata in causa.

“Siamo di fronte alla solita nenia e al solito scaricabarile ripetitivo della destra di governo”. La vicenda della consulenza dell’avvocato Carnabuci al museo riguarda la gestione Giuli. È vero infatti che con Francesco Spano, l’ex ministra ha un rapporto di collaborazione iniziato al ministero per le Politiche giovanili e lo Sport nel 2006 e proseguito negli anni, fino al Maxxi. Però nel pasticcio di consulenze, matrimoni e conflitti di interesse, i tempi non tornano. La consulenza al Maxxi a Marco Carnabuci, marito di Francesco Spano, Melandri ci tiene a precisare di averla data quando Spano non c’era. “Ci sono tempi e modi di cui tenere conto. Ho chiesto a Pietro Barrera, che è stato segretario generale del Maxxi, di ricostruire l’intera vicenda. Soprattutto richiamare i tempi. Carnabuci è stato chiamato al Maxxi come consulente nel 2018 quando Spano non aveva nulla a che fare con il Museo. Il segretario generale Barrera chiese con una lettera a Federculture la figura di un professionista che svolgesse l’incarico di garante interno per la protezione dei dati personali”.

E venne “estratto” Carnabuci? “Venne indicato come più qualificato”. Ma non perché fosse il marito di Spano. “Non erano all’epoca uniti civilmente e comunque le vicende personali di Spano e Carnabuci riguardano solo loro”: precisa Melandri. E aggiunge: “Se si vuole dire che non era opportuno confermare e anche ampliare ed eccepire una consulenza nel momento in cui i due si erano uniti civilmente, allora questo riguarda solo ed esclusivamente la presidenza di Alessandro Giuli. Giuli la consulenza l’ha rinnovata e non eccepita anche dopo l’unione civile tra Spano e Carnabuci (peraltro ottimo professionista) avvenuto nel maggio 2024”.

Lo sfogo di Melandri è un j’accuse: “Giuli e Meloni dovrebbero guardare in casa loro: la nomina di Spano a capo di gabinetto del Mic è stata avversata da esponenti della destra fra cui le frange maggiormente omofobe. In corso c’è il regolamento di conti della destra omofoba e l’incapacità del governo di gestire in modo trasparente e coerente le politiche culturali. La verità è che c’è un caso Giuli sullo sfondo di un caso Italia con una destra che non perde occasione per dimostrarsi omofoba”.

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