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La giudice dei migranti Albano: “Il governo vuole lo scontro, io no”. Nordio abbassa i toni ma ribadisce: “Le toghe non critichino le leggi”

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La seconda giornata del convegno per i 60 anni di Magistratura democratica aperta dalla presidente che non ha convalidato il trattenimento dei 12 in Albania. Salvini attacca: “Chi stravolge le leggi dovrebbe dimettersi”
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La presidente di Magistratura Democratica Silvia Albano parla in pubblico dopo quella che lei stessa definisce “la tempesta”. La giudice della sezione immigrazione del tribunale di Roma, che non ha convalidato il trattenimento dei migranti in Albania e che adesso, in seguito alle minacce ricevute è sotto regime di vigilanza, apre la seconda giornata del convegno per il 60 anni di Magistratura democratica. Sono state settimane ad alta tensione con il governo, che ha rivolto ai giudici critiche feroci e, in particolare Matteo Salvini, continua a farlo. “Io non ho nessuna intenzione di fare un scontro con il governo – dice Albano - è il governo che vuole farlo con me. E io da questo scontro voglio sottrarmi”. E poi ancora: “Voi avete visto che io non sono intervenuta mai in questo periodo perché c'è stata una personalizzazione insopportabile. Non c'è nessuna personalizzazione ma siamo solo dei giudici che cercano di fare il loro lavoro”.

La presidente di Magistratura Democratica Silvia Albano parla in pubblico dopo quella che lei stessa definisce “la tempesta”. La giudice della sezione immigrazione del tribunale di Roma, che non ha convalidato il trattenimento dei migranti in Albania e che adesso, in seguito alle minacce ricevute è sotto regime di vigilanza, apre la seconda giornata del convegno per il 60 anni di Magistratura democratica. Sono state settimane ad alta tensione con il governo, che ha rivolto ai giudici critiche feroci e, in particolare Matteo Salvini, continua a farlo. “Io non ho nessuna intenzione di fare un scontro con il governo – dice Albano - è il governo che vuole farlo con me. E io da questo scontro voglio sottrarmi”. E poi ancora: “Voi avete visto che io non sono intervenuta mai in questo periodo perché c'è stata una personalizzazione insopportabile. Non c'è nessuna personalizzazione ma siamo solo dei giudici che cercano di fare il loro lavoro”.

In collegamento c’è il ministro della Giustizia Carlo Nordio che prova a stemperare i toni pur ribadendo di fatto che i giudici non devono esondare ed entrare nel terreno politico: “Noi vogliamo il dialogo con la magistratura proprio perché sappiamo che è chiamata ad applicare le leggi”. Accoglie quelle che possono essere le “critiche tecniche che vengono poste” ma respinge “la critica nel merito politico delle leggi soprattutto una volta che vengono approvate. Mi auguro che nel confronto che ci sia in futuro meno critica da parte della magistratura nel merito politico e mi auguro un abbassamento dei toni da parte della politica nel criticare le sentenze”. Ma ecco una nota della Lega a convegno in corso: “Da Magistratura democratica vittimismo, propaganda e polemiche contro il governo e il ministro Matteo Salvini. Essere invisi a Md, che criticò perfino Giovanni Falcone, è una straordinaria medaglia”. Il leader leghista va ancora di più all’attacco: “Quei giudici, pochi per fortuna, che invece di applicare le leggi le stravolgono e boicottano, dovrebbero avere la dignità di dimettersi, di cambiare mestiere e di fare politica con Rifondazione comunista. Sono un problema per l'Italia".

Il governo rivendica la superiorità del diritto italiano su quello europeo e in tal senso, soprattutto i leghisti, hanno presentato emendamenti e proposte di legge in Parlamento. Ma Albano, da subito, chiarisce: “C'è stato un pronunciamento unanime di tutte le comunità dei giuristi, dall'Unione delle Camere penali all'associazione dei professori di diritto dell'Unione europea. Per dire che sulla supremazia del diritto europeo non ci si può fare nulla. E il giudice ha il dovere di interpretare le leggi”.

Non per questo però devono essere chiamati “toghe rosse” e così viene appellata soprattutto Magistratura democratica. “Noi non abbiamo in tasca il Capitale di Marx, abbiamo in tasca la Costituzione”. E invece “continuamente ci viene detto che non dobbiamo criticare le leggi e non le dobbiamo interpretare”. Quindi "noi non siamo qui a difendere nessun privilegio. L'indipendenza della magistratura è garanzia per tutelare i diritti di tutti i cittadini. Oggi tocca ai migranti, domani chissà, potrebbe accadere a ciascuno di noi”.

Al convegno si collega anche Elly Schlein: “È grave e inopportuno l'attacco costante al lavoro dei giudici e, siccome si è acuito dopo il fallimento del modello Albania, vorrei ricordare che quando arriva una sentenza della Corte di giustizia europea i giudici non possono che applicare la legge. Non si possono incolpare i giudici né le opposizioni se non si sono lette le leggi e le sentenze della Corte europea. Non posso che ritenere che il dialogo tra politica, istituzioni e magistratura deve essere improntato su principi di lealtà, reciproco rispetto dei ruoli e spirito costruttivo. Ciò non è aiutato da un clima di costante scontro istituzionale, che contestiamo, con chi oggi governa il paese", dice la segretaria del Pd puntando il dito contro la volontà di "istillare il dubbio che ci sono ragioni altre dietro all'esercizio delle proprie funzioni".

Crescono intanto nuove preoccupazioni. Domani infatti sono previste ordinanze del tribunale di Roma sul trattenimento dei sette migranti in Albania e il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, teme che possa “reinnescarsi una polemica che non giova a nessuno e confido che ciò che è stato scritto nei provvedimenti già emersi possa essere letto, compreso. Si può dissentire o meno, la parola la diranno la Corte di Cassazione e quella di Giustizia ma non c'è nessuna volontà di politicizzazione o di innescare uno scontro con le forze politiche". Gi scontri con il governo? Rispetto ai tempi di Silvio Berlusconi, direi che il clima è addirittura peggiorato: prima erano i pubblici ministeri le 'toghe rosse' e ora le 'toghe rosse' ci sono invece dappertutto, anche nei tribunali civili che si occupano di immigrazione – conclude Santalucia – Il nostro auspicio non è solo essere sentiti, ma anche un ascolto più sentito. Pensare che la politica sia solo dei politici non è propriamente liberale, la politica riguarda tutti", riguarda "chi ha qualcosa da dire".

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