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“Ormai punta a farci perdere”. La rabbia nella chat dei big, Conte: Beppe non avrà mai il logo

17/06/2023 Roma, Manifestazione contro il governo e contro la precariet?†‚Äô organizzata dal M5s nella foto Beppe Grillo 

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L’ultima uscita del garante spiazza i 5Stelle in apprensione per il voto in Liguria
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Un colpo basso. Non inatteso, ma violento. Il Movimento 5 Stelle resta sbigottito di fronte alle ultime stoccate lanciate da Beppe Grillo non in un giorno qualsiasi ma alla vigilia del voto in Liguria. I parlamentari sono increduli: «Per la prima volta sta dicendo di non votare M5S». È un giro di boa, una mossa politica meditata e compiuta con un chiaro intento strategico: «Depotenziare Conte, azzopparci».

Nelle chat dei parlamentari rimbalzano da subito questi messaggi al cardiopalma scatenati dal fondatore che rivendica «il diritto all’estinzione perché il Movimento non c’è più». Che tradotto significa: «Io l’ho creato e io decido quando chiuderlo». Non sfugge inoltre che Genova è l…

Un colpo basso. Non inatteso, ma violento. Il Movimento 5 Stelle resta sbigottito di fronte alle ultime stoccate lanciate da Beppe Grillo non in un giorno qualsiasi ma alla vigilia del voto in Liguria. I parlamentari sono increduli: «Per la prima volta sta dicendo di non votare M5S». È un giro di boa, una mossa politica meditata e compiuta con un chiaro intento strategico: «Depotenziare Conte, azzopparci».

Nelle chat dei parlamentari rimbalzano da subito questi messaggi al cardiopalma scatenati dal fondatore che rivendica «il diritto all’estinzione perché il Movimento non c’è più». Che tradotto significa: «Io l’ho creato e io decido quando chiuderlo». Non sfugge inoltre che Genova è la città del garante, quella in cui radunò tutti gli attivisti per il terzo V-day nel dicembre del 2013: il primo con gli eletti in Parlamento. Una picconata del genere, «il M5s è evaporato», potrà avere delle conseguenze in termini di voti già nelle prossime ore.

Giuseppe Conte è in tour elettorale a Piacenza quando sul suo smartphone appaiono le frasi pronunciate dal fondatore: «Io volo alto, volo alto. Nessun timore», dice a chi, nel Movimento, cerca di capire cosa succederà, anche e soprattutto dal punto di vista legale e con un’assemblea costituente fissata per il 23 e 24 novembre.

Così, il presidente stellato prova a rassicurare lo stato maggiore del partito, anche se chi lo conosce bene sa che ribolle e avrebbe voglia di rispondere a Grillo a muso duro per fargli notare che «dice tutto e il contrario di tutto in quel video: un delirio, non è vero, per esempio, che lo statuto l’ho scritto da solo. Lui era d’accordo». Non lo fa. E si sposta da Piacenza a Parma mantenendo un profilo il più possibile istituzionale.

Ai suoi fedelissimi e a chi lo chiama al telefono garantisce che il comico genovese, al di là delle sue esternazione, non ha alcun diritto sul simbolo: «Ma se insiste si andrà in tribunale e se ne occuperanno gli avvocati». Avvocati e notai che il fondatore vive come «una liturgia terrificante».

Ma il presidente M5S, a proposito di carte firmate davanti a un notaio, continua a ripetere: «Nessun problema, Grillo ha specifici obblighi contrattuali». Sono coperti da riservatezza e non rientrano nel contratto da 300 mila euro, ma ha espressamente rinunciato a ogni contestazione relativa all’utilizzo sia del nome e sia del simbolo. Che invece possono essere modificati dall’associazione M5S come probabilmente avverrà durante l’assemblea costituente.

Ci potranno essere alcune modifiche al contrassegno, ma non uno stravolgimento, perché Conte intende mantenere il brand e certamente non vuole correre il rischio che in qualche modo possa risorgere e sfidarlo. Anche perché, fa notare un deputato molto vicino al presidente, «come facciamo a fidarci di Grillo? Parla di estinzione ma se invece lo utilizza con Virginia Raggi o con Alessandro Di Battista?». Quindi il pensiero va alle foto scattate in un bar che ritraggono l’ex deputato movimentista e Nina Monti, il braccio destro di Grillo, mentre lei provava a sondare il terreno.

Per tutte queste ragioni il video, ragionano nell’inner circle dell’ex premier, non sembra il messaggio di un leader che vuole farsi da parte. Tutt’altro. E nel Movimento sanno che non finisce qui. Grillo infatti sta seriamente meditando di presentarsi all’assemblea costituente per arrivare alla conta prima delle carte bollate in tribunale. Sa di avere ancora i suoi seguaci, quelli che un tempo si sarebbero definiti “gli attivisti della prima ora”, e quindi fa leva su questi: «O io o Conte». E se M5S sceglierà Conte, lo farà dopo una spaccatura plateale e nel pieno di una disputa legale.

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