Donatella Tesei, la governatrice umbra sotto indagine per fondi all’azienda dove lavora il figlio. Scatta l’archiviazione dopo lo stop all’abuso d’ufficio
di Giuliano Foschini , Antonio FraschillaLa candidata per il centrodestra alla Regione Umbria e presidente uscente, Donatella Tesei
La procura di Perugia ha iscritto sul registro di indagati e poi ha archiviato l’attuale governatrice Donatella Tesei, della Lega e ricandidata alle prossime regionali, e l’assessora al Bilancio Paola Urbani Agabiti.
La vicenda riguarda finanziamenti della Regione a una azienda nella quale lavorerebbe il figlio della governatrice e di proprietà del marito dell’assessora. In particolare si riferisce a finanziamenti in ambito agricolo.
Il procuratore Raffaele Cantone ha firmato però oggi la richiesta di archiviazione alla luce dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio. La notizia, che arriva a pochi giorni dal voto per il rinnovo della giunta e del consiglio regionale umbro, farà comunque dis…
La procura di Perugia ha iscritto sul registro di indagati e poi ha archiviato l’attuale governatrice Donatella Tesei, della Lega e ricandidata alle prossime regionali, e l’assessora al Bilancio Paola Urbani Agabiti.
La vicenda riguarda finanziamenti della Regione a una azienda nella quale lavorerebbe il figlio della governatrice e di proprietà del marito dell’assessora. In particolare si riferisce a finanziamenti in ambito agricolo.
Il procuratore Raffaele Cantone ha firmato però oggi la richiesta di archiviazione alla luce dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio. La notizia, che arriva a pochi giorni dal voto per il rinnovo della giunta e del consiglio regionale umbro, farà comunque discutere. Intanto, il difensore dell’assessora Agabiti, Nicola Di Mario, ha precisato che la richiesta di archiviazione è stata accolta e dunque il relativo procedimento definito: “Laddove non fosse stata disposta l'abrogazione dell'abuso d'ufficio, la originaria e provvisoria contestazione di reato elevata a carico della dottoressa Paola Agabiti sarebbe risultata del tutto infondata sul piano giuridico" dice.
Tesei si difende: "Ho appreso la notizia solamente oggi e solo perché ne hanno parlato i giornali. Mi risulta che l'indagine era iniziata da tempo e già questo dimostra ancora una volta la correttezza dell'operato della mia amministrazione. Per il resto, in attesa di consultare gli atti, assisto alla consueta attività di strumentalizzazione e mistificazione, con argomenti di ignobile livello, amplificata dalla vicinanza della scadenza elettorale”.
E infatti il Pd attacca: “La notizia dell’indagine svolta dalla procura di Perugia che ha visto indagate la Presidente della Regione Donatella Tesei e l’Assessore Paola Agabiti Urbani – dice il segretario regionale del dem Tommaso Bori – svela con tutta evidenza un sistema consolidato che si è servito delle istituzioni per finanziare aziende di famiglia. La circostanza mette in evidenza i rapporti tra il gruppo Urbani Tartufi legato ad Agabiti, in cui per altro risulta lavorare anche il figlio della Presidente Tesei, e la Giunta regionale in una condizione di palese conflitto di interessi. Sintomatico il fatto che l’indagine per abuso d’ufficio venga archiviata, soltanto per l’abrogazione del reato approvata dal governo Meloni e dalla sua maggioranza. Si tratta di un fatto grave su cui interrogheremo le dirette interessate durante la prossima seduta del Consiglio regionale del 5 novembre”.
Anche il Movimento 5 stelle chiede un chiarimento alla Tesei: “Tra pochi giorni gli umbri saranno chiamati a scegliere chi dovrà amministrarli per i prossimi cinque anni – dice la deputata Emma Pavanelli – crediamo che sul piano di sviluppo rurale la presidente Tesei debba comunque chiarire, e con essa l'assessora Urbani Agabiti. Anche se è arrivata l'archiviazione, peraltro per via dell'abolizione del reato, è una questione di decenza istituzionale, quella che troppo spesso è mancata nel governo regionale umbro dell'ultimo quinquennio. Tesei deve fugare ogni dubbio sugli estremi che hanno portato all'apertura di questa indagine. Poi, sull'abolizione dell'abuso d'ufficio, la nostra posizione è chiarissima: si tratta di un vero e proprio 'vulnus', e di un depotenziamento dei presidi di legalità e trasparenza nella pubblica amministrazione. Noi siamo sicuri che al netto di questa vicenda gli umbri manderanno comunque a casa la presidente uscente, ma lei ha il dovere di fornire ragguagli. E anche alla svelta".