PECHINO — Un ponte tra culture. «C’è tanta voglia di Italia qui in Cina. È una grande opportunità». Mancano pochi minuti all’inizio della lectio magistralis del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Università di Pechino, la Beida, e John Elkann sintetizza così lo spirito della Cattedra Agnelli di cultura italiana inaugurata ieri in questo che è uno degli atenei più prestigiosi della Cina.
La nuova cattedra vuole essere «un ponte»: questa l’immagine scelta dal presidente della Fondazione Agnelli. «Lo stiamo costruendo per favorire il dialogo tra due Paesi e mira a unire due mondi, due culture, in uno spirito di collaborazione reciproca», spiega El…
PECHINO — Un ponte tra culture. «C’è tanta voglia di Italia qui in Cina. È una grande opportunità». Mancano pochi minuti all’inizio della lectio magistralis del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Università di Pechino, la Beida, e John Elkann sintetizza così lo spirito della Cattedra Agnelli di cultura italiana inaugurata ieri in questo che è uno degli atenei più prestigiosi della Cina.
La nuova cattedra vuole essere «un ponte»: questa l’immagine scelta dal presidente della Fondazione Agnelli. «Lo stiamo costruendo per favorire il dialogo tra due Paesi e mira a unire due mondi, due culture, in uno spirito di collaborazione reciproca», spiega Elkann nel suo discorso di inaugurazione davanti ai membri del China-Italy Philanthropy Forum. «Per la prima volta un’istituzione non profit europea finanzia una cattedra in Cina. La presenza del presidente della Repubblica è il migliore gesto di sostegno che potevamo sperare di ricevere».
Ideata e promossa dalla Fondazione Agnelli in collaborazione con il TOChina Hub dell’Università di Torino, la cattedra verrà gestita dal China-Europe Philantropy Innovation Research Center (Cepirc) dell’Università di Pechino. Sarà operativa dalla primavera del prossimo anno e vuole avvicinare studenti e docenti della Beida alla cultura italiana. Per ogni semestre accademico verrà designato un titolare. Il primo è l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi: «Desidero ringraziarlo per la passione con cui, per molti anni, ha promosso le relazioni tra Italia e Cina», afferma Elkann. Un ringraziamento speciale poi a Giovanni Andornino, dell’Università di Torino, «per il suo impegno personale e professionale nel rendere possibile questa iniziativa».
Ogni docente, che risiederà a Pechino, sarà anche un ambasciatore della cultura italiana in Cina, «interagendo con le comunità accademiche, con gli studenti e i ricercatori di ogni campo animati da un interesse verso l’Italia. E allo stesso modo, impareranno da loro sul vostro Paese e sulla vostra cultura», dice Elkann rivolgendosi agli ospiti cinesi in platea. «Questo, probabilmente, è il cuore e la vera essenza di questa iniziativa».
La speranza è che l’iniziativa crei appunto un ponte. «Italia e Cina condividono una relazione profonda che risale nei secoli. Entrambe hanno tratto e ricevuto innumerevoli ispirazioni una dall’altra. Hanno beneficiato di scambi continui di idee ed esperienze, mantenendo ciascuna i propri tratti distintivi. La cattedra ha lo scopo di onorare e continuare questa relazione millenaria, favorendo una collaborazione armoniosa».
Dalle discipline umanistiche alle scienze sociali, dal cinema al design industriale e allo sport, «gli studenti di Beida avranno la possibilità di scoprire e approfondire la cultura italiana in tutte le sue dimensioni», continua Elkann. «La cattedra abbraccerà ogni espressione della creatività italiana, attraverso tutte le epoche».
Il corso inaugurato a Pechino fa parte di un più ampio programma che la Fondazione Agnelli da anni promuove in Italia e nel mondo. «È stata istituita presso l’Università Bocconi di Milano nel 2013 una Cattedra in onore di mio nonno, l’Avvocato Agnelli. Recentemente, abbiamo celebrato il venticinquesimo anniversario di un altro programma accademico a noi caro, la laurea in Ingegneria dell’Autoveicolo del Politecnico di Torino. Altre cattedre sono state istituite nel Regno Unito all’Università di Oxford, sulla letteratura italiana, e alla Johns Hopkins, negli Stati Uniti, sulle relazioni internazionali: quest’ultima, creata insieme a Henry Kissinger, un amico della mia famiglia e della Cina con cui iniziò a costruire un ponte», spiega Elkann.
«Facciamo tutto questo perché l’apprendimento ci permette di contribuire meglio alla società e di essere più coinvolti nelle nostre comunità. La conoscenza e l’istruzione sono anche le fondamenta di un dialogo più profondo tra i Paesi e tra le persone, come stiamo dimostrando qui», continua.
Il presidente della Fondazione Agnelli cita infine un detto latino, «Docendo discimus (Insegnando, impariamo) che ha una perfetta corrispondenza nella letteratura cinese antica: jiao xue xiang zhang. Credo sintetizzi bene - conclude - lo spirito dell’iniziativa che lanciamo».