“Aborti aumentati in Italia”. "È un diritto non un'opinione”. Pro-vita e attiviste, scontro in Parlamento
Giulio Ucciero“Arriveremo all’interruzione spontanea della sopravvivenza” e “l’embrione non è solo vita ma vita umana”. In un pomeriggio all’apparenza tranquillo, si tiene una conferenza stampa dal titolo “Tra clandestinità e indifferenza”. Siamo al Senato della Repubblica e dal palco parlano antiabortisti, membri di pro-vita&famiglia, medici obiettori. Dall’altra parte, alla Camera, femministe, ginecologhe e attiviste organizzano un dibattito per fare il controcanto: “L’unica alternativa all’aborto è la gravidanza forzata” e “questo governo sta attaccando la legge 194”.
Un ping pong parlamentare sul diritto all’aborto. L’occasione è la pubblicazione del Terzo Rapporto sui costi dell’interruzione di gravidanza indotta e la salute delle donne, presentato dall’Osservatorio permanente sull’aborto (Opa). Il convegno, moderato da Francesca Romana Poleggi di pro-vita, viene ospitato in Sala Nassyria dal senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo. Il dossier mette in fila le spese sostenute dalla san…
“Arriveremo all’interruzione spontanea della sopravvivenza” e “l’embrione non è solo vita ma vita umana”. In un pomeriggio all’apparenza tranquillo, si tiene una conferenza stampa dal titolo “Tra clandestinità e indifferenza”. Siamo al Senato della Repubblica e dal palco parlano antiabortisti, membri di pro-vita&famiglia, medici obiettori. Dall’altra parte, alla Camera, femministe, ginecologhe e attiviste organizzano un dibattito per fare il controcanto: “L’unica alternativa all’aborto è la gravidanza forzata” e “questo governo sta attaccando la legge 194”.
Un ping pong parlamentare sul diritto all’aborto. L’occasione è la pubblicazione del Terzo Rapporto sui costi dell’interruzione di gravidanza indotta e la salute delle donne, presentato dall’Osservatorio permanente sull’aborto (Opa). Il convegno, moderato da Francesca Romana Poleggi di pro-vita, viene ospitato in Sala Nassyria dal senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo. Il dossier mette in fila le spese sostenute dalla sanità pubblica per garantire alle donne il diritto ad abortire: “In 44 anni sono stati spesi oltre 7 miliardi”, scrive l’Opa. A preoccupare i pro-life ci sarebbe poi un lieve aumento delle interruzioni di gravidanza volontarie nel 2022 (13% rispetto al 12,5% dell'anno precedente). Dati, costi e una certa visione della donna che portano il presidente dell’osservatorio, Benedetto Rocchi, a chiedersi: “Con questi numeri quali benefici porterebbe la 194?”.
Il riferimento è alla legge del 1978 sull’aborto, norma che consente alla donna, nei casi previsti, di poter ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). La destra è molto attenta alle rivendicazioni dei pro-vita (sono stati loro con una mozione i primi a chiedere la rimozione di Francesco Spano, ex capo di gabinetto di Alessandro Giuli) e l’accusa mossa dalle opposizioni è quella di andare incontro agli antiabortisti stringendo le maglie appunto della 194. Il mantra allora, ribadito da Zullo in apertura di convegno, è sempre quello della “legge che non va toccata ma applicata fino in fondo”. Premessa che però non ostacola il discorso degli altri medici obiettori: “Bisogna proporre un’alternativa, il feto va accompagnato fino alla fine”, sostiene Giuseppe Noia, presidente dell’associazione italiana ginecologi ostetrici cattolici. Sotto accusa finiscono anche la pillola del giorno dopo, classificate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come anticoncezionale e non come sostanza abortiva. Per Noia invece causano dei veri e propri “criptoaborti”: “Dall’Oms un discorso antiscientifico, perché la vita è già iniziata”. Critiche simili arrivano da un altro relatore, il ginecologo Filippo Maria Boscia. Parlando della RU486, la pillola abortiva che in regioni come l’Emilia Romagna sarà possibile ricevere a domicilio, è netto: “È obbrobrioso, costringe la donna alla clandestinità”. Di più: "Passiamo dall’interruzione volontaria di gravidanza all’interruzione volontaria di sopravvivenza". Il discorso di Boscia parte dalla premessa che “l’embrione è sempre qualcuno e mai qualcosa di cui possiamo sbarazzarci”. Dietro di lui, mentre si alternano i relatori, scorre un video che ritrae embrioni, feti e bambini che nascono.
Parole (e immagini) in sintonia con almeno una parte della destra presente in sala. Quella dei meloniani Raoul Russo e Lavinia Mennuni, che a margine taglia corto su altre aperture a tutela delle libertà delle donne: “Aborto in costituzione? Fantascienza”.
A pochi metri da lì, quasi in contemporanea, a Montecitorio la deputata 5S Gilda Sportiello organizza una conferenza di senso opposto, dal titolo “L'aborto è un diritto, non un’opinione”. Tredici donne, femministe, ginecologhe o esperte sanitarie a difesa della 194, impegnate a estendere il diritto all’aborto. C’è anche Mathilde Panot, deputata di France Insoumise e promotrice della legge che ha fatto inserire in Costituzione proprio il diritto all’interruzione di gravidanza: “Anche in Italia riuscirete a costituzionalizzare l’aborto”. Sul tavolo vengono messi i dati allarmanti della realtà italiana: dalla penuria di consultori aperti ai numeri elevati di medici obiettori di coscienza. Angela Spinelli, ex membro dell’Istituto nazionale di Sanità, ricorda che “per la prima volta da 44 anni” il ministero della Salute sta ritardando la consegna della relazione sull’applicazione della 194 come previsto dalla legge. Fondamentale quindi rispondere al convegno del Senato, ribadisce a Repubblica Sportiello, perché “questo governo fa propaganda e sta già attaccando la 194”.