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Luongo è il nuovo comandante generale dei carabinieri

Salvatore Luongo 

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Attualmente vicecomandante, prende il posto di Teo Luzi. La nomina al termine del Consiglio dei ministri: è Il nome indicato dal ministro Crosetto
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“L’Arma ha due secoli. Ormai è una vecchia signora, ma ha fatto tanti lifting: il carabiniere oggi deve essere la sentinella non solo della sicurezza ma anche del degrado, che spesso incide sulla percezione di insicurezza e dunque sulla paura. Alimentare la fiducia. Cancellare l’insicurezza, questo è il nostro obiettivo”. In un’intervista di qualche anno fa a Gianluca di Feo, sull’Espresso, il nuovo comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, allora comandante provinciale a Roma, dopo aver ricoperto lo stesso incarico a Milano, disegnava la sua idea di Arma. Quella che il consiglio dei ministri ha scelto per dirigere il corpo dopo la scadenza del mandato del comandante uscente Teo Luzi, del quale Luongo è vice da maggio.

Luongo, napoletano classe 1962, è un carabiniere di campo (le esperienze a Roma e Milano, appunto, e prima ancora in Calabria) ma in questi anni ha lavorato molto anche a disegnare le strategie del corpo. Per otto anni – dall’agosto del 2016 al dicembre del…

“L’Arma ha due secoli. Ormai è una vecchia signora, ma ha fatto tanti lifting: il carabiniere oggi deve essere la sentinella non solo della sicurezza ma anche del degrado, che spesso incide sulla percezione di insicurezza e dunque sulla paura. Alimentare la fiducia. Cancellare l’insicurezza, questo è il nostro obiettivo”. In un’intervista di qualche anno fa a Gianluca di Feo, sull’Espresso, il nuovo comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, allora comandante provinciale a Roma, dopo aver ricoperto lo stesso incarico a Milano, disegnava la sua idea di Arma. Quella che il consiglio dei ministri ha scelto per dirigere il corpo dopo la scadenza del mandato del comandante uscente Teo Luzi, del quale Luongo è vice da maggio.

Luongo, napoletano classe 1962, è un carabiniere di campo (le esperienze a Roma e Milano, appunto, e prima ancora in Calabria) ma in questi anni ha lavorato molto anche a disegnare le strategie del corpo. Per otto anni – dall’agosto del 2016 al dicembre del 2023 – è stato capo dell’ufficio legislativo del ministero della Difesa. Ha lavorato quindi con il ministro Guido Crosetto che lo ha scelto e fortemente voluto come nuovo comandante, ma anche prima con Lorenzo Guerini, Roberta Pinotti e nella parentesi di Elisabetta Trenta. Non a caso in queste settimane di forti tensioni politiche, con un dibattito acceso all’interno della maggioranza sulla scelta del comandante, nessuno ha tirato per la giacca Luongo, riconoscendogli il ruolo di uomo delle istituzioni. Piuttosto è stata posta una questione di metodo nei confronti di Crosetto che aveva ritenuto di non condividere la scelta con i colleghi di governo. In ogni caso, tensione rientrata: Luongo è stato preferito agli altri due autorevoli candidati, il generale Mario Cinque, capo di stato maggiore dei carabinieri dal 2021, e Riccardo Galletta, comandante dell’interregionale Pastrengo.

Il passaggio di testimone con Luzi avverrà venerdì “nel segno della continuità” dicono dall’Arma. Vero. Ma certamente il nuovo comandante generale metterà sul campo le esperienze di questi anni a partire da quelle “politiche”. Non sarà facile. Da un lato Luongo punterà ad avere un corpo vicino ai cittadini non soltanto nella repressione ma anche sul piano della “fiducia”, per abbassare quel livello di insicurezza che ha preso le nostre città. E soprattutto cercare di sminare un clima che, anche a causa delle tensioni internazionali, è assai teso: negli occhi di tutti c’è quanto accaduto ad Amsterdam nei giorni scorsi, con la caccia ai tifosi israeliani e la rivolta dei quartieri dove vivono per lo più le terze generazioni di immigrati, arrabbiati e addolorati da quanto sta accadendo in Palestina. L’Italia ha una struttura sociale diversa ma quella miccia potrebbe accendersi in un niente. “Fare delle nostre stazioni una porta aperta dove tutti possano trovare una risposta” diceva anni fa. “Non può esistere che ti dicano “non è di mia competenza”. Si tratta di rendere la nostra presenza più aderente alle aspettative della comunità”. Per farlo Luongo userà anche il suo lavoro ai piani de ministero della Difesa. Grande attenzione ci sarà per i carabinieri impegnati all’Estero. “È bello che la nomina di Salvatore sia arrivata proprio oggi” dice un suo vecchio amico dell’Arma. È il 12 novembre, 21 anni dopo la strage di Nassiriya.

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