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Meno male che Sergio c'è. Meloni e il sovranismo a convenienza

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Un tempo la premier si infuriava se qualcuno dall’estero commentava faccende italiane. Ora se a intromettersi è il fondatore di Tesla resta in silenzio
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C’è stato un tempo non lontano in cui Giorgia Meloni si infuriava se qualcuno dall’estero osava mettere becco nelle faccende italiane. Del resto, se ti definisci sovranista, dovresti essere sempre geloso della tua sovranità. La particolarità del sovranismo della nostra presidente del Consiglio è che funziona a intermittenza. A convenienza, soprattutto. Elon Musk chiede la cacciata dei giudici italiani? Meloni non fa una piega. Zitta, immaginiamo anche soddisfatta del soccorso straniero. Funziona così anche sui commissari in Ue. Se l’opposizione non vota Raffaele Fitto è colpevole di altto tradimento. Quando doveva votare lei Paolo Gentiloni, Gentiloni era un impresentabile, e ovviamente invotabile, usurpatore.

È toccato dunque a Sergio M…

C’è stato un tempo non lontano in cui Giorgia Meloni si infuriava se qualcuno dall’estero osava mettere becco nelle faccende italiane. Del resto, se ti definisci sovranista, dovresti essere sempre geloso della tua sovranità. La particolarità del sovranismo della nostra presidente del Consiglio è che funziona a intermittenza. A convenienza, soprattutto. Elon Musk chiede la cacciata dei giudici italiani? Meloni non fa una piega. Zitta, immaginiamo anche soddisfatta del soccorso straniero. Funziona così anche sui commissari in Ue. Se l’opposizione non vota Raffaele Fitto è colpevole di altto tradimento. Quando doveva votare lei Paolo Gentiloni, Gentiloni era un impresentabile, e ovviamente invotabile, usurpatore.

È toccato dunque a Sergio Mattarella difendere la sovranità nazionale. Per difendere la nazione, talvolta aiuta più la conoscenza della Costituzione che i manuali di antiglobalismo. Anche Meloni dovrebbe conoscerla, però. Musk ha appena usato di nuovo X, il social di cui è proprietario, per accusare i giudici italiani di sovvertire la democrazia. Non si può rimproverare troppo a Musk di ignorare i fondamenti della Carta italiana e i principi di uno Stato di diritto. Gli vengono meglio le auto elettriche, anche se non sempre. Ma anche in questo caso è presumibile che Meloni taccia e incassi il nuovo e sguaiato aiuto.

Decide lei quando la Nazione va difesa e quando è accettabile che arrivi un Musk a rappresentarla come una dittatura giudiziaria. Né pare importarle che a parlare sia un signore multimiliardario che non avrebbe alcun titolo per farlo se non il suo debordante potere economico. Se Musk si chiamasse Soros, Meloni impazzirebbe. Direbbe: a nome di chi parla questo signore? Chi prende i suoi soldi? Cosa vuole da noi? Invece si chiama Musk, è amico suo, e allora va bene così. Il sovranismo lo riaccendiamo domani.

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