SANREMO — Lo stop al contratto di Beppe Grillo? Obbligato, per chi «non potenzia l’immagine del M5S, ma addirittura la compromette». Il ruolo del garante potrebbe sparire, depennato dalla Costituente del Movimento? «Tutto è in discussione», dice Giuseppe Conte da Sanremo. L’ex premier si ferma a parlare dentro l’Emporio solidale, location molto diversa dagli sfarzi festivalieri dell’Ariston, che pure dista solo 300 metri. Il presidente dei 5S è accanto a una pila di scatolette di tonno. Ne afferra pure una dal carrello, l’accarezza, la scuote. Chissà se pensa, nel giorno dello strappo definitivo col fondatore, a quanto quella latta abbia rappresentato, per i grillini degli albori. Allora, presidente, perché non rinnoverà più il contratto di Grillo? «Io ho richiamato - risponde Conte, pesando ogni sillaba, perché il tema è delicato, ci sono clausole di riservatezza ed è un attimo che partono le cause - quelli che sono gli impegni del contratto. Mi sembrano molto chiari: le somme che ve…
SANREMO — Lo stop al contratto di Beppe Grillo? Obbligato, per chi «non potenzia l’immagine del M5S, ma addirittura la compromette». Il ruolo del garante potrebbe sparire, depennato dalla Costituente del Movimento? «Tutto è in discussione», dice Giuseppe Conte da Sanremo. L’ex premier si ferma a parlare dentro l’Emporio solidale, location molto diversa dagli sfarzi festivalieri dell’Ariston, che pure dista solo 300 metri. Il presidente dei 5S è accanto a una pila di scatolette di tonno. Ne afferra pure una dal carrello, l’accarezza, la scuote. Chissà se pensa, nel giorno dello strappo definitivo col fondatore, a quanto quella latta abbia rappresentato, per i grillini degli albori. Allora, presidente, perché non rinnoverà più il contratto di Grillo? «Io ho richiamato - risponde Conte, pesando ogni sillaba, perché il tema è delicato, ci sono clausole di riservatezza ed è un attimo che partono le cause - quelli che sono gli impegni del contratto. Mi sembrano molto chiari: le somme che vengono corrisposte dal Movimento sono in funzione di una prestazione e non in funzione di un ruolo di garanzia, rivestito in modo astratto. Quindi se non ci sono prestazioni, se non c’è un’attività comunicativa volta a potenziare l’immagine del Movimento ma addirittura un’attività che ne compromette l’immagine, non si giustifica più la retribuzione».
Potrebbe essere solo il primo passo dello sganciamento di Grillo dalla sua - ormai quasi ex - creatura. Il ruolo del garante potrebbe essere cancellato dagli iscritti del M5S durante la costituente? Conte non lo esclude. «I quesiti che saranno portati in votazione all’assemblea finale di novembre ora sono in mano ai 300 iscritti che stanno animando il confronto preparativo. Saranno loro a dettagliare le questioni da mettere in votazione». Tocca insistere: potrebbe esserci anche l’abolizione della figura di garante? «Può esserci tutto. Come pure il mio ruolo di presidente: anche questo, avete visto, è in discussione». C’è chi dice che sarebbe un parricidio. «No, diciamo che non assecondo né indirizzo le libere ricostruzioni giornalistiche». Anche perché per lei non era proprio un padre politico, Grillo... «Questa è una sua valutazione». Sorriso sornione.
Conte fa capire di avere già detto troppo, alla voce Beppe. Vorrebbe parlare di Liguria, delle regionali di dopodomani e lunedì. Test chiave, per il centrosinistra. Anche perché stasera il capo dei 5S salirà sul palco del teatro Politeama di Genova con Elly Schlein, i rossoverdi Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Carlo Calenda non ci sarà, ma apparirà in video-call, a un certo punto. Senza Matteo Renzi, che l’avvocato di Volturara ha preteso rimanesse fuori dalla coalizione. Domanda: nella foto di oggi ci sarà il perimetro del campo largo che sogna (e un po’ tenta d’imporre) Giuseppe Conte? «Sarà l’immagine del progetto costruito per la Liguria - replica l’ex premier - per soddisfare i bisogni di una comunità che esce fuori da una situazione di grave sofferenza, visti gli episodi di malapolitica che hanno caratterizzato la giunta uscente. C’è la necessità di mettere mano alla sanità disastrata, alle ferrovie che hanno bisogno di manutenzione, alle strade, bisogna dare opportunità di lavoro e protezione sociale a migliaia di famiglie in grande difficoltà». Non è un progetto nazionale dunque? «No, è un progetto fatto per i bisogni della comunità ligure». Senza Renzi, comunque. «Ma io non posso impegnarmi in una campagna elettorale se ci sono compagni di viaggio inaffidabili o addirittura, come in questo caso, con chi fino a ieri era al fianco del candidato del centrodestra».
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La Liguria sarà un test anche per Conte, per i 5S, che alle regionali solitamente pagano più di altri lo scotto della scarsa affluenza: qui alle Europee avevano strappato lo stesso dato del resto dello Stivale, 10 per cento secco. Per rilanciarsi il Movimento punta forte sul reddito di cittadinanza versione local. Reddito regionale. «È una risposta al disastro del governo, che ha pensato di recuperare un po’ di soldi dal reddito di cittadinanza nazionale, rimodulandolo e riducendo i beneficiari. Risultato? Record storico delle persone in povertà assoluta: 5 milioni e 700mila. Di fatto Meloni ha detto alle famiglie che non arrivano a fine mese: arrangiatevi». Un disegno che per l’ex premier prosegue con la manovra: «Macelleria sociale, che peserà anche su comuni e regioni. Sulla sanità disastrata e definanziata. Miliardi di tagli». Certamente più dolorosi di quello appena firmato da lui, che colpirà una persona sola. Che abita sempre da queste parti, in Liguria. Citofonare B.G.