Luca Barbareschi in pole per la guida del Centro sperimentale di cinematografia. “Sono pronto”
di Valeria ForgnoneLuca Barbareschi
È iniziato il toto-nomi per la presidenza del Centro sperimentale di cinematografia. Dopo le dimissioni di Sergio Castellitto, la figura più quotata ora sembra essere quella di Luca Barbareschi. Potrebbe essere l’attore e produttore da sempre vicino al centrodestra a prendere il posto di Castellitto che, con le sue “dimissioni irrevocabili”, ha creato un altro problema al neo insediato ministro della Cultura Alessandro Giuli. “Me l'hanno proposta ufficiosamente – conferma il diretto interessato – ma se la cosa divenisse ufficiale sarei ben lieto di questo incarico. Insegnare ai ragazzi è una cosa che mi manca nella vita”.
Una lunga esperienza artistica, quella di Barbareschi che si è intrecciata alla sua passione per la politica: eletto nel 2008 deputato del Popolo della Libertà, il regista teatrale, in quella legislatura, ha poi seguito Gianfranco Fini in Futuro e libertà per approdare infine nel gruppo Misto. Nel 2014 ha deciso di acquistare il teatro Eliseo di via Nazionale, nel c…
È iniziato il toto-nomi per la presidenza del Centro sperimentale di cinematografia. Dopo le dimissioni di Sergio Castellitto, la figura più quotata ora sembra essere quella di Luca Barbareschi. Potrebbe essere l’attore e produttore da sempre vicino al centrodestra a prendere il posto di Castellitto che, con le sue “dimissioni irrevocabili”, ha creato un altro problema al neo insediato ministro della Cultura Alessandro Giuli. “Me l'hanno proposta ufficiosamente – conferma il diretto interessato – ma se la cosa divenisse ufficiale sarei ben lieto di questo incarico. Insegnare ai ragazzi è una cosa che mi manca nella vita”.
Una lunga esperienza artistica, quella di Barbareschi che si è intrecciata alla sua passione per la politica: eletto nel 2008 deputato del Popolo della Libertà, il regista teatrale, in quella legislatura, ha poi seguito Gianfranco Fini in Futuro e libertà per approdare infine nel gruppo Misto. Nel 2014 ha deciso di acquistare il teatro Eliseo di via Nazionale, nel cuore di Roma, di cui è stato direttore artistico. Una gestione più volte criticata e finita in tribunale, dove l’attore poi è stato assolto dall'accusa di traffico di influenze.
Un anno fa, invece, una sua intervista a Repubblica aveva sollevato un polverone sul tema molestie alle donne: “Le attrici che denunciano molestie cercano pubblicità”, aveva spiegato confessando poi di essere stato “omosessuale. Ma finto moralismo e politically correct hanno stufato”.
Non solo teatro e cinema nella sua carriera. Anche tv. È ancora fresco il flop in Rai della sua nuova trasmissione Se mi lasci non vale, programma sulle coppie in difficoltà chiuso in anticipo, una sorta di Temptation island di Canale 5 nell’intento ma non nei risultati: l’audience non ha mai superato il 2% di share medio. Ora potrebbe attenderlo la sfida alla direzione del più importante centro dove si sono formate generazioni di attori, registi e sceneggiatori. “Ringrazio chi ha fatto il mio nome, so che sono stati più di uno anche tra i critici interpellati: ma il mio nome era stato fatto anche per altri incarichi, come alla Biennale, vediamo", conclude Barbareschi contattato dall’Ansa.