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Mantovano chiarisce la linea dell’Italia sull’Ucraina: “Continueremo a consentire a Kiev di difendersi”. Il messaggio a Salvini

Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio (fotogramma)

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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio precisa che ci sarà un nuovo pacchetto per l’invio delle armi. Ieri lo strappo del leader leghista dopo la vittoria di Trump negli Usa. Presentato l’esito del monitoraggio delle influenze straniere nel nostro mondo accademico
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“L’Italia farà né più né meno quello che ha fatto finora d'intesa con tutti gli alleati, a cominciare dagli Stati Uniti, per consentire all'Ucraina di tutelare i propri territori, i propri abitanti, i propri confini". Il sottosegretario Alfredo Mantovano chiarisce la linea dell’Italia sulla questione Ucraina: ci sarà un nuovo pacchetto per l’invio delle armi. E l’Italia farà la sua parte. Non era scontato. Soprattutto dopo le parole di ieri del ministro Matteo Salvini che nel festeggiare la vittoria di Donald Trump si era detto certo che non ci fosse più “bisogno di undicesimi, dodicesimi o tredicesimi pacchetti di invio di armi”. Più complesso capire che armi metterà a disposizione delle truppe di Zelensky: Salvini ha insistito nel dire che non ci potranno essere “armi per attaccare, ma solo per difendersi”, ma è anche vero che le nostre scorte cominciano a scarseggiare.

“L’Italia farà né più né meno quello che ha fatto finora d'intesa con tutti gli alleati, a cominciare dagli Stati Uniti, per consentire all'Ucraina di tutelare i propri territori, i propri abitanti, i propri confini". Il sottosegretario Alfredo Mantovano chiarisce la linea dell’Italia sulla questione Ucraina: ci sarà un nuovo pacchetto per l’invio delle armi. E l’Italia farà la sua parte. Non era scontato. Soprattutto dopo le parole di ieri del ministro Matteo Salvini che nel festeggiare la vittoria di Donald Trump si era detto certo che non ci fosse più “bisogno di undicesimi, dodicesimi o tredicesimi pacchetti di invio di armi”. Più complesso capire che armi metterà a disposizione delle truppe di Zelensky: Salvini ha insistito nel dire che non ci potranno essere “armi per attaccare, ma solo per difendersi”, ma è anche vero che le nostre scorte cominciano a scarseggiare.

Si vedrà. Mantovano, nella sua veste di riferimento politico dei Servizi, ha spiegato che la collocazione dell’Italia al fianco degli Stati Uniti non cambierà certo con l’arrivo di Trump. E nello stesso tempo ci ha tenuto a sottolineare la vicinanza a un paese come la Cina. Il sottosegretario, infatti, ha incontrato i media per raccontare, insieme con la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, l’esito del monitoraggio delle influenze straniere nel nostro mondo accademico. Tutti hanno pensato alla Cina, perché a Pechino erano dedicato le ultime informative dei Servizi che denunciavano il tentativo di infiltrare le nostre università. “È un discorso – ha detto Mantovano - ad amplissimo spettro, che non punta nei confronti di un solo stato, che non conosce solo stati nella categoria agenti ostili, che punta a protocolli di sicurezza e misure che valgano per chiunque, senza demonizzare. L'equilibrio è molto difficile da trovare – ha spiegato - Uno dei fattori che possono comprometterlo è immaginare che questa costruzione sia contro qualcuno. No, è 'a favore di'. Faccio un'analogia sul golden power, per parlare di un caso alle cronache, la vicenda Pirelli: noi non abbiamo compromesso le nostre relazioni con la Cina per il fatto di aver posto prescrizioni sull'utilizzo di una determinata tecnologia per un tipo di pneumatici prodotti da Pirelli. Lo stesso discorso, per analogia, vale per questo settore".

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