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Gestazione per altri, Zan: “Meloni vuole colpire le famiglie arcobaleno”

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Intervista al responsabile Diritti del Pd: “Meloni accoglie a braccia aperte Elon Musk mentre perseguita i nostri connazionali”
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«A questo punto c’è una domanda che vorrei fare a Giorgia Meloni», attacca Alessandro Zan, responsabile Diritti del Pd.

Quale, onorevole Zan?

«Da madre, come si sente a criminalizzare le tante famiglie con bambini nati con la Gpa? Perché è chiaro che rendere reato universale una pratica che in Italia è vietata già da 20 anni produce un unico effetto: porre uno stigma sociale sui piccoli venuti al mondo attraverso la gestazione per altri. Ecco, questo mi piacerebbe chiedere alla presidente del Consiglio: perché ti accanisci su di loro? Cosa ti hanno fatto di male per mettergli addosso un marchio di infamia, quasi fossero figli della colpa? Non è solo un ritorno al Medioevo. È pura propaganda».

Perché propaganda?

«Questa legge è un obbrobrio giuridico, del tutto inapplicabile: per essere universale un reato deve essere condiviso con altri Paesi, non si può pretendere di perseguire condotte che all’estero sono invece lecite e regolamentate. Da questo si deduce quale sia il vero obiettivo…

«A questo punto c’è una domanda che vorrei fare a Giorgia Meloni», attacca Alessandro Zan, responsabile Diritti del Pd.

Quale, onorevole Zan?

«Da madre, come si sente a criminalizzare le tante famiglie con bambini nati con la Gpa? Perché è chiaro che rendere reato universale una pratica che in Italia è vietata già da 20 anni produce un unico effetto: porre uno stigma sociale sui piccoli venuti al mondo attraverso la gestazione per altri. Ecco, questo mi piacerebbe chiedere alla presidente del Consiglio: perché ti accanisci su di loro? Cosa ti hanno fatto di male per mettergli addosso un marchio di infamia, quasi fossero figli della colpa? Non è solo un ritorno al Medioevo. È pura propaganda».

Perché propaganda?

«Questa legge è un obbrobrio giuridico, del tutto inapplicabile: per essere universale un reato deve essere condiviso con altri Paesi, non si può pretendere di perseguire condotte che all’estero sono invece lecite e regolamentate. Da questo si deduce quale sia il vero obiettivo della destra: additare al pubblico ludibrio le famiglie arcobaleno e i loro figli. Si inscrive in un disegno preciso iniziato con la circolare del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che a un certo momento ha impedito ai sindaci di trascrivere all’anagrafe i figli nati da coppie omosessuali, anche di due madri e quindi non tramite Gpa».

Pensa che sia un atto politico contro la comunità Lgbtq+?

«Parlano i fatti. Per attaccare la maternità surrogata Fratelli d’Italia non ha mai fatto riferimento alle coppie etero, che sono oltre il 90 per cento di quelle che fanno ricorso alla gestazione per altri, tra cui lo stesso Elon Musk: un grande amico di Meloni, verso il quale usa due pesi e due misure».

Cioè?

«Siccome Musk è eterosessuale, di destra e soprattutto l’uomo più ricco del mondo, lei non chiude un occhio ma tutt’e due. Anziché dirgli che per l’Italia è un criminale, lo accoglie a braccia aperte, mentre perseguita i nostri connazionali, costretti a emigrare all’estero pur di diventare genitori».

Per Meloni è però da sempre una battaglia di principio, identitaria.

«E si capisce anche perché. Intanto serve come arma di distrazione di massa per nascondere i fallimenti del governo su tutti i fronti: l’Italia si è fermata, la sanità è al collasso, i poveri aumentano e i salari sono fra i più bassi d’Europa. E poi è utile per rinsaldare il filo nero che collega la nostra premier a Trump, Bolsonaro, Orbán: ossia, discriminare un gruppo sociale e darlo in pasto all’opinione pubblica per ottenere consenso. La destra, a ogni latitudine, lo fa con i migranti e con la comunità Lgbtq+».

Però il presidente Mattarella la legge l’ha promulgata.

«Non poteva fare altro. Qualche giorno fa l’ha anche detto: ho promulgato leggi che non condividevo, spiegando quali sono i suoi doveri, i limiti delle sue prerogative. Dopodiché ribadisco: a prescindere da come la pensi sulla Gpa, paragonarla al genocidio, al terrorismo o alla riduzione in schiavitù è una roba folle. Perché in questo caso il governo Meloni ha l’arroganza di punire in Italia i cittadini che ricorrono a una pratica che all’estero è perfettamente legale, anche in grandi Paesi alleati tra cui Gli Usa, il Belgio, il Canada. Pretende di classificare come reato ciò che fuori dai nostri confini reato non è».

Farete ricorso alla Corte costituzionale?

«Queste norme hanno profili di criticità pesanti, vanno contro il principio di ragionevolezza e di proporzionalità, ma soprattutto contro l’articolo 3 della Costituzione, che dice che siamo tutti uguali davanti alla legge. Senza considerare che qui stiamo parlando di un reato universale deciso unilateralmente: un’arroganza che viola anche il diritto internazionale».

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