Con Kamala Harris o Donald Trump? La politica italiana si divide anche sulle elezioni americane. Tra il governo condannato al mantra dell’equidistanza e, salvo l’eccezione del vicepremier Salvini, pronto a ripetere che lavorerà con chiunque vincerà, e i distinguo nel fu campo largo.
La più chiara nelle opposizioni è stata Elly Schlein che non lesina l’endorsement: "Ho la forte speranza che vinca Kamala Harris. Trump ha l'idea di eliminare gli avversari politici, i dissidenti, la stampa. È l'impersonificazione di un modello sbagliato". Per la segretaria del Pd, "Harris sta facendo una campagna di difesa del lavoro, dell'aborto. Abbiamo una preferenza netta".
A fare apertamente il tifo per il bis del tycoon repubblicano è invece il leghista Matteo Salvini. "Numero uno! Go Donald go!", ha postato recentemente su X, mentre dopo l'attentato dello scorso luglio aveva affermato: "Più forte di tutto e di tutti. Auguriamo a Donald Trump una pronta guarigione. Questo è il Presidente di cui…
Con Kamala Harris o Donald Trump? La politica italiana si divide anche sulle elezioni americane. Tra il governo condannato al mantra dell’equidistanza e, salvo l’eccezione del vicepremier Salvini, pronto a ripetere che lavorerà con chiunque vincerà, e i distinguo nel fu campo largo.
La più chiara nelle opposizioni è stata Elly Schlein che non lesina l’endorsement: "Ho la forte speranza che vinca Kamala Harris. Trump ha l'idea di eliminare gli avversari politici, i dissidenti, la stampa. È l'impersonificazione di un modello sbagliato". Per la segretaria del Pd, "Harris sta facendo una campagna di difesa del lavoro, dell'aborto. Abbiamo una preferenza netta".
A fare apertamente il tifo per il bis del tycoon repubblicano è invece il leghista Matteo Salvini. "Numero uno! Go Donald go!", ha postato recentemente su X, mentre dopo l'attentato dello scorso luglio aveva affermato: "Più forte di tutto e di tutti. Auguriamo a Donald Trump una pronta guarigione. Questo è il Presidente di cui ha bisogno l'America". Più analitiche le motivazioni a ridosso del voto: "In ogni caso, rispetteremo la libera scelta dei cittadini americani (a differenza di chi urla al fascismo sia a Roma che a Washington) ma una vittoria di Donald Trump avvicinerebbe la pace sia in Ucraina che in Medio Oriente, e per me questo è un valore supremo".
E la premier? Giorgia Meloni, che ha ripetuto “di non essere preoccupata dal risultato delle elezioni in nessun caso”, ha l’obbligo di muoversi sul filo della diplomazia. Ma al di là dell’equilibrio di facciata non sono mancate le tracce che l’avvicinerebbero all’ex presidente. A partire dai legami con Elon Musk, sponsor forte di Trump. “L'apparato del suo partito Fratelli d'Italia sta lavorando silenziosamente dietro le quinte per rinvigorire i legami con i repubblicani", scriveva lo scorso settembre il Financial Times.
La posizione di sostanziale equidistanza è comunque abbracciata anche dal segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, che è anche ministro degli Esteri: "Abbiamo legami intensi con le istituzioni americane, gli Usa sono il nostro primo alleato assieme ai Paesi della Ue. Quindi ci prepariamo a lavorare con Trump o con Harris con la stessa intensità".
Chi non si sbilancia, e finisce dunque al centro delle polemiche, è Giuseppe Conte. "Giudicheremo la prossima presidenza sui fatti”, ha detto il leader del M5S che ai tempi del suo governo, fu affettuosamente salutato come “Giuseppi” dal tycoon. E forse anche in ragione di questa simpatia, su una vittoria di Trump come possibile minaccia alla democrazia, Conte commenta: "Non condivido, la libera scelta dei cittadini non è mai una minaccia per la democrazia. Anche in Italia è un argomento che non ho mai usato contro Meloni".
Restando nel campo delle opposizioni Nicola Fratoianni di Avs non ha esitato a definire “una sciagura” un eventuale bis del repubblicano alla Casa Bianca. Meno colorita ma altrettanto netta la posizione dell’ex premier Matteo Renzi, leader di Iv: "Stiamo dalla parte di Kamala senza se e senza ma. Ci auguriamo che tutto il campo largo sia dalla parte dei progressisti contro i sovranisti".
Per i sondaggi gli italiani stanno con Kamala
Chi non sembra aver dubbi è l’elettore italiano. Almeno a giudicare dagli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto. Se per il presidente degli Stati Uniti si votasse oggi in Italia vincerebbe a mani basse Kamala Harris, staccando e quasi doppiando il repubblicano. Un italiano su tre però non saprebbe chi scegliere (sondaggio Dire Tecnè), a differenza della maggior parte degli europei che invece sono nettamente per la dem (sondaggio YouGov Eurotrack).
Addirittura – riporta il Guardian – sarebbero in molti di quelli che in patria votano per la destra o l’estrema destra, a preferire Harris. Tendenza confermata anche da noi. Vince la dem anche tra gli elettori di centrodestra, come conferma una rilevazione Piepoli per Rainews dello scorso settembre. Mentre la maggioranza dei votanti del Movimento starebbe con Trump.