Senza abuso d’ufficio, come a Perugia, i reati vanno in fumo. Lei Giuseppe Cascini, da procuratore aggiunto a Roma che segue i reati societari e del codice rosso, è sorpreso?
«Abrogare un reato come questo, inevitabilmente, ha creato un vuoto nel codice penale, al quale bisognerà presto o tardi porre rimedio. Comportamenti anche gravi di abuso di potere da parte di pubblici ufficiali per favorire qualcuno o danneggiare qualcun altro non possono restare privi di sanzione».
Voi toghe l’avete detto e ridetto al Guardasigilli Nordio, ma senza successo. E ora che succede?
«Bisogna fare subito quello che non si è fatto allora. Posso anche comprendere la scelta di abolire una figura di reato che ha spesso creato polemiche e tensioni e che con le continue modifiche subite negli anni era diventato anche un arnese poco utilizzabile».
Senza abuso d’ufficio, come a Perugia, i reati vanno in fumo. Lei Giuseppe Cascini, da procuratore aggiunto a Roma che segue i reati societari e del codice rosso, è sorpreso?
«Abrogare un reato come questo, inevitabilmente, ha creato un vuoto nel codice penale, al quale bisognerà presto o tardi porre rimedio. Comportamenti anche gravi di abuso di potere da parte di pubblici ufficiali per favorire qualcuno o danneggiare qualcun altro non possono restare privi di sanzione».
Voi toghe l’avete detto e ridetto al Guardasigilli Nordio, ma senza successo. E ora che succede?
«Bisogna fare subito quello che non si è fatto allora. Posso anche comprendere la scelta di abolire una figura di reato che ha spesso creato polemiche e tensioni e che con le continue modifiche subite negli anni era diventato anche un arnese poco utilizzabile».
Ma quell’arnese c’era, le condanne erano poche, ma restava un baluardo per il cittadino vittima dei pubblici poteri.
«Infatti sarebbe stato molto meglio non limitarsi all’abrogazione e introdurre nuove ipotesi di reato corrispondenti alle tante condotte di abuso di potere che l’esperienza ha conosciuto».
Proprio Mattarella, per firmare la legge, ha imposto al governo di inserire almeno il peculato per distrazione, cioè il reato di un pubblico ufficiale che ruba per conto di altri. Ci voleva altro?
«Il senso è quello, ma l’intervento è stato un po’ maldestro, di certo del tutto insufficiente».
Cos’altro ci voleva?
«Le pare possibile che truccare una gara per favorire un parente è reato, mentre non lo è dare lo stesso appalto al parente senza gara? E vogliamo parlare del componente di una commissione di concorso che passa il compito a un suo parente stretto? E ancora, è mai ammissibile che non commetta reato il magistrato che condanna, senza astenersi, l’amante di sua moglie o di quello che dà consigli a un suo imputato?».
Pensa alla consigliera del Csm Natoli su cui la sua procura è stata costretta a cancellare il reato?
«A volte la realtà supera la fantasia».
Nordio è un ex pm, nemmeno lui, così istruito, poteva immaginarlo?
«Questo lo deve chiedere al ministro. Io so che le condanne per abuso d’ufficio c’erano, tutte per fatti molto gravi, e tutte sono state cancellate».
Già, quelle 3.660 su cui lanciava l’allarme il giurista Gatta.
«Ecco, lì c’è una ricca casistica a cui il legislatore avrebbe potuto e potrebbe ancora attingere per definire una serie di illeciti rispettosi del principio di legalità e di tassatività evitando pericolosi vuoti normativi».
I suoi colleghi di Firenze si sono già rivolti alla Consulta per l’inchiesta sui concorsi universitari. È ottimista?
«La questione è complessa ed è difficile fare previsioni».
Non mi dica che la pensa come Nordio, siccome il reato è morto non può più rivivere.
«Il tema è quello del divieto di dichiarare incostituzionale una legge più favorevole per l’accusato. Proprio come per l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Su questo però ci sono state di recente alcune timide aperture, ma è difficile prevedere ora come potrà finire in questo caso».
Non prevalgono convenzioni e trattati europei che l’Italia ha sottoscritto e dove quel reato c’è?
«Il contrasto con le norme sovranazionali è indiscutibile. Ma si tratta di vedere quali conseguenze ne trarrà la Consulta».
Se l’immagina Meloni se, come per i migranti, dovesse prevalere l’indirizzo europeo?
«Il sistema delle leggi costituzionali e sovranazionali tutela i diritti di tutti. Quindi è interesse di tutti conservarne e tutelarne la validità e la forza».
Nordio ha sempre detto in Europa che, tolto l’abuso, il codice era comunque pieno di reati.
«Che il codice sia pieno di reati è fuor di dubbio, e molti ne sono stati aggiunti nel periodo più recente, ma nessun Paese civile può permettersi di lasciare impuniti gli abusi del potere».