Il tentativo di silenziare i giudici viaggia sulla rotta dei migranti. Dal Comitato direttivo dell’Associazione nazionale magistrati, riunito a Roma, arriva l’ennesimo grido d’allarme di una istituzione dello Stato precipitata in un conflitto sempre più aspro con il governo. «Con un colpo di penna si vorrebbe stravolgere l’ordinario assetto delle competenze», denuncia il presidente Giuseppe Santalucia criticando la proposta di modifica presentata dalla maggioranza al decreto Flussi che affida alle Corti d’appello il compito di decidere sulla convalida del trattenimento dei migranti. Competenza che per adesso è in capo alla sezione immigrazione dei tribunali, contro le cui sentenze si è scagliato l’esecutivo. Il Guardasigilli Nordio conferma l’intenzione di avviare ricorsi contro i pronunciamenti dei giudici di Roma e Bologna.
Interviene Piantedosi
Dunque, nessun dietrofront, nessun ripensamento. Anzi, intervistato dal Tg1, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ribadisce che la st…
Il tentativo di silenziare i giudici viaggia sulla rotta dei migranti. Dal Comitato direttivo dell’Associazione nazionale magistrati, riunito a Roma, arriva l’ennesimo grido d’allarme di una istituzione dello Stato precipitata in un conflitto sempre più aspro con il governo. «Con un colpo di penna si vorrebbe stravolgere l’ordinario assetto delle competenze», denuncia il presidente Giuseppe Santalucia criticando la proposta di modifica presentata dalla maggioranza al decreto Flussi che affida alle Corti d’appello il compito di decidere sulla convalida del trattenimento dei migranti. Competenza che per adesso è in capo alla sezione immigrazione dei tribunali, contro le cui sentenze si è scagliato l’esecutivo. Il Guardasigilli Nordio conferma l’intenzione di avviare ricorsi contro i pronunciamenti dei giudici di Roma e Bologna.
Interviene Piantedosi
Dunque, nessun dietrofront, nessun ripensamento. Anzi, intervistato dal Tg1, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ribadisce che la strada è tracciata e che «il Parlamento è sovrano ed è il luogo in cui saranno fatte tutte le valutazioni. E quindi saprà adottare quelle che sono le decisioni che riterrà più opportune». È chiaro che si andrà verso l’approvazione della modifica che svuoterà le sezioni specializzate in immigrazione delle loro competenze.
Il nodo dell’Albania
Tutto ha avuto inizio quando, a ottobre, il tribunale di Roma ha stabilito che i dodici migranti arrivati in Albania sulla nave Libra sarebbero dovuti rientrare in Italia. La decisione è stata da subito contestata dal governo con accuse gravissime. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito «inadempiente» il tribunale, Piantedosi ha annunciato ricorso in Cassazione e il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di toghe rosse. Così, in difesa della giudice Silvia Albano, che è anche presidente di Magistratura democratica (corrente progressista dell’Anm), è stato disposto un sistema di sorveglianza in seguito alle minacce ricevute sui social. Poi ancora attacchi, all’indirizzo del tribunale di Bologna e in particolare del giudice Marco Gattuso, reo di aver inviato il decreto Paesi sicuri alla Corte di giustizia europea con la richiesta di chiarimenti.
Lo scontro sulle competenze
È maturata in questo contesto la volontà del governo di stravolgere l’assetto delle competenze: proprio per evitare di ritrovare sul suo cammino ostacoli giudiziari ogni qual volta venga predisposto il trasferimento dei migranti. «È assai difficile – dice Santalucia - rinvenire un principio di razionalità nell’emendamento diretto a spogliare le sezioni specializzate dei tribunali della competenza sulla convalida dei trattenimenti, con soave e sorprendente indifferenza per le ragioni dell’organizzazione giudiziaria. Noi siamo sottoposti solo alle leggi, non ai legislatori», è la replica che sa di atto d’accusa.
La Lega all’attacco
L’Associazione dei magistrati in questi giorni però è in apprensione anche per un’altra incursione. Due consigliere laiche di centrodestra del Csm, Isabella Bertolini della Lega e Claudia Eccher di Fratelli d’Italia hanno avanzato la richiesta di valutare eventuali azioni disciplinari a carico del segretario di Magistratura democratica, Stefano Musolino, il quale ha partecipato ad un evento dell’associazione No ponte. A lui vengono contestate «affermazioni di tipo politico» durante una manifestazione «avente una spiccata connotazione antigovernativa». Dunque, sostiene Santalucia, «questa non è più una pretesa di imparzialità, ma una richiesta di silenzio e questo non è accettabile». Quindi spiega che «sui temi della giustizia un magistrato può intervenire argomentando e spiegando. Una cosa è l’imparzialità, un’altra la soggezione silenziosa al governo. Non è nella cifra della nostra fisionomia costituzionale e democratica». La Lega non manca di intervenire parlando di «ennesimo magistrato in piazza contro il governo» e definendo «grottesche» le dichiarazioni dell’Anm che, dal canto suo, vede sempre più forte il tentativo di depotenziare e intralciare il lavoro dei giudici.