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Ylenja Lucaselli (FdI) e la gaffe sui gulag della sinistra: “Non ho sbagliato, volevo dire proprio gulasch”

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La deputata meloniana torna sulle sue parole ad Agorà: “Mi riferivo alla ricetta lunghissima e senza risultati della sinistra sui migranti”
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Onorevole Ylenja Lucaselli, Fratelli d’Italia, alla sinistra piacciono i gulasch o i gulag?

“L’ho fatto apposta”.

Cioè, non era una gaffe? Ha detto in diretta tv a Elisabetta Piccolotti di Avs che le “piacciono di più i gulasch”. In studio hanno sorriso e tradotto in “gulag”.

"No, non era una gaffe. Non volevo essere troppo cattiva e ho utilizzato un termine che non voleva essere troppo duro”.

E perché proprio il gulasch?

"Perché stavamo parlando dell’Albania, di ricette di destra o di sinistra sull’immigrazione”.

E che c’entra il piatto ungherese, pensava al vostro amico Orbán?

"No, alle ricette di di sinistra che sono lunghissime, che non danno risultato nell’immediato, come il gulasch che è una carne ripassata per molto tempo, macerata”.

Però ha parlato di “ambienti”, non sembrava riferirsi a una cucina, ma proprio ai luoghi di detenzione dell’Unione sovietica di Stalin.

“Ma no, nessuna accusa di stalinismo”.

Almeno è un passo avanti.

"Se mi fosse venuto in mente glielo avrei detto…

Onorevole Ylenja Lucaselli, Fratelli d’Italia, alla sinistra piacciono i gulasch o i gulag?

“L’ho fatto apposta”.

Cioè, non era una gaffe? Ha detto in diretta tv a Elisabetta Piccolotti di Avs che le “piacciono di più i gulasch”. In studio hanno sorriso e tradotto in “gulag”.

"No, non era una gaffe. Non volevo essere troppo cattiva e ho utilizzato un termine che non voleva essere troppo duro”.

E perché proprio il gulasch?

"Perché stavamo parlando dell’Albania, di ricette di destra o di sinistra sull’immigrazione”.

E che c’entra il piatto ungherese, pensava al vostro amico Orbán?

"No, alle ricette di di sinistra che sono lunghissime, che non danno risultato nell’immediato, come il gulasch che è una carne ripassata per molto tempo, macerata”.

Però ha parlato di “ambienti”, non sembrava riferirsi a una cucina, ma proprio ai luoghi di detenzione dell’Unione sovietica di Stalin.

“Ma no, nessuna accusa di stalinismo”.

Almeno è un passo avanti.

"Se mi fosse venuto in mente glielo avrei detto ‘stalinisti’. Ma il fatto che non ci abbia pensato è che sì... possiamo registrare questo passo in avanti”.

E invece?

“Pensavo proprio alla solita vecchia ricetta della sinistra che perde tempo e non conclude niente. Al contrario di Giorgia Meloni che è entrata a gamba tesa e ha risolto il problema dell’immigrazione con il modello Albania”.

E l’ha risolto? O il modello Albania sta creando altri problemi?

"La sinistra ha strumentalizzato il tema dei costi in Albania. Il costo massimo è di nove milioni, ma oggi stiamo spendendo 80 euro a persona. Non c’è rispondenza tra costo massimo e numero degli agenti che stiamo utilizzando. Se si riferisce alle sentenze dei giudici invece, si tratta di un’intromissione evidente sulla normativa. Nessuno – neanche il magistrato – può intromettersi nell’applicazione di una legge”.

I giudici applicano direttive europee.

"Io sono stato avvocato per tanti anni, ho conosciuto tanti giudici non ideologici, ma quando si fa riferimento alla Germania nazista capiamo che la posizione è politica. C’è poi una storia di esternazioni dei giudici contrarie alla scelta del governo di fare l’accordo con l’Albania”.

Insomma conferma lo scontro con i magistrati. Anche loro – l’Anm – parlano di “aria pesante”.

"Il clima è pesante perché vogliamo fare la separazione delle carriere, che è nel nostro programma, e su cui sono contrari da sempre”.
A proposito di ricette, immagino che quella di Trump sull’immigrazione le piaccia. Non la trova troppo dura?

“Anche Biden e Kamala Harris hanno espresso posizioni molto nette sui migranti. Ma Trump vincerà per il patriottismo, che grazie a noi anche gli italiani stanno riscoprendo, e per le aspettative economiche, è su questo che Biden non ha portato molti risultati”.

Si parla di lei come sostituto del ministro Fitto, all’applicazione del Pnrr.

"Ma no, sto bene dove sto, sono capogruppo in commissione Bilancio, ma sono contenta che nell’opinione pubblica ci sia questa considerazione nei miei confronti”.

Ma almeno il gulasch le piace?

"In realtà sì, molto, solo che a casa è impossibile da fare!”.

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