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Musk attacca i magistrati italiani e la giudice dei migranti Albano lascia X

La giudice Silvia Albano (ansa)

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“Fatto”, ha postato la presidente di Magistratura democratica dopo le dichiarazioni del fondatore di Tesla e proprietario del social network
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"I giudici se ne devono andare", aveva detto, scatenando pure la reazione del presidente Mattarella, Elon Musk all'indomani della decisione dei magistrati del tribunale civile di Roma di rinviare la decisione sul trattenimento dei migranti trasbordati in Albania alla superiore Corte di giustizia europea.

Detto fatto. Una di loro, la più in vista, ha deciso di prendere Musk più o meno in parola. E se ne è andata. Non dal tribunale dove svolge il suo lavoro, ci mancherebbe. Ma da X, la piattaforma social di proprietà proprio dell’imprenditore ora neo assunto al fianco del presidente americano Donald Trump al Dipartimento per l'efficienza governativa.

"Fatto!", ha scritto su Facebook Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica e giudice della diciottesima sezione…

"I giudici se ne devono andare", aveva detto, scatenando pure la reazione del presidente Mattarella, Elon Musk all'indomani della decisione dei magistrati del tribunale civile di Roma di rinviare la decisione sul trattenimento dei migranti trasbordati in Albania alla superiore Corte di giustizia europea.

Detto fatto. Una di loro, la più in vista, ha deciso di prendere Musk più o meno in parola. E se ne è andata. Non dal tribunale dove svolge il suo lavoro, ci mancherebbe. Ma da X, la piattaforma social di proprietà proprio dell’imprenditore ora neo assunto al fianco del presidente americano Donald Trump al Dipartimento per l'efficienza governativa.

"Fatto!", ha scritto su Facebook Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica e giudice della diciottesima sezione del tribunale di Roma che ha competenza in materia di immigrazione, subito dopo aver disattivato il suo account su X, come stanno facendo migliaia di artisti, cittadini e media in polemica con il ceo di Tesla e Space.

La giudice dopo la prima sentenza con la quale, assieme ad altri cinque suoi colleghi, aveva liberato il primo gruppo di dodici migranti trasferiti con la Libra a Shengjin, aveva ricevuto minacce di morte sui social e via mail. Per questo ora è sotto protezione e la procura di Perugia ha aperto un fascicolo per minacce aggravate.

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