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L’esperto di social media: “Bene i giornali fuori da X, ormai è solo odio e violenza”

(ansa)

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Parla Jim Waterson, già editor del Guardian: “Le news ormai seguono altri canali che già sono molto più influenti”
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Londra — «La decisione del Guardian di lasciare X potrebbe fare scuola. Elon Musk ha deciso di rendere il vecchio Twitter una piattaforma di radicalizzazione populista, svantaggiando e attaccando i media sin dal suo arrivo. In questo nuovo scenario politico, per i giornali ha sempre meno senso restare su X».

A parlare è Jim Waterson, 35 anni, uno dei giornalisti inglesi più brillanti della sua generazione e fino a qualche mese fa “media editor” proprio del Guardian, ossia il caporedattore che si occupava della galassia dei media. Ora ha fondato un suo nuovo sito di news “old-fashioned”, come lo definisce lui, alla vecchia maniera: London Centric.

Waterson, quella del Guardian è stata una mossa sensata dopo la vittoria d…

Londra — «La decisione del Guardian di lasciare X potrebbe fare scuola. Elon Musk ha deciso di rendere il vecchio Twitter una piattaforma di radicalizzazione populista, svantaggiando e attaccando i media sin dal suo arrivo. In questo nuovo scenario politico, per i giornali ha sempre meno senso restare su X».

A parlare è Jim Waterson, 35 anni, uno dei giornalisti inglesi più brillanti della sua generazione e fino a qualche mese fa “media editor” proprio del Guardian, ossia il caporedattore che si occupava della galassia dei media. Ora ha fondato un suo nuovo sito di news “old-fashioned”, come lo definisce lui, alla vecchia maniera: London Centric.

Waterson, quella del Guardian è stata una mossa sensata dopo la vittoria di Trump? O un azzardo?

«Secondo me, una decisione sensata. Certo è una scelta di campo e di cuore per i propri lettori, essendo un giornale di sinistra che si ribella contro un social media che vira sempre più a destra e sul populismo. Il Guardian aveva in canna questa mossa da tempo: restare su X era politicamente insostenibile. Perché continuare a generare traffico e soldi a favore di uno come Musk e la sua agenda?».

Ma così il quotidiano britannico, e la radio americana Npr da tempo, non si autocensureranno, danneggiando anche il loro traffico e gli introiti online?

«Non proprio. Oramai il traffico che arriva da X e dagli altri social media è risibile. In particolare, Musk, nella sua guerra contro i media tradizionali iniziata da Trump, non vuole che gli utenti clicchino su un link esterno, perché così lasciarebbero il sito di X e lui ci perderebbe soldi. Dunque, l’algoritmo svantaggia pesantemente i media che pubblicano i loro articoli su X. Oramai, su X ma anche altri social, il business model di diventare virali o ottenere click è finito».

Però i singoli giornalisti del Guardian continuano a postare i loro articoli su X. Non è una contraddizione, in questa battaglia politica?

«Se un giornalista ha molto seguito, vuole costruirsi un brand e permettere a Musk di fare soldi, sì, certo. Ma se qualcuno pensa di attirare lettori sui propri siti, si sbaglia. Oramai per i giornali c’è francamente poco da guadagnare a restare su X».

E che alternative ci sono?

«Per esempio il nuovo social Bluesky, la vera alternativa a Twitter. Fino a qualche settimana fa non ci puntavo due lire, invece c’è già stato un piccolo esodo di utenti. Oppure, nel mio caso, ho lanciato London Centric perché credo che il giornalismo oggi debba tornare sempre più ai vecchi valori e su base locale, offrendo prodotti interessanti come un mercante fiorentino del XVI secolo. Cerchiamo un rapporto diretto con il pubblico e la sua fiducia tramite abbonamenti, per esempio con le newsletter, e non tramite i social media. Stiamo andando molto bene».

Ma, nella sua guerra quotidiana ai media, Musk ripete ogni giorno che X è già la piattaforma di news più letta al mondo e che i media mainstream moriranno, forse provocando un grave danno per la democrazia.

«Non credo. Come me e molti altri, sempre più persone abbandoneranno X. Con lui, la timeline dell’ex Twitter è passata da una di news a una cascata di egocentrismo, violenza e video anti-migranti. Musk ha distrutto Twitter dopo avervi investito 40 miliardi. Al di là dei media vecchio stampo, al posto di X le persone normali utilizzeranno per informarsi sempre più YouTube, i podcast, magari TikTok, che già sono decisamente più influenti di X. Il giornalismo non finirà di certo con Elon Musk».

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