MILANO — Elly Schlein andrà dritta: nessuna deroga per Vincenzo De Luca, nessun sostegno a una sua terza candidatura alla presidenza della Campania. La segretaria dem, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa sul Nove, boccia senza appello la legge regionale che il governatore domani farà votare per superare il limite dei due mandati. «Siamo contrari al terzo mandato — dice Schlein — la legge nazionale pone un limite di due. Il Pd non sosterrà presidenti uscenti per un terzo incarico». È il fine corsa anche per Michele Emiliano in Puglia. «Pensate che non avremmo sostenuto Bonaccini in Emilia-Romagna o Decaro a Bari? Le regole valgono per tutti, se qualcuno non lo crede è meglio che si adegui». Stefano Bonaccini, che è anche presidente del Pd, non ha avuto in effetti alcuna deroga e, insieme al già sindaco di Bari Antonio Decaro, si è poi candidato per il Parlamento europeo. A questo punto la palla passa a De Luca, che incassata la legge regionale potrebbe decidere di correre comunque…
MILANO — Elly Schlein andrà dritta: nessuna deroga per Vincenzo De Luca, nessun sostegno a una sua terza candidatura alla presidenza della Campania. La segretaria dem, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa sul Nove, boccia senza appello la legge regionale che il governatore domani farà votare per superare il limite dei due mandati. «Siamo contrari al terzo mandato — dice Schlein — la legge nazionale pone un limite di due. Il Pd non sosterrà presidenti uscenti per un terzo incarico». È il fine corsa anche per Michele Emiliano in Puglia. «Pensate che non avremmo sostenuto Bonaccini in Emilia-Romagna o Decaro a Bari? Le regole valgono per tutti, se qualcuno non lo crede è meglio che si adegui». Stefano Bonaccini, che è anche presidente del Pd, non ha avuto in effetti alcuna deroga e, insieme al già sindaco di Bari Antonio Decaro, si è poi candidato per il Parlamento europeo. A questo punto la palla passa a De Luca, che incassata la legge regionale potrebbe decidere di correre comunque, ma senza il sostegno del Pd e del centrosinistra, terzo incomodo tra le due coalizioni
Quanto alla non facile costruzione del fronte progressista e i rapporti con i 5 Stelle, la leader dem la mette così: «Se non ti vuoi alleare con il Pd con chi ti allei? Se pensi di farcela da solo, credo che saranno gli elettori a non aspettare te. Ci sono differenze ma si possono comporre». La strategia del Pd non è più quella della vocazione maggioritaria: «Noi abbiamo fatto bene - rivendica Schlein - a continuare, testardamente unitari, a costruire alleanze perché il nostro avversario è la destra. Sia noi che Avs siamo cresciuti perché non perdiamo tempo in polemiche».
Schlein, nel pieno della campagna per Umbria ed Emilia-Romagna, si mostra concentrata soprattutto sugli errori del governo e su una manovra che considera «recessiva». «Sui costi dell’energia non si fa nulla, abbiamo le bollette più alte d’Europa», attacca. Sulla sanità «Meloni dà i numeri, ma il 6,5 per cento di spesa in rapporto al Pil è il livello più basso mai toccato e chi lo sa meglio sono gli italiani che rinunciano a curarsi». Sull’automotive «hanno fatto un taglio dell’80 per cento delle risorse per una filiera strategica per l’Italia». Soldi che sono stati dislocati verso la difesa, cioè all’acquisto di mezzi e tecnologie militari. Rispetto alle ragioni di questa scelta, «viene da pensare a una risposta sprezzante allo sciopero dei metalmeccanici», dice in riferimento alla manifestazione a Roma delle tute blu di Stellantis e dell’indotto. E la patrimoniale? «Assolutamente no», non è una proposta Pd, «vorremmo un nuovo patto con famiglie e imprese: tanto guadagni tanto paghi».
E dopo aver espresso la speranza che negli Usa vinca Kamala Harris, la segretaria lancia la stoccata finale alla destra: «Grida al complotto, ma i poteri forti se li è portati in casa. Ha gente con interessi nella sanità privata, una ministra del Turismo attiva nel settore, Claudio Lotito che vuole dettare legge sulla Figc dal suo scranno del Senato».