Non aveva fatto in tempo a chiedere unità sulla nomina di Fitto in Ue e di marcare la distanza da Musk, aggiungendo però che “esiste un problema con alcuni magistrati politicizzati”, che il vicepremier Antonio Tajani si è trovato nel mirino per le posizioni del governo nel conflitto israelo-palestinese.
Sono da poco passate le 11e30 quando l’Ansa batte la notizia di una lettera minatoria recapitata nel suo ufficio di Palazzo Chigi. "Lettera di avvertimento", il titolo della missiva intestata a un sedicente 'Global movement against the nazi-zionist terrorist state of Israel for the liberation of Palestine', spedita da un indirizzo anonimo di Bologna.
I toni sono preoccupanti. Da domani, si legge nella lettera, "utilizzeremo la forza armata per colpire tutti gli interessi dello Stato terrorista di Israele, accusato a livello internazionale di crimini di guerra e genocidio, comprese le sue ambasciate, i suoi musei e tutte le attività e raduni in tutto il mondo".
"Non mi farò intimidire…
Non aveva fatto in tempo a chiedere unità sulla nomina di Fitto in Ue e di marcare la distanza da Musk, aggiungendo però che “esiste un problema con alcuni magistrati politicizzati”, che il vicepremier Antonio Tajani si è trovato nel mirino per le posizioni del governo nel conflitto israelo-palestinese.
Sono da poco passate le 11e30 quando l’Ansa batte la notizia di una lettera minatoria recapitata nel suo ufficio di Palazzo Chigi. "Lettera di avvertimento", il titolo della missiva intestata a un sedicente 'Global movement against the nazi-zionist terrorist state of Israel for the liberation of Palestine', spedita da un indirizzo anonimo di Bologna.
I toni sono preoccupanti. Da domani, si legge nella lettera, "utilizzeremo la forza armata per colpire tutti gli interessi dello Stato terrorista di Israele, accusato a livello internazionale di crimini di guerra e genocidio, comprese le sue ambasciate, i suoi musei e tutte le attività e raduni in tutto il mondo".
"Non mi farò intimidire dalle minacce”, replica Tajani che accusa “i cattivi maestri che fomentano la violenza indicando obiettivi da colpire”, linkando su X un post di Alessandro Orsini nel quale il professore imputa al ministro degli Esteri "la corresponsabilità nel genocidio a Gaza".
"Considero preoccupante il clima d'odio, anche personale, frutto di calunnie e falsità da parte di presunti intellettuali”, continua Tajani che aggiunge: “Continueremo a lavorare per la pace".
Il post di Orsini
Ma cosa aveva scritto Orsini, direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della Luiss, già noto per le sue controverse posizioni sull’invasione russa in Ucraina?
"Musk e Netajani – si legge sul suo profilo –. Nessun cittadino americano può dire all'Italia cosa fare... In pubblico. In privato, invece, si riga dritto”. “Israele è uno Stato terrorista, – aggiunge – di cui Antonio Tajani è un alleato strettissimo. Ecco perché il nostro ministro degli Esteri è noto come 'Netajani'”.
Poi Orsini allega un articolo sulla decisione italiana di astenersi, insieme ad altri 44 Stati, in merito alla risoluzione Onu dell’ottobre 2023 sulla tregua a Gaza, sull’ingresso degli aiuti umanitari e contro il trasferimento forzato della popolazione civile.
Parole dure che innescano il sarcasmo del forzista Maurizio Gasparri: "Ammesso che ne esistano davvero, voglio esprimere solidarietà agli studenti che si dovessero imbattere in Alessandro Orsini, che ha offeso in modo intollerabile il ministro Tajani". "Temo che per averlo nel suo 'grande fratello' la conduttrice Berlinguer lo faccia anche pagare", attacca Gasparri.
La solidarietà al ministro
Forza Italia fa quadrato intorno al suo leader. Da Stefania Craxi, senatrice di FI e presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama, al deputato azzurro Alessandro Cattaneo. La vice capogruppo di Forza Italia alla Camera, Rita dalla Chiesa aggiunge: "Mi auguro che anche le opposizioni siano vicine al nostro segretario". Vicinanza anche dal presidente della commissione Bilancio alla Camera, Giuseppe Mangialavori e dal neodeputato di Forza Italia, Enrico Costa.
Dalla Farnesina, interviene il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, di Fratelli d'Italia. Che parla di "un inaccettabile clima d'odio ideologico che ha trovato supporto in settori delle sinistre italiane". Mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa chiede di “fare luce sulle minacce”. “È inaccettabile che chi rappresenta le istituzioni italiane sia bersaglio di odio e intimidazioni da parte di gruppi estremisti", la condanna del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Mentre dalle opposizioni la prima a esprimere “la massima solidarietà” al ministro è la vicepresidente della commissione esteri della Camera, la deputata dem, Lia Quartapelle.
La vicenda irrompe anche nel rush finale della campagna elettorale delle Regionali in Umbria. “Non ho mai avuto paura neanche quando andavo a scuola e c'erano le Brigate Rosse, figuriamoci se mi faccio intimidire da un professore”, ha aggiunto Tajani a Perugia nel corso dell'evento con gli altri leader della coalizione a sostegno di Donatella Tesei, candidata del centrodestra.