Lega, resa dei conti in vista del congresso in Lombardia. Romeo: “Io non mi ritiro”
di Lorenzo De Cicco“Io non mi ritiro, anche se mi chiedessero un passo indietro”. Max Romeo, capogruppo della Lega in Senato, si sbraccia in un angolo della sala Garibaldi di Palazzo Madama. Sta parlando con alcuni colleghi di scranno e l’argomento è quello che sta animando di più il dibattito interno ai lumbard: il congresso della Lega nella regione-culla del Carroccio. Le assise sono state rimandate più volte, il partito locale da tre anni è commissariato da un fedelissimo di Matteo Salvini, il deputato di Rho Fabrizio Cecchetti. Dopo avere promesso “entro l’anno” il congresso federale, che invece è slittato al 2025, il vicepremier ha dovuto accontentare i suoi colonnelli dopo le Europee, dunque almeno quello lombardo si terrà, prima di Natale. Probabilmente tra la fine di novembre e inizio dicembre. Il problema è che rischia davvero di diventare una conta, che il segretario vorrebbe evitare.
Una poltrona per tre
Romeo si è candidato da tempo. “È un anno e mezzo che mi sbatto sui territori, ai militan…
“Io non mi ritiro, anche se mi chiedessero un passo indietro”. Max Romeo, capogruppo della Lega in Senato, si sbraccia in un angolo della sala Garibaldi di Palazzo Madama. Sta parlando con alcuni colleghi di scranno e l’argomento è quello che sta animando di più il dibattito interno ai lumbard: il congresso della Lega nella regione-culla del Carroccio. Le assise sono state rimandate più volte, il partito locale da tre anni è commissariato da un fedelissimo di Matteo Salvini, il deputato di Rho Fabrizio Cecchetti. Dopo avere promesso “entro l’anno” il congresso federale, che invece è slittato al 2025, il vicepremier ha dovuto accontentare i suoi colonnelli dopo le Europee, dunque almeno quello lombardo si terrà, prima di Natale. Probabilmente tra la fine di novembre e inizio dicembre. Il problema è che rischia davvero di diventare una conta, che il segretario vorrebbe evitare.
Una poltrona per tre
Romeo si è candidato da tempo. “È un anno e mezzo che mi sbatto sui territori, ai militanti ho dato la mia parola. Anzi, ho anche calmato quelli più critici con Salvini”, prosegue lo sfogo. Il punto è che il leader vuole mettere la Lombardia in mani fidatissime. Non a caso ai piani alti di via Bellerio, per mesi, si è discusso di tre nomi, tutti di provata lealtà: il vicesegretario nazionale, Andrea Crippa, lo stesso Cecchetti e il capo della giovanile, il deputato Luca Toccalini. Alla fine, l’avrebbe spuntata quest’ultimo, Toccalini. Ecco perché Romeo, che in Lega è di casa, già avverte: “Io non mi ritiro, resto in campo fino alla fine, anche se mi dicessero di farmi da parte”. La resa dei conti è appena cominciata.