Inchiesta hacker, Meloni: “Siamo vicini all’eversione”. Un decreto per blindare le banche dati
di Antonio FraschillaGiorgia Meloni
Il governo è pronto a varare un decreto legge sul tema dei dossieraggi e delle banche dati delle forze di polizia violate. L’obiettivo, confermano informalmente fonti di palazzo Chigi e del ministero della Giustizia, non è solo «aumentare le pene» per chi accede abusivamente a tali sistemi. Ma anche limitare per gli stessi investigatori delle forze dell’ordine l’utilizzo, «senza autorizzazioni» chiare delle procure, sia delle banche dati sia di eventuali intercettazioni su telefonini e strumenti informatici.
La premier Giorgia Meloni, nell’ennesima anticipazione al libro di Bruno Vespa rilanciata ieri dalle agenzie di stampa, fa riferimento ai dossieraggi di cui in passato lei e la sorella Arianna sarebbero state vittime. Quello «su di me è cominciato già alla fine del governo Draghi, quando si capiva che sarei potuta andare al governo», dice rispondendo alle domande del giornalismo. E prosegue citando la sorella Arianna: «Perché tanto accanimento su mia sorella? È la persona che…
Il governo è pronto a varare un decreto legge sul tema dei dossieraggi e delle banche dati delle forze di polizia violate. L’obiettivo, confermano informalmente fonti di palazzo Chigi e del ministero della Giustizia, non è solo «aumentare le pene» per chi accede abusivamente a tali sistemi. Ma anche limitare per gli stessi investigatori delle forze dell’ordine l’utilizzo, «senza autorizzazioni» chiare delle procure, sia delle banche dati sia di eventuali intercettazioni su telefonini e strumenti informatici.
La premier Giorgia Meloni, nell’ennesima anticipazione al libro di Bruno Vespa rilanciata ieri dalle agenzie di stampa, fa riferimento ai dossieraggi di cui in passato lei e la sorella Arianna sarebbero state vittime. Quello «su di me è cominciato già alla fine del governo Draghi, quando si capiva che sarei potuta andare al governo», dice rispondendo alle domande del giornalismo. E prosegue citando la sorella Arianna: «Perché tanto accanimento su mia sorella? È la persona che il bancario di Bari ha spiato più di tutte. Quando è uscita questa notizia Arianna mi ha mandato la foto dell’estratto del suo conto in banca. C’erano 2100 euro. Colpiscono lei per colpire me, ma non abbiamo scheletri nell’armadio. Sulla vicenda dei dossieraggi mi aspetto che la magistratura vada fino in fondo, perché, nella migliore delle ipotesi, alla base di questo lavoro c’era un sistema di ricatto ed estorsione, ma nella peggiore siamo davanti al reato di eversione».
L’opposizione chiede al ministro Piantedosi di riferire in Parlamento su quanto sta emergendo dall’inchiesta di Milano e sulle misure che vuole prendere l’esecutivo. «Il governo invece di attaccare la magistratura investa nella difesa informatica dei sistemi in uso alla polizia», dicono i deputati M5S Alfonso Colucci e Marco Pellegrini. Il Pd chiede le dimissioni del presidente della Fiera di Milano Enrico Pezzali, al centro dell’inchiesta. «Faccia un passo indietro», dice la deputata Silvia Roggiani.Il governo non starà a guardare e approfitterà della tempesta per intervenire. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è già al lavoro, in raccordo con il ministro degli Interni Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, per sottoporre al cdm in tempi brevi un testo che faccia da argine ai casi di spionaggio ai danni di imprenditori e politici.
Un decreto nel quale verrebbero fissate regole più stringenti per l’utilizzo anche ai fini investigativi di banche dati come la Sdi, il Sistema di indagine in uso alle forze dell’ordine. Di certo, saranno aumentate le pene per gli accessi abusivi finalizzati all’attività di dossieraggio ai danni di esponenti politici e istituzionali. Il ministro, come annunciato nei giorni scorsi, chiederà poi al Parlamento di «accelerare» sull’iter di approvazione del disegno di legge sulla riforma della giustizia che comprende separazione delle carriere e modifiche all’elezione e composizione del Csm.
Nell’esecutivo si vive in un clima da perenne stato d’allerta. Lo confermano le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, già in passato autore di denunce in materia: «Da quando ho lanciato l’allarme sul caso dossier si è aperto un vaso di Pandora — dice — occorre, e il governo si sta muovendo in tal senso, rendere impossibile l’utilizzo delle banche dati per scopi che non siano quelli autorizzati dalla legge. E punire chi ha utilizzato queste informazioni o le ha commissionate». Il governo vuole accogliere le richieste che provengono dai partiti della maggioranza. «Proporremo in Parlamento un incremento delle pene per i cosiddetti spioni», dice in una nota il partito di Matteo Salvini. Anche il segretario di Forza Italia Antonio Tajani sollecita un intervento urgente pensando a possibili infiltrazioni dall’estero: «Questa storia dei dossier è inaccettabile — dice il ministro degli Esteri — non è escluso che poi questi dati possano essere stati utilizzati dalla Russia o altri paesi non amici».