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Stop alla maternità surrogata ma ci sono già i ricorsi pronti

(ansa)

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Domani sarà pubblicata in Gazzetta ufficiale la modifica della legge 40 che rende la gestazione per altri un reato punibile anche all’estero. Magi (+Europa): “Sarà abbattuta dai tribunali”. L’associazione Coscioni: “I nostri avvocati al lavoro”
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D’ora in poi anche chi ricorrerà all’estero alla maternità surrogata sarà punito con una pena da tre mesi a due anni di carcere e una multa fino a un milione di euro. Sergio Mattarella ha promulgato la legge che rende la pratica «reato universale». Domani sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale. Era stata approvata in via definitiva dal Senato lo scorso 16 ottobre, i trenta giorni per la firma presidenziale scadevano giusto ieri e in mattinata, nell’ultimo momento utile, la notizia è stata pubblicata dall’Ansa. Il presidente in verità l’aveva firmata già lo scorso 4 novembre, alla vigilia del visita di Stato in Cina, e subito, quella stessa sera, gli uffici del Colle l’avevano trasmessa a palazzo Chigi, che ha deciso di aspettare due settimane prima di decretarne la pubblicazione. In serata, il Quirinale ha tenuto a precisarlo ulteriormente attraverso sue “fonti”.

La tempistica e il caso Pinelli

Il 4 novembre si era nel pieno dello scontro tra governo e magistratura sull’Albania. Nel…

D’ora in poi anche chi ricorrerà all’estero alla maternità surrogata sarà punito con una pena da tre mesi a due anni di carcere e una multa fino a un milione di euro. Sergio Mattarella ha promulgato la legge che rende la pratica «reato universale». Domani sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale. Era stata approvata in via definitiva dal Senato lo scorso 16 ottobre, i trenta giorni per la firma presidenziale scadevano giusto ieri e in mattinata, nell’ultimo momento utile, la notizia è stata pubblicata dall’Ansa. Il presidente in verità l’aveva firmata già lo scorso 4 novembre, alla vigilia del visita di Stato in Cina, e subito, quella stessa sera, gli uffici del Colle l’avevano trasmessa a palazzo Chigi, che ha deciso di aspettare due settimane prima di decretarne la pubblicazione. In serata, il Quirinale ha tenuto a precisarlo ulteriormente attraverso sue “fonti”.

La tempistica e il caso Pinelli

Il 4 novembre si era nel pieno dello scontro tra governo e magistratura sull’Albania. Nel pomeriggio era scoppiato il caso Pinelli, il vice del Csm ricevuto dalla premier Giorgia Meloni senza che i temi dell’incontro fossero stati concordati prima col Quirinale. E Mattarella non aveva nascosto la sua irritazione per lo sgarbo istituzionale, che mirava a dividere i giudici in buoni e cattivi, quest’ultimi, i rossi, che accolgono le richieste dei migranti.

Le leggi firmate ma non condivise

È una di quelle riforme che non piacciono al presidente, di cui ha parlato venerdì ai giovani («Ho firmato leggi che non condividevo»)? Lo si può soltanto ipotizzare, naturalmente. Al Quirinale l’hanno valutata a lungo, venti giorni non sono pochi, soppesando bene i pro e i contro, ma evidentemente non hanno ritenuto incostituzionale la specificità del «reato universale». «Solo se vi sono evidenti incostituzionalità ho il dovere di non promulgarla», ha spiegato l’altra sera nella sua lezione sul mestiere di Presidente.

Una legge identitaria

E adesso che succede? La maternità surrogata è vietata nel nostro Paese dal 2004. Ora il cittadino italiano sarà perseguito anche se vi ricorrerà all’estero. Sono ben 66 i Paesi nei quali è regolamentata. In Russia, Georgia, Bielorussia, Armenia, e alcuni Stati Usa è prevista sia nella forma solidale che in quella a pagamento. È solamente altruistica in Brasile, in alcuni Stati degli Usa (Louisiana, Michigan, Nebraska, Virginia), in Nuova Zelanda, in Australia e in Canada. Non è chiaro come gli Stati, nei quali la Gpa (gestazione per altri) è legale, possano collaborare con le autorità giudiziarie, ma non è probabilmente soltanto l’aspetto penale il vero intento del disegno di legge Varchi: Carolina Varchi, 41 anni, avvocato penalista, deputata palermitana di Fratelli d’Italia. È stata sfornata una legge identitaria per compiacere soprattutto il mondo dei Pro Vita (che infatti esultano) e per mettere in campo un potente disincentivo contro quello che viene definito «il turismo procreativo». Le coppie - le eterosessuali che non possono avere figli, e quelle omosessuali che vogliono crearsi una famiglia - ora probabilmente ci penseranno due volte ad avviare le pratiche.

“Sarà abbattuta dai tribunali”

Di converso, i detrattori ritengono che la nuova norma si scontri con l’articolo 49 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, come ha ricordato ieri il segretario di +Europa, Riccardo Magi. E indurrà molte coppie a rivolgersi al mercato clandestino. È facile prevedere che pioveranno ricorsi. «Sarà abbattuta dai tribunali», giura Magi. «Intendono già presentarne uno 50 coppie che si sono rivolte ai nostri avvocati, perché preoccupate per le conseguenze che questa legge potrà avere sul loro progetto di famiglia», hanno annunciato Marco Cappato e Filomeno Gallo dell’Associazione Luca Coscioni. «Coppie che hanno appena intrapreso il percorso o che hanno solo firmato il consenso in un centro estero e fatto già il prelievo di gameti. Le coppie che hanno già avviato la procedura non dovrebbero correre rischi d’incorrere nelle nuove sanzioni, in base al principio dell’irretroattività del diritto penale».

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