Schlein: “Affiatati per battere la destra e salvare la sanità”
dal nostro inviato Lorenzo De CiccoGENOVA — Scesa dal «palco largo», copyright di Angelo Bonelli, Elly Schlein è talmente ottimista da dire: «Ho visto una coalizione affiatata». Qualche settimana fa sarebbe sembrata una freddura. E certo la tenuta di questo affiatamento dipenderà anche dal risultato che i liguri consegneranno al centrosinistra - e al candidato governatore Andrea Orlando - lunedì sera. Però intanto la leader del Pd si gode un momento abbastanza raro: un selfie di gruppo con (quasi) tutti i leader dell’opposizione. Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Elena Bonetti per conto di Carlo Calenda, che comunque si video-collega, manda saluti da Padova, dov’era impegnato «ad un evento programmato da tempo, con persone venute dall’estero». Al teatro Politeama tutti spingono Orlando. Niente bizze: c’è pure una bandiera della pace accanto al leggio. Conte ha già chiarito che quello per Genova e dintorni non è un progetto nazionale. Ma, dice Schlein a fine comizio mentre fuma una sigaretta elettronica…
GENOVA — Scesa dal «palco largo», copyright di Angelo Bonelli, Elly Schlein è talmente ottimista da dire: «Ho visto una coalizione affiatata». Qualche settimana fa sarebbe sembrata una freddura. E certo la tenuta di questo affiatamento dipenderà anche dal risultato che i liguri consegneranno al centrosinistra - e al candidato governatore Andrea Orlando - lunedì sera. Però intanto la leader del Pd si gode un momento abbastanza raro: un selfie di gruppo con (quasi) tutti i leader dell’opposizione. Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Elena Bonetti per conto di Carlo Calenda, che comunque si video-collega, manda saluti da Padova, dov’era impegnato «ad un evento programmato da tempo, con persone venute dall’estero». Al teatro Politeama tutti spingono Orlando. Niente bizze: c’è pure una bandiera della pace accanto al leggio. Conte ha già chiarito che quello per Genova e dintorni non è un progetto nazionale. Ma, dice Schlein a fine comizio mentre fuma una sigaretta elettronica, un evento così «ci voleva». Foto di gruppo, interventi un leader dopo l’altro. Nessuno macchia l’armonia, a parole. Sensazione nuova? «Sensazione bellissima - risponde la segretaria del Pd - mi è piaciuto vedere le nostre bandiere sventolare insieme. E le cose più belle, le piazze più belle, sono quelle che facciamo uniti». Per Schlein, «si è respirato un clima di persone che hanno una visione comune, in questo caso per la Liguria ma anche in generale».
Si vedrà. La strada è ancora lunga, gli ostacoli non mancheranno da qui alle Politiche. Giuseppe Conte, entrato da un ingresso sul retro, se n’è andato prima che Schlein iniziasse a parlare. «Aveva l’aereo», si affrettano però a precisare i suoi comunicatori. Calenda ha spiegato che Azione sosterrà convintamente Orlando, «perché Andrea è più bravo di Bucci», per poi ripetere due volte di avere «idee diverse» da molti dei presenti. «Noi siamo un partito di centro». Sintesi di Nicola Fratoianni: «Essere contro questa destra è di per sé un formidabile programma politico. Non è che ci dobbiamo vergognare». Ovazione.
Schlein invece vede già un programma politico più vasto, come cemento dell’ex campo largo. «Contrariamente a quello che dice la destra - riprende - dagli interventi di stasera viene fuori che un progetto comune c’è. Sanità, lavoro, etica pubblica, conversione ecologica e politica industriale, famiglie, donne». Temi che possono aggregare il centrosinistra anche a livello nazionale? «Su tanti di questi argomenti abbiamo avviato battaglie comuni: sul salario minimo, sulla sanità. Quindi sì, ci sono iniziative che possiamo continuare a fare insieme in Parlamento». Ci sarà una contromanovra delle opposizioni? «Sicuramente proveremo a presentare insieme emendamenti sulla manovra, penso alla sanità». La finanziaria appena licenziata dal governo, per la segretaria dei democratici, «è una fotocopia sbiadita delle due precedenti. Di galleggiamento, direi. Con Meloni la spesa sanitaria in rapporto al Pil è sempre scesa e scenderà al 6,5%, il minimo storico negli ultimi quindici anni. Tagliano 7 miliardi agli enti locali. Tagliano sulla scuola: 6mila insegnanti in meno e 2mila dipendenti tecnico-amministrativi, il peggior risultato dal 2008, quando al governo c’era sempre una certa Giorgia Meloni». La coperta però è corta... «Ma proprio per questo le risorse che ci sono vanno investite nella direzione giusta. Invece al governo fanno gli splendidi con le banche, ma è un altro bluff: è solo un anticipo delle tasse già previste, che avrebbero versato comunque. E intanto prendono in giro i pensionati, a cui danno un aumento di 10 centesimi al giorno».
Prima, dal podio, aveva duellato proprio con Meloni, che comiziava a un chilometro di distanza: «Dice che non sappiamo fare i conti, che ci vuole regalare una calcolatrice. Ma è lei che dà i numeri sulla sanità. Quattro milioni di italiani che non si curano ci stanno nella calcolatrice?». La premier sostiene che l’occupazione è a livelli record dai tempi di Garibaldi? «Lasci stare gli eroi repubblicani e pensi ai suoi amici nostalgici repubblichini». E ancora: «Parlano tanto di famiglia tradizionale, ma nessuno di loro ce l’ha». Sulla sfida ligure, conia questo slogan: «Guardiamo all’interesse di tutti, non di Toti». Orlando, un po’ si commuove, («Vi voglio bene!»), un po’ attacca l’avversario Bucci: «No al terzo mandato Toti». E se la prende con «i charter di ministri atterrati qui per visitare cantieri col caschetto, opere che non apriranno mai».
Dettaglio: nel cartellone del Politeama c’è Aggiungi un posto a tavola. Varrà anche per Matteo Renzi, che a Genova Conte non ha voluto in coalizione? «Quando parliamo di alleanze, non partiamo dalle sigle, ma dai temi concreti», taglia corto la leader Pd. E in Liguria, insiste, «è la volta buona». Sarà la prima delle tre regioni al voto da qui a fine anno. Poi toccherà all’Umbria e all’Emilia Romagna. Schlein punta a una tripletta, scongiuri a parte? «Quando parliamo di elezioni, evito le metafore calcistiche. Poi già alle Europee ho raccontato che non amo fissare fissare asticelle, perché portano jella. Però partiamo da 2 a 1 per la destra. E io spero di vincerle tutte e tre».