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Il rilancio di Musk: “Da voi un’autocrazia di giudici non eletti ma rispetto il Quirinale”

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Post e retweet di account sovranisti contro l’Italia. Poi la frenata
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New York — L’Italia deve essere diventata una fissazione per Elon Musk, se mentre vola da Mar-a-Lago alla Casa Bianca per testimoniare il passaggio di consegne fra Biden e Trump, trova il tempo per pontificare sullo stato della nostra democrazia. Una questione di affinità elettive con la premier Meloni; convergenze politiche sull’immigrazione, così decisiva anche negli Usa; fastidio per i giudici, che potrebbero intralciare pure la sua rivoluzione della macchina statale americana; e magari anche un occhio agli affari che potrebbe concludere da noi.

Tutto comincia martedì sera, quando Musk nota che la magistratura italiana ha bloccato il piano di palazzo Chigi per trasferire in Albania gli immigrati non desiderati: «Questi giudici devono andarsene». Nel frattempo Trump si prepara a nominarlo capo del neonato del Department of Government Efficiency, per rivoluzionare la burocrazia americana. In più Elon deve preparare la valigia, perché il giorno dopo accompagnerà il presidente entran…

New York — L’Italia deve essere diventata una fissazione per Elon Musk, se mentre vola da Mar-a-Lago alla Casa Bianca per testimoniare il passaggio di consegne fra Biden e Trump, trova il tempo per pontificare sullo stato della nostra democrazia. Una questione di affinità elettive con la premier Meloni; convergenze politiche sull’immigrazione, così decisiva anche negli Usa; fastidio per i giudici, che potrebbero intralciare pure la sua rivoluzione della macchina statale americana; e magari anche un occhio agli affari che potrebbe concludere da noi.

Tutto comincia martedì sera, quando Musk nota che la magistratura italiana ha bloccato il piano di palazzo Chigi per trasferire in Albania gli immigrati non desiderati: «Questi giudici devono andarsene». Nel frattempo Trump si prepara a nominarlo capo del neonato del Department of Government Efficiency, per rivoluzionare la burocrazia americana. In più Elon deve preparare la valigia, perché il giorno dopo accompagnerà il presidente entrante a salutare quello uscente. Epperò non toglie l’occhio dall’Italia, infatti alle 16 e 50 rilancia un messaggio di DogeDesigner, che si vanta di come il social X sia diventato la prima app nel nostro paese.

Passa la nottata, e il presidente della Repubblica Mattarella ricorda a Musk che Trump, giusto per fare un paragone, non sarebbe felice se un imprenditore italiano reclutato nel governo si impicciasse delle sentenze dei tribunali americani. Ma invece di curare la ferita, l’ovvia puntualizzazione la fa incancrenire. Elon a questo punto sarà sul Trump Force One diretto a Washington, ma non riesce a mollare la presa. Rimbrotta pure il Quirinale: «Questo è inaccettabile. Il popolo italiano vive in una democrazia o è un’autocrazia non eletta a prendere le decisioni?». Per la verità sarebbe Musk che flirta con gli autocrati, tipo il turco Erdogan. Per non parlare dell’ammirazione di Trump per Putin, Xi, e persino per il nordcoreano Kim. Ma fa niente, Elon non si ferma più. Tra una corsa al Congresso e l’altra alla Casa Bianca, rilancia un messaggio della sovranista ventottenne olandese Eva Vlaardingerbroek, che impartisce lezioni di diritto a Mattarella: «No. Musk e Meloni hanno ragione. Il fatto che i giudici del tribunale di Roma ritengano di essere al di sopra del governo e del processo democratico è una follia. Non sono una Corte costituzionale, quindi stanno oltrepassando la loro competenza in violazione della separazione dei poteri».

Lasciamo l’interpretazione ai giuristi, ma a quel punto Elon decide che la polemica si è trascinata troppo avanti. Perciò consegna questo comunicato all’Ansa: «L’imprenditore Musk esprime il suo rispetto per il Presidente della Repubblica Mattarella e la Costituzione italiana. Come ribadito in un’amichevole conversazione avvenuta con il presidente Meloni nel pomeriggio. Tuttavia sottolinea che la libertà di espressione è protetta dal Primo Emendamento e dalla stessa Costituzione italiana, pertanto da cittadino continuerà a esprimere liberamente le proprie opinioni». Quindi «si augura che le relazioni Stati Uniti-Italia siano sempre più forti e auspica di incontrare presto il presidente».

Andrea Stroppa, braccio destro di Musk in Italia, spiega così a Repubblica la dichiarazione: «L’abbiamo fatta per chiarire il punto di vista in modo amichevole e chiudere la vicenda, perché non c’è alcun problema». Gli americani sono abituati alla libertà di espressione e un imprenditore resta sorpreso quando la burocrazia si intromette. Elon è attento all’Italia per il buon rapporto con Meloni, che considera un’alleata e ieri ha sentito per chiarire. In termini di business, vorrebbe potenziare le attività, ma finora sul progetto di usare Starlink per garantire la connessione a internet su tutto il territorio non si è mosso molto, per responsabilità del governo. Quanto all’incontro con Mattarella, al momento non è in agenda, ma c’è la speranza che possa avvenire al più presto.

Il problema è che ormai il nome del prossimo vice presidente americano si scrive Vance, ma si pronuncia Musk, perché ha un ruolo senza precedenti nell’influenzare Trump. Si è trasferito a Mar-a-Lago col figlio X e partecipa da protagonista alla transizione, dalle nomine alle telefonate con Zelensky. Resta da vedere quanto durerà questa bromance ricordando la storia dei due galli nel pollaio. Nel frattempo, però, Elon dovrà tenere presente che qualunque cosa dica verrà presa come posizione dell’amministrazione, di cui ora fa parte.

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