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Migranti, Fidanza: “I centri in Albania funzioneranno, le sentenze sono forzature politiche”

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Intervista all’eurodeputato di FdI: “Sanchez e Macron sono ostili ma la Corte Ue non potrà bloccare l’Italia sui Paesi sicuri”
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Presto partirà una nave della Marina militare, onorevole Carlo Fidanza. Soccorrerà migranti e li porterà in Albania. Poi un giudice deciderà se trattenerli lì, o riportarli in Italia. Perché esporvi al rischio, molto concreto, di farli tornare indietro? Per entrare di nuovo in conflitto con le toghe?

«Il governo non cerca conflitti, agisce nel rispetto delle norme nazionali ed europee. Inoltre con l’ultimo decreto ha elevato a legge primaria la lista dei Paesi sicuri, la cui definizione è e resta in capo agli Stati membri, e ha anche recepito una discutibile sentenza europea, togliendo da quella lista Camerun, Colombia e Nigeria. Se un magistrato decidesse ancora di non convalidare il rimpatrio, saremmo di fronte a una nuova grave forzatura, tutta politica».

O più semplicemente alla volontà di attendere il pronunciamento della Corte di Giustizia Ue, non le pare?

«Se ogni volta che c’è un rinvio di una norma alla Corte Ue si smettesse di applicare quella norma, vivremmo nell’anarchia. …

Presto partirà una nave della Marina militare, onorevole Carlo Fidanza. Soccorrerà migranti e li porterà in Albania. Poi un giudice deciderà se trattenerli lì, o riportarli in Italia. Perché esporvi al rischio, molto concreto, di farli tornare indietro? Per entrare di nuovo in conflitto con le toghe?

«Il governo non cerca conflitti, agisce nel rispetto delle norme nazionali ed europee. Inoltre con l’ultimo decreto ha elevato a legge primaria la lista dei Paesi sicuri, la cui definizione è e resta in capo agli Stati membri, e ha anche recepito una discutibile sentenza europea, togliendo da quella lista Camerun, Colombia e Nigeria. Se un magistrato decidesse ancora di non convalidare il rimpatrio, saremmo di fronte a una nuova grave forzatura, tutta politica».

O più semplicemente alla volontà di attendere il pronunciamento della Corte di Giustizia Ue, non le pare?

«Se ogni volta che c’è un rinvio di una norma alla Corte Ue si smettesse di applicare quella norma, vivremmo nell’anarchia. Secondo noi il rinvio è infondato e lo dimostreremo».

Provo a ribaltare il suo punto di vista: non è il governo che, evitando di attendere il pronunciamento della Corte Ue a cui si sono rivolti i magistrati di Bologna, cerca il conflitto con le toghe?

«Non è così. In nessun Paese europeo i magistrati chiedono di non procedere ai rimpatri. La Germania sta rimandando indietro addirittura gli afghani: francamente, sfido chiunque a sostenere che il Bangladesh è meno sicuro dell’Afghanistan dei Talebani… Anche perché il quadro giuridico europeo è chiarissimo, come quello italiano».

Quindi non vi fermerete?

«Il governo ha il diritto e il dovere di procedere con la sua politica migratoria, nel rispetto di norme e trattati».

Scavalcando i dubbi sollevati alla corte europea?

«Guardi che la lista dei Paesi sicuri è sempre esistita, non l’ha mica inventata Giorgia Meloni. Non ricordo alcun giudice, prima di quello di Bologna, che abbia sollevato dubbi sul principio dei “Paesi sicuri” durante i governi precedenti. E se ora lo fanno…».

Cosa?

«Diventa evidente che c’è una matrice politica».

In realtà crescono i dubbi anche in Europa, dai francesi agli spagnoli, sul modello Albania.

«Macron e Sanchez sono ostili per ragioni politiche. Molti altri guardano a questo modello con interesse. E comunque, dopo la mossa dei magistrati di Bologna potrebbe determinarsi un’escalation: se la Corte di Giustizia dovesse eliminare il concetto di “Paesi sicuri”, si bloccherebbe la possibilità di rimpatriare gli irregolari per l’intero Continente. Si rende conto? Salterebbe Schengen. E l’Unione stessa sarebbe a rischio. Non credo si assumerà questa responsabilità».

Nulla sembra funzionare del modello Albania, Fidanza: i poliziotti e carabinieri italiani saranno ospitati in un mega resort, al costo di nove milioni l’anno. Tutto normale?

«Il modello Albania funzionerà e l’Europa ci seguirà. Capisco l’indignazione di una certa sinistra che nei resort, quelli veri, ci mandava i clandestini. Noi invece vogliamo solo garantire alle nostre forze dell’ordine le condizioni di lavoro dignitose che meritano».

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