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Meloni vede Giuli, fiducia rinnovata. Il ministro: “Proteggimi da Fazzolari”

27/10/2023 Roma, MAXXI: presentazione dell'opera Non uccidere, in occasione del 75° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana. Nella foto il ministro Gennaro Sangiuliano con il presidente del MAXXI Alessandro Giuli 

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La puntata di Report e il capo di gabinetto alla Cultura al centro del pranzo tra i due
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Un pranzo in famiglia. Per restituire il senso di un legame antico. Lanciare un messaggio chiaro ai naviganti: Alessandro Giuli non si tocca.

Chi, dentro e fuori Fratelli d’Italia, pensava di farlo fuori dovrà fare i conti con lei. Con Giorgia Meloni in persona. Che dopo la blindatura della sorella Arianna, è scesa direttamente in campo per far quadrato intorno al ministro della Cultura, notificare ad amici e avversari che la copertura di palazzo Chigi è totale. Senza distinguo. E se ai piani alti del governo c’è qualche sottosegretario che ancora storce il naso, contrario sin dal principio alla sua nomina e poi entrato in assetto di guerra, dovrà farsene una ragione.

Un paio d’ore. Tanto è durato «l’incontro conviviale» fra la presidente del Consiglio e il …

Un pranzo in famiglia. Per restituire il senso di un legame antico. Lanciare un messaggio chiaro ai naviganti: Alessandro Giuli non si tocca.

Chi, dentro e fuori Fratelli d’Italia, pensava di farlo fuori dovrà fare i conti con lei. Con Giorgia Meloni in persona. Che dopo la blindatura della sorella Arianna, è scesa direttamente in campo per far quadrato intorno al ministro della Cultura, notificare ad amici e avversari che la copertura di palazzo Chigi è totale. Senza distinguo. E se ai piani alti del governo c’è qualche sottosegretario che ancora storce il naso, contrario sin dal principio alla sua nomina e poi entrato in assetto di guerra, dovrà farsene una ragione.

Un paio d’ore. Tanto è durato «l’incontro conviviale» fra la presidente del Consiglio e il successore di Gennaro Sangiuliano. Ufficialmente per parlare delle iniziative e dei progetti in cantiere al Mic da qui alla fine della legislatura, in realtà per sciogliere i nodi che tengono in stallo uno dei dicasteri più strategici, quello della rivoluzione culturale vagheggiata dal partito di maggioranza relativa. Primo fra tutti, la squadra, che Giuli ha ribadito di voler scegliere in piena autonomia: «Non accetterò alcuna forma di commissariamento», ha ripetuto all’amica premier. Chiedendo aiuto contro gli “assalti” di Giovanbattista Fazzolari, il di lei braccio destro, che il ministro sospetta in combutta con il capo della segreteria tecnica al ministero, Emanuele Merlino, per metterlo sotto tutela. Controllarlo. Piazzandogli accanto un capo di gabinetto di loro fiducia, anziché sua.

Meloni prova a spiegargli che dopo il brutale licenziamento di Francesco Gilioli e lo scivolone su Francesco Spano, dimessosi dopo dieci giorni a causa di una feroce campagna condotta dalle associazioni pro-vita e dei forti malumori interni a FdI, non si può più sbagliare. Ma Giuli è categorico. Non intende fare il re travicello.

Finisce con una sorta di mediazione: il vertice degli uffici di diretta collaborazione sarà pescato in una rosa di altissimi funzionari dello Stato, “terzi” rispetto ai due contendenti, ma comunque dovrà ricevere l’avallo di Chigi. Stavolta il neo-ministro non potrà fare di testa sua.

Ma è al dolce che arrivano le note più amare. Riguardano Report, la trasmissione d’inchiesta che ha messo nel mirino l’inquilino del Collegio romano. La premier vuole sapere se deve aspettarsi nuove rivelazioni, se può uscire qualcos’altro di compromettente. Anche perché nessuno del governo ha visionato la puntata in anticipo, come invece sostenuto da alcune indiscrezioni di stampa subito rilanciate dall’Usigrai, preoccupata per il «venir meno dell’autonomia e dell’indipendenza del servizio pubblico». Accusa smentita con ironia dalla presidenza del Consiglio: «Report non lo vediamo in onda, figuriamoci in anteprima, e di domenica, a palazzo Chigi».

Fatto sta che l’inchiesta di Sigfrido Ranucci va regolarmente su Rai3, nonostante i tentativi della destra per fermarla. Ma lo stesso non accade per il servizio delle Iene su Giuli, annunciato e poi oscurato. Il motivo? Resta un mistero. L’autore, Filippo Roma, prima precisa su Instagram che «non c’è stata nessuna telefonata del ministro a Marina Berlusconi», come invece si vociferava. Poi però aggiunge, sibillino: «Se così fosse, sarebbe un atto poco rispettoso nei confronti della libertà di stampa, soprattutto considerando che Giuli è anche lui un giornalista». E chissà qual è la verità.

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