Se il linguaggio è lo specchio dell’anima, ecco che la memoria, la coscienza e la coerenza del vicepremier Salvini sono materia dinanzi a cui ogni possibile giudizio si deve arrestare rimanendo impigliato tra sghignazzi e sconforto, stupore e indifferenza. Così l’uomo che ieri ha commentato i fatti di Bologna chiamando in causa «zecche rosse, comunisti e criminali dei centri sociali» si vantò di…