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Giuli ancora sotto tiro nel ministero delle trame. “Deve obbedire a palazzo Chigi”

Rome , Italy - October 10 , 2024 - Alessandro Giuli , Minister of Culture 

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Un incontro segreto tra Sangiuliano e Merlino, capo segreteria di Giuli, alimenta i sospetti. Scontro con Fazzolari sul successore di Spano
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Non è finita. Palazzo Chigi è in allerta. E Alessandro Giuli non è fuori dalla tempesta. Non può esserlo per due ragioni. La prima è che la puntata di Report prevista per domani può ancora regalare brutte sorprese: la attendono, la temono, provano a carpirne brandelli. La seconda è legata a un nuovo braccio di ferro in corso, nascosto eppure comunque durissimo. Il ministro della Cultura ha valutato nelle ultime ore due proposte avanzate da palazzo Chigi per riempire la casella di capo di gabinetto lasciata libera dopo le dimissioni di Francesco Spano. Le ha bocciate entrambe. E adesso è pronto ad avanzare un suo nome. Non c’è pace, insomma. E non può esserci anche perché il titolare della Cultura è consapevole che attorno a lui, al suo fianco, alle sue spalle c’è chi lavora per indebolirlo. In questo senso, un fotogramma che siamo in grado di descrivere racconta l’aspra battaglia sotterranea che si combatte da un paio di settimane nel cuore del melonismo.

Non è finita. Palazzo Chigi è in allerta. E Alessandro Giuli non è fuori dalla tempesta. Non può esserlo per due ragioni. La prima è che la puntata di Report prevista per domani può ancora regalare brutte sorprese: la attendono, la temono, provano a carpirne brandelli. La seconda è legata a un nuovo braccio di ferro in corso, nascosto eppure comunque durissimo. Il ministro della Cultura ha valutato nelle ultime ore due proposte avanzate da palazzo Chigi per riempire la casella di capo di gabinetto lasciata libera dopo le dimissioni di Francesco Spano. Le ha bocciate entrambe. E adesso è pronto ad avanzare un suo nome. Non c’è pace, insomma. E non può esserci anche perché il titolare della Cultura è consapevole che attorno a lui, al suo fianco, alle sue spalle c’è chi lavora per indebolirlo. In questo senso, un fotogramma che siamo in grado di descrivere racconta l’aspra battaglia sotterranea che si combatte da un paio di settimane nel cuore del melonismo.

Siamo a un tavolino di un bar, precisamente il “Bar Latteria Giuliani”, a Borgo Pio. Si trova di fronte all’hotel della Conciliazione, quattro stelle a due passi dal Vaticano. Seduti ci sono l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ed Emanuele Merlino. Hanno davanti un calice e un bicchiere da whisky. Merlino è stato il capo della sua segreteria tecnica fino alle dimissioni ed è rimasto al suo posto al Mic anche con Giuli. È uomo di fiducia di Giovanbattista Fazzolari, che l’ha imposto e non ha voluto sentire ragioni. Al sottosegretario alla presidenza del Consiglio riferisce ogni sospiro del ministero. Quello che più conta è però la data di questo incontro, secondo quanto è possibile ricostruire: si tratterebbe del 14 ottobre, all’ora di cena. Sono ore folli: quattro giorni prima – il 10 ottobre – Giuli ha licenziato in tronco il capo di gabinetto Francesco Gilioli, anche lui in ottimi rapporti con Fazzolari, accusandolo di aver violato il rapporto di fiducia. Ma soprattutto, il 14 ottobre il ministro sceglie ad ora di pranzo - dunque pochissime ore prima dell’aperitivo tra Sangiuliano e Merlino - il nuovo capo di gabinetto Francesco Spano. Per farlo, Giuli forza la mano con palazzo Chigi, ignora le proteste di Fazzolari e respinge le perplessità della pattuglia parlamentare legata ai Pro vita. E dunque, nel giorno in cui è in corso un durissimo scontro attorno alla scelta del titolare del Mic, il capo della segreteria incontra Sangiuliano, che con il suo successore è ormai in pessimi rapporti.

Veleni, sospetti. Certo è che da quel momento la situazione precipita. Giuli inizia a sentire il fuoco amico dentro Fratelli d’Italia. Rompe con Fazzolari, con cui non parlerà per i dieci giorni successivi. Nel frattempo, Report lavora al servizio che sarà poi annunciato da Sigfrido Ranucci il 22 ottobre. Sarà poi il ministro, due giorni fa durante una telefonata con Giorgia Meloni, a mettere sul piatto le dimissioni e puntare il dito contro la fuga di notizie dal ministero e dal partito, di cui sarebbe vittima. Fonti concordanti del cerchio magico di palazzo Chigi riferiscono che Giuli non avrebbe mancato di sollevare dubbi sull’atteggiamento e il ruolo di Sangiuliano. E aggiungono che il ministro si sarebbe lamentato con la premier del controllo asfissiante di palazzo Chigi, attraverso uomini di fiducia di Fazzolari. A partire da Merlino.

In attesa della messa in onda del servizio di Report, la battaglia si sposta inevitabilmente sul nuovo capo di gabinetto. Come detto, Giuli ha bocciato nelle ultime ore due ipotesi. La prima: Cristiana Luciani – che lavora all’Autorità per la privacy ed è moglie del deputato meloniano Luca Sbardella. La seconda: Valentina Gemignani, direttore generale al ministero dell’Economia e compagna dell’ex parlamentare di destra Basilio Catanoso. Il ministro della Cultura prepara invece un suo nome da usare come base di trattativa con palazzo Chigi. Sempre che di trattativa si possa davvero parlare.

È chiaro infatti che Meloni non può rompere a cuor leggero con l’ex vicedirettore del Foglio. E non può farlo non soltanto perché non sarebbe tollerabile perdere il secondo ministro della Cultura in un mese. C’è Arianna Meloni a difendere Giuli. Amica personale della sorella Antonella, legatissima al titolare della Cultura. Una frattura che finisce dritta nel cuore di palazzo Chigi.

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