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I magistrati denunciano gli attacchi del governo: “C’è un’aria pesante”

Il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, ospite della trasmissione Tagadà su La7, 01 novembre 2024. FERMOIMMAGINE LA7 

 

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Santalucia: “Bollano come toghe rosse chi decide cose sgradite al governo”. L’Anm: “In Parlamento leggi per impaurirci”. La Lega: “Andate a lavorare”
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Ora che gli attacchi politici sono diventati polemiche ad personam e colpi diretti ai singoli magistrati volti a screditarne il loro lavoro e la loro funzione, la Giunta dell’Anm interviene con un documento per denunciare «un’aria pesante» nei loro riguardi. E, come dice il presidente Giuseppe Santalucia, ospite della trasmissione Tagadà su La7, chi non si allinea alle decisioni del governo e «fa un provvedimento che non piace» viene bollato come una «toga rossa».

Il numero uno dell’associazione magistrati ha appena finito di parlare quando il leader della Lega Matteo Salvini diffonde una nota che ha l’aria di essere preconfenzionata e pronta all’uso: «Rinnoviamo l’auspicio che i magistrati si ritaglino del tempo anche per lavorare». Concetto già espresso pochi giorni fa e ribadito con ancora più forza di prima. Il vicepremier parla poi di «comizio su una delle reti di riferimento della sinistra».

La Giunta quindi replica con una nota molta dura che denuncia «le ferite che questo abus…

Ora che gli attacchi politici sono diventati polemiche ad personam e colpi diretti ai singoli magistrati volti a screditarne il loro lavoro e la loro funzione, la Giunta dell’Anm interviene con un documento per denunciare «un’aria pesante» nei loro riguardi. E, come dice il presidente Giuseppe Santalucia, ospite della trasmissione Tagadà su La7, chi non si allinea alle decisioni del governo e «fa un provvedimento che non piace» viene bollato come una «toga rossa».

Il numero uno dell’associazione magistrati ha appena finito di parlare quando il leader della Lega Matteo Salvini diffonde una nota che ha l’aria di essere preconfenzionata e pronta all’uso: «Rinnoviamo l’auspicio che i magistrati si ritaglino del tempo anche per lavorare». Concetto già espresso pochi giorni fa e ribadito con ancora più forza di prima. Il vicepremier parla poi di «comizio su una delle reti di riferimento della sinistra».

La Giunta quindi replica con una nota molta dura che denuncia «le ferite che questo abusato triste copione reca anzitutto alle istituzioni del Paese. Non si accetta l’autonomia e l’indipendenza dell’ordine giudiziario, non si tollera che i giudici si esprimano senza assecondare la volontà ed i programmi del governo e della sua maggioranza».

Basti pensare che di Marco Gattuso, presidente della sezione immigrazione del tribunale di Bologna che ha rinviato alla Corte di giustizia europea il decreto del governo sui Paesi sicuri, è stato detto, con toni accusatori, di essere «favorevole all’utero in affitto». E Silvia Albano, tra i giudici del tribunale di Roma che hanno negato il trattenimento dei migranti in Albania, ha ricevuto minacce di morte via mail e social.

Lunedì il presidente dell’Anm sarà a Bologna «per un’assemblea straordinaria che testimonia il clima di inquietudine» creato da «questo modo di fare della politica» che «priva di serenità il lavoro dei magistrati». Critica il modo «fazioso e antitaliano» usato da Salvini «per rappresentare la magistratura» e ricorda che il compito dei giudici non è quello di «completare il lavoro del governo», ma di «far rispettare i diritti delle persone».

Il capogruppo dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri alza i toni ancora di più invitando il Csm, «a cacciare via dall’ordine giudiziario gli amici di Santalucia che boicottano il Parlamento». Anche per questo il Pd parla di «intimidazioni quotidiane».

Intimidazioni che, per la Giunta dell’Anm, consistono nello scrivere «riforme peggiorative della Costituzione e accelerare il percorso parlamentare per impaurire i magistrati». Tra queste riforme, oltre alle intercettazioni e alla separazione delle carriere, quest’ultima da approvare in prima lettera entro dicembre, i giudici guardano con timore l’Atto di indirizzo, allo studio del governo, sull’ordine di priorità dei reati da perseguire. Nuovo terreno di scontro in vista del prossimo anno.

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