Roma — «Mi sono spaventata davvero e questa volta mi prendo una tregua dalla politica». Emma Bonino, la storica leader radicale e di +Europa, è tornata nella sua casa, che domina le antiche rovine romane. Dopo due settimane di ricovero per una crisi cardio-respiratoria seria, la ripresa è lenta. Però le battaglie civili non le abbandona di certo: né quella per il referendum sulla cittadinanza (previsto in primavera), né sul fine vita. In questi giorni di ricovero ha avuto più tempo per riflettere: sul fine vita bisogna riprendere il discorso e fare la legge. «Quando si sta male è chiaro che le questioni essenziali della vita e della morte emergono con più forza», dice. D’altra parte i diritti civili sono in cima alla “sua” politica, che non molla di un centimetro. Non dovrebbe fumare, ma lo fa lo stesso. Si distrae con le piante, le clematidi e le rose d’inverno soprattutto, che crescono rigogliose nei vasi in terrazza.
Bonino, è stata una brutta botta?
«Sì. Ho qui il referto che ha a…
Roma — «Mi sono spaventata davvero e questa volta mi prendo una tregua dalla politica». Emma Bonino, la storica leader radicale e di +Europa, è tornata nella sua casa, che domina le antiche rovine romane. Dopo due settimane di ricovero per una crisi cardio-respiratoria seria, la ripresa è lenta. Però le battaglie civili non le abbandona di certo: né quella per il referendum sulla cittadinanza (previsto in primavera), né sul fine vita. In questi giorni di ricovero ha avuto più tempo per riflettere: sul fine vita bisogna riprendere il discorso e fare la legge. «Quando si sta male è chiaro che le questioni essenziali della vita e della morte emergono con più forza», dice. D’altra parte i diritti civili sono in cima alla “sua” politica, che non molla di un centimetro. Non dovrebbe fumare, ma lo fa lo stesso. Si distrae con le piante, le clematidi e le rose d’inverno soprattutto, che crescono rigogliose nei vasi in terrazza.
Bonino, è stata una brutta botta?
«Sì. Ho qui il referto che ha accompagnato le dimissioni dalla clinica dove ho cominciato la riabilitazione cardio-respiratoria. Il percorso è stato infatti il ricovero nella terapia intensiva dell’ospedale Santo Spirito e poi in una clinica, da dove sono stata dimessa qualche giorno fa».
A casa quando è tornata e come si sente?
«Mi hanno riportata a casa mercoledì e certo è stata dura, ripeto, per la seria crisi cardiaca e respiratoria. Mi è stata raccomandata la ginnastica sia motoria che respiratoria».
Della sconfitta in Liguria e della discussione su “Renzi sì o Renzi no” nella coalizione di centrosinistra cosa pensa?
«Renzi e la sconfitta in Liguria? Per ora niente polemiche politiche, prima devo badare alla mia salute e riprendermi e perciò mi dedico a curarmi. C’è un tempo per tutte le cose. Comunque a Renzi non ho niente da dire, né lui a me».
Però l’esperienza con la lista “Per gli Stati Uniti d’Europa” con Renzi partner è stata un fallimento annunciato dallo sgambetto di Carlo Calenda, che si era sfilato per incompatibilità con Renzi. Qualche commento?
«Nessuno».
Dopo la pausa per curarsi, quali sono le battaglie politiche e civili a cui pensa?
«Il referendum sulla cittadinanza che dovrebbe tenersi in primavera. Importante è approvare una legge completa sul fine vita e il suicidio assistito».
Nel match americano tra Donald Trump e Kamala Harris c’è uno strano clima tra i politici italiani: un atteggiamento da Ponzio Piilato ovvero lavarsene le mani. È stato quello di Giuseppe Conte, il leader dei 5Stelle. È quello di Letizia Moratti, forzista, eurodeputata che sostiene essere meglio starne fuori per ragioni istituzionali. Lei, cosa pensa?
«Ciascuno si inventa le scuse che vuole. Tifo Kamala e convintamente. La vittoria di Trump determinerebbe uno scenario in cui i principi democratici così come li conosciamo, vengono ribaltati. Le stelle polari della politica radicale sono lo Stato di diritto, la libertà di scelta individuale e la democrazia. Dappertutto in Europa e nel mondo».