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“Via quei giudici”, Musk a gamba tesa sul caso migranti

La premier Giorgia Meloni ed Elon Musk (ANSA/FILIPPO ATTILI)

 

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Il proprietario di X si schiera col governo. Poi accusa la Sea Watch: “Organizzazione criminale”. Salvini: “Ha ragione nessuna interferenza”. L’Anm: “Si è preso gioco della sovranità dello Stato”
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È benzina sul fuoco l’incursione di Elon Musk nello scontro che il governo ha scatenato contro la magistratura. «Questi giudici devono andarsene», scrive su X, social di cui è proprietario, l’uomo più ricco del mondo nonché pedina fondamentale di Donald Trump durante la campagna elettorale.

Il patron anche di Tesla, SpaceX e Starlink interviene dunque a gamba tesa nel dibattito italiano su una questione delicatissima come i rapporti tra politica e giustizia. E lo fa commentando il post di un utente, Mario Nawfal, che conta 1,7 milioni di follower ed è anche presentatore di un seguitissimo show su X di cui lo stesso Musk è stato ospite. Nawfal riportava la notizia della decisione, presa dal tribunale di Roma, di sospendere il trattenimento in Albania dei sette migranti provenienti dall’Egitto e dal Bangladesh e di rimettersi alla Corte di giustizia europea.

È benzina sul fuoco l’incursione di Elon Musk nello scontro che il governo ha scatenato contro la magistratura. «Questi giudici devono andarsene», scrive su X, social di cui è proprietario, l’uomo più ricco del mondo nonché pedina fondamentale di Donald Trump durante la campagna elettorale.

Il patron anche di Tesla, SpaceX e Starlink interviene dunque a gamba tesa nel dibattito italiano su una questione delicatissima come i rapporti tra politica e giustizia. E lo fa commentando il post di un utente, Mario Nawfal, che conta 1,7 milioni di follower ed è anche presentatore di un seguitissimo show su X di cui lo stesso Musk è stato ospite. Nawfal riportava la notizia della decisione, presa dal tribunale di Roma, di sospendere il trattenimento in Albania dei sette migranti provenienti dall’Egitto e dal Bangladesh e di rimettersi alla Corte di giustizia europea.

L’effetto di questa dura intromissione è dirompente. Matteo Salvini ci salta sopra all’istante. «Musk ha ragione», sostiene il leader leghista, in passato già difeso dal numero uno di X per la vicenda Open Arms. Ma leghisti a parte, nella maggioranza c’è però parecchio disagio e non tutti sembrano pensarla come lui. Maurizio Lupi, indicato dal presidente del Senato Ignazio La Russa come possibile candidato del centrodestra a sindaco di Milano, si smarca. «Le parole di Musk sono inopportune — dice il leader di Noi moderati — perché, addirittura dall’estero, alimentano uno scontro con la magistratura che il centrodestra non vuole».

L’Associazione nazionale magistrati resta allibita. Già sotto attacco quotidiano «ogni qualvolta viene espressa una sentenza sgradita al governo», mai si sarebbe aspettata il faro puntato addosso anche dal plurimiliardario. Con il suo messaggio, dice il presidente Giuseppe Santalucia, «Musk si è preso gioco della sovranità dello Stato». Quindi chiede l’intervento di chi, come il governo, sostiene di avere a «cuore la difesa dei confini». Ma, come ormai è consuetudine, la Lega ribatte: «Consigliamo all’Anm di dedicarsi meno a Musk e più al lavoro». Sta di fatto che anche Ernesto Carbone, membro laico del Csm, considera «questi nuovi oligarchi che sfruttano mondi nuovi per controllare la politica mondiale un pericolo per la democrazia».

Al termine di una nuova giornata di conflitto attorno alla giustizia, il magnate non si placa e torna a interessarsi dell’Italia. Con un altro post se la prende questa volta con la Sea Watch, rea di averlo accusato «di minacciare il sistema giudiziario italiano» e per questo viene definita «un’organizzazione criminale».

In questo clima le opposizioni, ad accezione del Movimento 5 Stelle che non ha proferito parola, definiscono quella del titolare di X «un’intollerabile ingerenza». La segretaria del Pd, Elly Schlein, ospite a Di Martedì su La7, sostiene che sia «imbarazzante che i sovranisti di casa nostra si facciano dettare la linea da un miliardario. Difendano i giudici, perché anche questa è sovranità nazionale». Così i dem, Avs e +Europa chiedono a Meloni di intervenire e «difendere l’Italia». Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, si chiede «se i patrioti Meloni e Salvini difenderanno la sovranità italiana dalle ingerenze del miliardario americano». E la vicepresidente del Pd, Chiara Gribaudo, sottolinea che «l’Italia è un Paese sovrano in cui la magistratura è indipendente, non terra di conquista». E su questa scia anche Nicola Fratoianni che si domanda se «dalle parti del governo si preoccuperanno stavolta di difendere i confini dalle ingerenze di Musk».

Ragionamenti rispediti al mittente dal capogruppo di FdI alla Camera, Tommaso Foti, che comunque non usa i toni incendiari dei leghisti: «Musk non è un ministro» di un paese estero e, «piaccia o non piaccia ad oggi è un cittadino». E come tale, sottolinea su X il suo referente in Italia Andrea Stroppa citando l’art.21 della Costituzione, «può esprimersi liberamente, fatevene una ragione». E poco importa se, da oltreoceano, viene colpito il potere giudiziario italiano.

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