Bologna — «Questo governo nutre insofferenza nei riguardi della magistratura che adotta provvedimenti non graditi e nello stesso tempo insofferenza per il ruolo della giurisdizione europea». Roberto Fontana, consigliere togato indipendente del Csm, siede in prima fila nella sala delle Colonne del tribunale civile di Bologna accanto al presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia. Ascolta gli interventi dei magistrati dell’Emilia-Romagna, senza intervenire al microfono: «Sono qui insieme ai miei colleghi in segno di solidarietà» dopo gli attacchi al collegio giudicante di Bologna che ha rinviato alla Corte di giustizia europea il recente decreto sui Paesi sicuri per chiedere chiarimenti.
Giudice Fontana, come consigliere del Csm è tra i firmatari della richiesta di apertura di una pratica urgente a tutela dell’indipendenza dei magistrati di Bologna. Vede il tentativo, da parte dell’esecutivo, di intimidire chi è chiamato a far rispettare le leggi?
«Negli attacchi di questi giorni faceva c…
Bologna — «Questo governo nutre insofferenza nei riguardi della magistratura che adotta provvedimenti non graditi e nello stesso tempo insofferenza per il ruolo della giurisdizione europea». Roberto Fontana, consigliere togato indipendente del Csm, siede in prima fila nella sala delle Colonne del tribunale civile di Bologna accanto al presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia. Ascolta gli interventi dei magistrati dell’Emilia-Romagna, senza intervenire al microfono: «Sono qui insieme ai miei colleghi in segno di solidarietà» dopo gli attacchi al collegio giudicante di Bologna che ha rinviato alla Corte di giustizia europea il recente decreto sui Paesi sicuri per chiedere chiarimenti.
Giudice Fontana, come consigliere del Csm è tra i firmatari della richiesta di apertura di una pratica urgente a tutela dell’indipendenza dei magistrati di Bologna. Vede il tentativo, da parte dell’esecutivo, di intimidire chi è chiamato a far rispettare le leggi?
«Negli attacchi di questi giorni faceva capolino il tema dell’indipendenza della magistratura e quindi della giurisdizione italiana, ma si innesta anche l’ulteriore tema dei rapporti tra le fonti del diritto».
Il governo Meloni vuole ribaltare l’assetto attuale?
«C’è chi vuole mettere in discussione l’assetto giuridico europeo che ha una funzione fondamentale. Mi sembrano un po’ le criticità che in passato si sono prospettate in Polonia e nei Paesi dell’est, quando si è ritenuto che il diritto nazionale fosse predominante su quello europeo, ma questi Paesi sono stati sanzionati».
Per questo è necessaria una presa di posizione netta come ha fatto l’Anm?
«È importante difendere l’assetto costituzionale perché al suo interno vi è il rispetto delle convenzioni e dei trattati, che sono il fondamento della giurisdizione europea. E su questo registro una importante unità».
Il governo sta invadendo il campo del potere giudiziario soprattutto quando si tratta di immigrazione?
«Il governo deve svolgere le politiche che ritiene opportune, la magistratura non deve fare politica dell’immigrazione ma deve applicare la legge guardando e interpretando le norme nazionali e quelle europee».
Ad assemblea in corso il vicepremier Matteo Salvini ha detto che i magistrati dovrebbero stare di più in tribunale e meno nei convegni. Cosa ne pensa?
«La migliore risposta l’ha data il presidente Santalucia. Oggi noi dobbiamo rifuggire dalla rappresentazione di uno scontro tra poteri e rivendicare l’autonomia della giurisdizione nel rispetto della legge».