Bruxelles — Raffaele Fitto può diventare il granello di sabbia che inceppa il meccanismo della nuova Commissione europea. Oggi, infatti, è prevista l’audizione nella commissione parlamentare Regi del ministro italiano candidato alla vicepresidenza dell’esecutivo europeo. Con lui anche gli altri cinque vicepresidenti. Tutto però potrebbe slittare a stanotte o addirittura a domani. E verranno messi in “sospensione” anche la socialista Ribera, il liberale Sejournè e il patriota ungherese Varhelyi su cui il giudizio è già stato rinviato a domani. I socialisti, insieme a Verdi, liberali e Left non accettano che il rappresentante italiano abbia anche la carica di vicepresidente esecutivo. A loro giudizio questa nomina modifica la maggioranza politica che ha eletto von der Leyen nel luglio scorso. Lo stallo, probabilmente momentaneo, è quindi mirato ad ottenere un segnale da parte della presidente della Commissione. Un messaggio che definisca i contorni politici del ruolo di Fitto. L’obietti…
Bruxelles — Raffaele Fitto può diventare il granello di sabbia che inceppa il meccanismo della nuova Commissione europea. Oggi, infatti, è prevista l’audizione nella commissione parlamentare Regi del ministro italiano candidato alla vicepresidenza dell’esecutivo europeo. Con lui anche gli altri cinque vicepresidenti. Tutto però potrebbe slittare a stanotte o addirittura a domani. E verranno messi in “sospensione” anche la socialista Ribera, il liberale Sejournè e il patriota ungherese Varhelyi su cui il giudizio è già stato rinviato a domani. I socialisti, insieme a Verdi, liberali e Left non accettano che il rappresentante italiano abbia anche la carica di vicepresidente esecutivo. A loro giudizio questa nomina modifica la maggioranza politica che ha eletto von der Leyen nel luglio scorso. Lo stallo, probabilmente momentaneo, è quindi mirato ad ottenere un segnale da parte della presidente della Commissione. Un messaggio che definisca i contorni politici del ruolo di Fitto. L’obiettivo massimo del fronte contrario consiste nel ritiro della vicepresidenza esecutiva — improbabile — o nel ridimensionamento delle deleghe che gli sono state attribuite. O anche semplicemente una lettera in cui si ribadisca che la maggioranza politica è quella composta da Ppe, S&D, Renew e Verdi.
In queste ore la capogruppo di S&D, la spagnola Iratxe Garcia Peres, avrà un giro di consultazioni con gli altri capigruppo e con la stessa von der Leyen per negoziare una mediazione. «Porre sullo stesso piano Fitto e Ribera — è la sua posizione riferendosi alla minaccia dei Popolari di far cadere la candidata spagnola se venisse bocciato l’italiano — è inaccettabile, l’accordo del Ppe era con le forze pro-europee, come i socialisti e i liberali, e Ribera è una socialista. C’era un accordo tra popolari e socialisti e deve essere rispettato».
Nella delegazione Pd è evidente l’imbarazzo tra l’accettare la nomina di Fitto e respingere un candidato italiano. «Il problema — è la linea dei Dem — è una scelta politica che ha fatto Ursula von der Leyen, ossia quella di inserire in maggioranza l’Ecr». Stamattina il ministro italiano verrà ascoltato e poi si prenderà tempo prima di arrivare al voto per capire se da palazzo Berlaymont giungerà o meno un segnale di comprensione nei confronti dei socialisti. Magari, appunto, una missiva di risposta ad una lettera di censura che potrebbe accompagnare il via libera a Fitto. Ma certo il Pse — preoccupato anche di non subire ripercussioni sulla spagnola Ribera — non appare pronto alla resa dei conti. Vuole un appiglio per giustificare il loro via libera. Una posizione che rompe ulteriormente l’ex campo largo: «Sarebbe imperdonabile — dice il grillino Pedullà — se il Pd sostenesse lo slittamento a destra della Commissione europea». «Serve un’Ue credibile — insiste Leoluca Orlando di Avs — e non potrà mai esserlo con un vicepresidente come Fitto». Al contrario Fdi difende il suo candidato: «O il Pd vorrebbe sostenere il commissario designato italiano ma non è in grado di farsi rispettare dalla sua famiglia politica, oppure non sta difendendo l’interesse nazionale italiano, perché accecato dal proprio odio ideologico». Anzi l’Ecr sta addirittura provando ad accelerare e portare subito al voto il dossier Fitto contando su una maggioranza di destra nella commissione Regi.
L’“Ursula bis” quindi sta nascendo con qualche contorcimento. Nessuno, però, ha il coraggio di bloccare tutto, soprattutto dopo la vittoria di Trump in Usa.